mercoledì 20 marzo 2013

Capitolo 18: Il circolo dell'alba -Parte 1-


«Allora è così che si divertono i ragazzi di paese.» Sorrise Faye guardandosi attorno. «Semplice ma d'effetto.» Cornelia roteò gli occhi al soffitto e Damon le sorrise stringendola a se.
«Prendete un tavolo noi prendiamo da bere.» Disse Stefan dando una pacca sulla spalla di Nick.
«Qualcosa di molto alcolico, tesoro.» Gli urlò dietro Faye.
«Non abbiamo l'età per bere alcolici.» Le fecce presente Diana e Faye sbuffò.
«Non farmi la paternale, Diana. Se avevo bisogno di qualcuno che mi faceva la predica mi portavo dietro Adam.» Diana scosse la testa rassegnata.
«Cerca di non esagerare comunque.»
«Non ho nessuna intenzione di esagerare, ma forse riesco a far sballare Stefan.» Sorrise Faye, e il suo sguardo emanava una luce rossastra di potere.
«Non vorrei infrangere i tuoi sogni Faye, ma noi vampiri non ci ubriachiamo.» Gli disse Damon con un mezzo ghigno. Il sorriso di Faye, si spense lentamente.
«Cosa? -Chiese- Scherzi?» Damon scosse la testa.
«Dannazione.»
«Non credo che ubriacare un uomo sia la migliore soluzione per sedurlo.» Gli fecce notare Elena con un mezzo sorriso.
«Oh, ma non ho bisogno di ubriacalo per sedurlo, solo che volevo che si sciogliesse un po' e cosi rigido.» I presenti al tavolo tranne Faye risero.
«Che c'è di così divertente?» Chiese Stefan poggiando i drink sul tavolo.
«Niente.» Si affrettò a rispondere Faye, mentre gli altri ridevano più forte attirando gli sguardi dei commensali degli altri tavoli.
«Faye, voleva farti ubriacare.» Gli disse Damon guadagnandosi un occhiataccia dalla strega.

lunedì 18 marzo 2013

Capitolo 17: Niente


Cornelia si rigirò tra le lenzuola, allungando una mano verso l'altro lato del letto trovandolo vuoto, tasto ancora un po', poi alzò le palpebre assonata e vide che il posto di fianco a lei, in quell'enorme letto era vuoto. Strofinandosi gli occhi scese dal letto, era nuda quindi prese la camicia che giaceva sul pavimento e la indosso per poi uscire dalla stanza. Seguendo il suo istinto scese le scale andando da baso e si diresse nella stanza di villa Salvatore usata come biblioteca. La porta era socchiusa e spingendola quella si aprì cigolando. Damon era all'impiedi con un libro in mano che sfogliava velocemente. Cornelia si avvicino a lui e lo abbracciò da dietro. Damon era senza camicia -la indossava Cornelia- e Cornelia ne approfittò per baciargli le ampie spalle.
«Mi hai lasciata da sola.» Damon appoggiò una delle sue mani su quelle della ragazza.
«Scusami. Ho pensato di cercare qualche informazioni sui poteri antichi nei nostri libri.»
«Trovato nulla?» Damon chiuse il libro che aveva tra le mani e lo rimise nello scaffale. Poi si voltò e abbracciò la sua ragazza.
«No, ho letto decine e decine di libri, ma non ho trovato nulla.»
«Va tutto bene Damon, non possiamo sperare di trovare subito qualcosa alla prima ricerca, sarebbe fortuna sfacciata e noi non siamo così fortunati.» Damon accarezzò il volto di Cornelia con delicatezza e dolcezza.
«Come fai ad essere così dannatamente tranquilla? Quel figlio di puttana vuole ucciderti. Io trattengo la rabbia a stento.» Cornelia si morse il labbro.
«Non sono tranquilla per niente Damon. Ho paura, io so di cosa è capace quell'uomo e tremo al pensiero di finire di nuovo sotto le sue mani. Ma non posso lasciarmi condizionare troppo dalle mie paure, o finirei coll'impazzire.» Sussurrò Cornelia con gli occhi lucidi. Damon la strinse forte a se.
«Non lascerò che ti faccia del male, te lo prometto.» Cornelia sorrise al vampiro, per poi alzarsi sulle punte e baciarlo.

domenica 17 marzo 2013

Tell me why, why?


