martedì 28 maggio 2013

The Best Friend

Baekho e Ren si conoscevano da molto tempo, da quando in prima elementare un magrolino Ren si era avvicinato ad un piangente Baekho e gli aveva offerto con un largo sorriso il suo inseparabile e prezioso Han un coniglietto di peluche, dal quale non si separava mai, suggellando così un amicizia che sarebbe durata per sempre.
Da quel giorno sono trascorsi molti anni e l'amicizia tra Baekho e Ren è più forte che mai, ma questo di certo non esclude che Baekho e Ren litighino e le loro litigate sono epiche e per i motivi più stupidi. Ne sanno qualcosa i NU'EST la band di cui i due fanno parte, che ogni volta si trovano in mezzo alle loro sfuriate.
Come adesso, i due ragazzi litigavano lanciandosi parole pesanti mentre nella stanza volavano gli oggetti più svariati.
«Per cosa litigano adesso?» Chiese Minhyun seduto sul divano a cercare di capire cosa i due presentatori alla TV dicevano, cosa alquanto difficile viste le urla di Baekho e Ren.
«E chi lo sa. Blaterano di un certo Han.» Rispose JR sfogliando un altra pagina della sua rivista.
«Non avevi nessun diritto di buttarlo!» L'urlo di Baekho fecce saltare in aria Aron che tranquillo dormiva sulla poltrona. «Io non ho ucciso nessuno.» Si difese Aron facendo ridere i compagni.
«Era vecchio.» Dentro la camera che Baekho e Ren dividevano, le urla si erano placate, solo perché Baekho era rimasto senza fiato.
«Non è vero.»
«Oh, ti prego Hyung, era pieno di strappi rattoppati, e le orecchie ormai mancavano, non aveva per niente l'aspetto di un coniglio.»
«Ma...»
«Ma niente. Era logoro e vecchio. E le cose vecchie si buttano.»
Baekho tirò su con il naso.
«Han era il simbolo della nostra amicizia. Questo significa che per te la nostra amicizia è una cosa vecchia e logora da buttare via.»
«Hyung ma che dici? Le tue parole non hanno senso. Era solo un vecchio peluche.»
«Forse lo era per te, ma non per me... Han era il simbolo della nostra amicizia.»
Una lacrima solitaria rigò il volto di Baekho.
«Baekho, io non pensavo ci tenessi tanto.» Ren si avvicino a Baekho buttandogli le braccia al collo e stringendolo in un abbraccio.
«Mi dispiace. Mi dispiace tanto. Andrò a riprenderlo anche a costo di frugare in tutta la discarica.»
«Non ha importanza, ormai è tardi.» Sussurrò Baekho ricambiando la stretta e stringendo le braccia alla vita dell'amico.
Ren non pote però non notare il tono triste che l'amico aveva usato.
I due rimasero abbracciati per lungo tempo, anche quella sera stesi a letto Baekho trovò rifugio tra le braccia di Ren.

Tre giorni più tardi Baekho entrò in camera, più abbattuto che mai, per tutto il giorno non aveva visto Ren e per lui che trascorreva ogni secondo con l'amico era qualcosa di insopportabile. Triste com'era il cantante non notò l'enorme pacco regalo che si trovava in un angolo della stanza almeno fino a quando non si buttò a peso morto sul letto, solo allora lo notò, e curioso com'era nella sua natura si avvicinò all'enorme pacco, individuando subito il biglietto poggiatogli sopra.

Al mio più caro ed eterno amico. R.”

Con mani tremanti Baekho tirò su il coperchio del pacco, dando luce a...
«Ren!»
«Sei in ritardo.» Ren alzò il capo sorridendo a Baekho, che alla vista dell'amico travestito da coniglietto rosa scoppiò a ridere.
«Ma come ti sei conciato?»
«Sorpresa!» Come una molla Ren si tirò su allargando le braccia. «Sono il tuo nuovo peluche, chiamami pure Han secondo.» Baekho non riuscì a trattenere le risate, quando l'amico mosse il nasino da coniglietto.
«Oh Ren, è in momenti come questi che vorrei avere una macchina fotografica.»
«Smettila di ridere e dammi una mano ad uscire da qui.» Ren tesse una mano a Baekho che si affrettò ad aiutare l'amico.
«Come hai fatto ad entrare?»
«Mi ha aiutato JR Hyung. Ci ha pensato lui a scattarmi una foto.» Una volta fuori dalla scottala Baekho sorrise all'amico afferrandogli le zampette da coniglio e stringendole.
«Sai Ren, sei l'amico migliore che possa esistere.» Disse con tutto il calore del suo cuore.

Nel salotto del dormitorio dei NU'EST, intanto JR all'impiedi sul tavolino mostrava il dorso di una fotografia con un grande sorriso divertito sulle labbra.
«Si apre l'asta per la foto imbarazzante di Ren.»




Fine!

domenica 26 maggio 2013

Scheda: Ciao, Sorellina

Serie: I Diari della Setta (1° Storia)
Titolo: Ciao, Sorellina
Fandom: The Vampire Diaries | La setta dei vampiri | I diari delle streghe
Capitoli: 23 + Epilogo
Trama: Cornelia Gilbert è tornata a casa, dopo essere scappata dal collegio che frequentava. Ufficialmente perché le mancava la sua famiglia, ma in realtà c'è un oscurò segreto dietro il suo ritorno. Sembra infatti che Cornelia stia scappando da qualcuno. Ma Cornelia sa nascondere bene i suoi segreti, fino a quando...