Tell me why, why?
Starring: CNBLUE | Super Junior





~ Dopo che ti sarai addormentato
In segreto condividerò un altro amore ~


Jungshin stava seduto sul divano, un libro in mano leggeva tranquillamente, quando la porta dell'appartamento si aprì.
«Sono esausto.» Jonghyun lasciò cadere la sacca da sport sul pavimento togliendosi poi la giacca e buttando anche quest'ultima sul pavimento.
«Dovresti smetterla di andare in palestra così frequentemente. Gli allenamenti con la band non ti bastano?» Jungshin chiuse il libro e alzandosi dal divano si avvicinò a Jonghyun.
«Vado a farmi una doccia.» disse quest'ultimo in tono stanco.
«Hai bisogno di una mano?» Chiese Jungshin con malizia sfilandosi la maglia. Gli occhi di Jonghyun si puntarono sul petto del compagno.
«Come posso rifiutare?!» Jonghyun sorrise avvicinandosi al più piccolo che con mani esperte sfilò la canottiera al compagno.
Il più grande si avvicino al più piccolo pronto a baciarlo quando quest'ultimo devio le sue labbra, inginocchiandosi al suo cospetto e sciogliendo il laccio dei pantaloni che finirono sul pavimento con tutto il resto.
Le labbra di Jungshin andarono subito a posizionarsi sull'inguine di Jonghyun dove aiutandosi con la lingua iniziò un percorso di salita che lo portò ai pettorali del compagno e su su fino al suo colo per poi arrivare alle labbra dove si lasciò andare ad un bacio di fuoco.
Bocca a bocca i due amanti si diressero in camera da letto dove Jungshin non perse tempo e tornò a baciare il petto di Jonghyun torturando un capezzolo, poi l'altro, tormentando il compagno con baci e carezze. Con una spinta Jonghyun fecce cadere Jungshin sul letto e posizionandosi sopra di lui gli sfilò i pantaloni poi i boxer ed infine gli bloccò le braccia sopra la testa, ricambiando le torture che prima aveva ricevuto. Lo baciò, lo accarezzo, gli tormentò i capezzoli uno dopo l'altro. Ma questa volta Jonghyun andò oltre e scendendo giù sempre più giù si impossessò del membro del compagno concentrando le sue attenzioni su quel pezzo di carne, che si ingrossava ad ogni leccata.

venerdì 15 marzo 2013

Capitolo 16: Le streghe di New Salem


«Una forte tempesta si avvicina a Mystic Falls, la protezione civile allerta gli abitanti. Gli esperti informano che questa è la più grande tempesta estiva mai sperimentata. Se fino a ieri potevamo godere di temperature sui trenta gradi sfoggiando le miss estive. Oggi mettiamo fuori i cappotti perché le temperature sono drasticamente calate. Queste temperature ci avvolgeranno per tutta la durata della tempesta che nel week end dovrebbe essere già passata. Da Milly è tutto a te la linea Rodney.» Cornelia spense la TV, appoggiando la testa sul bracciolo del divano. Un forte tuono fecce tremare le finestre del salotto, facendo sfuggire una smorfia alla ragazza. Un secondo tuono risuonò forte e tremante accompagnato da un lampo che illuminò tutta la stanza. Un secondo dopo la luce saltò.
«Elena?!» Strillò Cornelia balzando giù dal divano. Non le piacevano il buio.
«In cucina.» Rispose Elena. «Che succede?» Chiese poi quando la sorella arrivò.
«Hai notato che è saltata la luce?» Elena alzò lo sguardo verso il lampadario.
«Oh. Ero così pressa da questo dépliant della Brown che non ci ho fatto caso.» Disse Elena. In cucina c'era più luce che in salotto o al resto della casa.
«Deve essere saltato il generatore.» Sussurrò Elena.
«Non abbiamo un generatore d'emergenza?» Chiese Cornelia.
«No. Dovremmo riavviare il generatore principale.» Le spiegò Elena.
«Dove sta il generatore?»
«Fuori, vicino al garage.»
«Abbiamo delle candele, delle torce?» Chiese Cornelia, aprendo uno dei cassetti della cucina.
«Quello di sotto.» Cornelia aprì l'altro cassetto e tirò fuori una torcia che si affrettò ad accendere.
«Odio i temporali.» S'imbronciò Cornelia.
«Personalmente mi piacciono. È un ottima occasione per restare chiusa in casa e bere cioccolata calda.» Il cellulare di Elena suonò.
«Pronto? È per te.» Disse Elena con un sorriso porgendo il cellulare a Cornelia che aggrottò le sopracciglia.

mercoledì 13 marzo 2013

Capitolo 15: Anime Gemelle


«Te lo dico e te lo ripeto, Elena: non stiamo insieme.» Sbuffò Cornelia.
«Qualche anno fa ti avrei detto di stare lontano da Damon perché porta guai. Ma Stefan è del mio stesso parere quando ti dico, che Damon è la scelta giusta.»
«Parli per esperienza persona? -Chiese Cornelia sarcastica, guadagnandosi un occhiataccia da parte della sorella.- Poi scusa, tu e Stefan non dovreste odiarvi? Litigare? Non parlare, soprattutto di me?»
«Mmmm... mi sembra di averti detto che noi ci siamo lasci di comune accordo. E poi parlare di te è divertente.» Sorrise Elena.
«Vi odio. Entrambi. E odio anche Damon. Uffa!» Cornelia inviperita usci dalla cucina mentre Elena rideva. Cornelia salì le scale pesantemente, per poi entrare in camera sua e sbattere la porta con forza.
«Quindi mi odi?» Chiese la voce divertita di Damon.
«Cazzo!» Gracchiò Cornelia fissando l'immagine di Damon fermo vicino la finestra. «Hanno inventato le porte. Usale!»
«Hanno anche inventato le finestre. Uso anche quelle.»

giovedì 7 marzo 2013

Capitolo 14: Una giornata al mare

Cornelia sbadiglio rumorosamente, portandosi una mano alla bocca. Di fronte a lei la sorella Elena era nello stesso stato.
«Perché ho deciso di essere amica di Caroline?» Si lamentò Cornelia, rigirando i cereali nella scodella.
«Inizio a chiedermelo anch'io.» Il campanello di casa suonò ma nessuna delle due ragazze si mosse. Qualche minuto dopo in cucina apparvero Damon e Stefan.
«La porta era aperta.» Disse Stefan avvicinandosi e appoggiando i gomiti sul bancone della cucina. Damon invece andò a sedersi di fianco a Cornelia.
«Dovreste tenerla chiusa.» Le ammonì il vampiro.
«Se hanno di entrare, ladri e creature sopranaturali entrano lo stesso. Tanto vale lasciare aperta la porta, evitiamo che rompano la serratura.» Disse Cornelia addentando una cucchiaia di cereali.
«Ehi, ma dov'è l'entusiasmo per la gita al mare?» Chiese Stefan.
«Alzarmi alle quattro e trenta per andare a Savannah su una stupida spiaggia non è proprio tra le cose da fare, almeno per me.»

lunedì 4 marzo 2013

Capitolo 13: Okay. Vi dirò tutto.


«Ma cos'ha?» Domandò Jenna, ad Elena mentre le due guardavano Cornelia andare avanti e indietro dalla finestra del salotto al divano dove si sedeva cinque minuti e poi tornava alla finestra.
«Non lo so. Ed ho paura a chiederglielo.»
«Sembra un leone in gabbia. Forse vuole uscire.»
«Se vuole uscire, esce. Non ha bisogno di fare così.»
«Che cosa vi state sussurrando?» Chiese Cornelia ad alta voce voltandosi verso le due donne che sussultarono.
«Ni... niente di che.» balbettò Jenna. «Mi sa che vado a fare il bucato.»
«Ti do una mano.» Si offrì Elena, sorridente.
«Ottima idea.» Il campanello di casa Gilbert suonò e Cornelia balzò all'impiedi. «Non aprite.» Strillò la ragazza mezza isterica. Con cautela, Cornelia scostò un lembo della tenda del salotto che aveva tirato e sbirciò fuori per vedere chi fosse. Cornelia sospirò. Elena e Jenna guardarono il comportamento della ragazza con la fronte aggrottata.
«Apro io.» Si offrì Cornelia andando alla porta e trovandosi di fronte Damon.
«Dobbiamo parlare.» Esordì il vampiro.
«Non hai sentito quello che ti ho detto? Stammi lontano.»
«Entro io o esci tu.» Cornelia osservò la distesa di verde alle spalle di Damon e scostando un altro po' la porta lo lasciò entrare.
«Damon!» Esclamò Elena guardando il vampiro. «Che ci fai qui?»
«Deve parlare con me.» Disse Cornelia. «Andiamo in camera mia.» Damon annuì e seguì la ragazza lungo le scale, fino alla camera da letto. Una volta dentro, Cornelia chiuse la porta.
«Allora?»
«Oggi non volevo ammaliarti. Non l'avrei mai fatto. Ma ero arrabbiato e ho agito senza pensare.» Cornelia incrociò le braccia al petto.