Capitolo 1    LEGGI
Capitolo 2    LEGGI
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Capitolo 21  LEGGI
Capitolo 22  LEGGI
Capitolo 23  LEGGI
EPILOGO   LEGGI

Per altri poster della storia QUI

Epilogo: Cinque anni dopo

Cara Diario,
Come va? Che modo stupido di iniziare a scrivere... mi dispiace se ultimamente non ti ho scritto molto, ma il lavoro assorbe gran parte del mio tempo, chi l'avrebbe mai detto che un giorno mi sarei ritrovata ad avere un lavoro, una casa da pagare e tante altri mille pensieri cosi... umani. Io che ormai ho la tessera ad honoris per il mondo delle tenebre. Certo che in questi anni ne abbiamo passate tante. Tutti erano convinti che Ash avesse trovato la sua anima gemella in un umana e invece ci ha sorpresi tutti quando si è presentato alla porta del pensionato con quella ragazza che di umano aveva ben poco. Beh anche io ho lasciato a bocca aperta tutti quando gli ho presentato la mia anima gemella, nessuno se lo aspettava. Ricordo ancora le urla di Damon e Stefan, certo che c'è ne voluto prima che accettassero la situazione, si sono comportati da genitori apprensivi ed anche da veri stronzi.
È strano ma oggi ripensavo al giorno in cui Cornelia è tornata a casa, dopo la sua fuga dal college, ero veramente sbalordita del suo cambiamento e ho seriamente temuto di aver perso la mia adorabile sorellina, sono contenta che non sia stato così, lei è la persona più importante per me e le voglio tantissimo bene. Non abbiamo lo stesso sangue che ci circola nelle vene, ma siamo ugualmente una famiglia... eheheh certo che la nostra è davvero una grande famiglia e dico proprio in modo figurato spero che i fratelli nascosti siano finiti o non sapremo più dove metterli.
Oggi ho parlato con Cornelia e sembra che le cose al pensionato vadano bene, Faye e Stefan litigano come sempre, quei due si amano alla follia e pure ogni scusa e buona per litigare, Faye minaccia di continuo di andarsene ma poi non lo fa mai perché Stefan glielo impedisce... Quel ragazzo aveva proprio bisogno di un tipo imprevedibile come Faye che gliene combina di tutti i colori.
Dannazione è davvero tardi e domani devo andare a lavoro.
Scusami tanto diario, ma adesso penso che sia arrivato il momento di metterti da parte adesso ho una cara persona con cui confidarmi e raccontare i miei problemi....
Addio mio fedele amico di avventura, hai rinchiuso nelle tue pagine le mie lacrime, i miei sogni e segreti, custodiscili gelosamente e non dimenticarmi..
Tua per sempre
Elena Gilbert

Elena chiuse il diario con un lieve sorriso sulle labbra, aprì l'ultimo cassetto della scrivania e e lì lo posso insieme agli altri suoi gemelli. Quello era l'ultimo, adesso non aveva più bisogno di un diario, il suo cuore era in pace, la sua vita felice, Elena chiuse il cassetto con la consapevolezza che non lo avrebbe aperto per un bel po' di tempo e si alzò dalla scrivania. Oltre la finestra della camera da letto il cielo appariva puntellato di nubi bianche che apparivano come un candido lenzuolo che copriva il suo amante ovvero la luna.
Con quel pensiero in testa Elena si voltò verso il letto matrimoniale, che occupava gran parte della camera da letto, e sorrise di ammirazione per quella figura che nuda dormiva profondamente avvolta da un candido lenzuolo bianco.
«Ti amo.» Sussurrò con dolcezza, senza riuscire a distogliere lo sguardo dalla sua anima gemella.

venerdì 24 maggio 2013

Capitolo 23: Hunter Redfern

Il mondo delle tenebre si rivelò diverso da quello che alcuni dei ragazzi si era aspettato. Assomigliava più ad una folta campagna inglese, con più animali mitologici di quanti se ne aspettavano. Giunti al castello di Delos i ragazzi fecero la conoscenza degli altri poteri antichi, delle loro anime gemelle e di alcuni componenti del circolo dell'alba.
«Questo posto sembra fuori dal tempo.»
«È fuori dal tempo.» Delos affiancò Cornelia che si trovava affacciata ad uno dei balconi del castello.
«Come?»
«Fu Roseclear con la sua magia a creare questo luogo tantissimo tempo fa, per tutte quei componenti del mondo delle tenebre che non riuscivano ad adattarsi al mondo umano. Tua madre era una persona meravigliosa.»
«L'hai conosciuta?»
«No, ma ho letto molto su di lei.» Cornelia sospirò fissando lo sguardo oltre la distesa verde dei boschi dove il sole stava tramontando. L'improvvisa risata di Delos svegliò Cornelia dal suo stato di ammirazione.
«Perché ridi?» Gli chiese la ragazza voltandosi a guardarlo.
«Pensavo che Hunter si è sempre visto tradito dalla sua stessa famiglia. Io, James, Ash e le sue sorelle, Quinn, tua madre e adesso anche tu.»
«Merita di rimanere da solo e patire la sofferenza che ha donato agli altri.»
«Hunter non sarà mai solo, troverà sempre qualcuno d'affascinare e usare a suo piacimento. Su dai torniamo dentro che il tuo vampiro ti cerca.» Disse Delos appoggiando una mano sulla spalla di Cornelia e spingendola all'interno del castello.
Quella per Cornelia era la prima volta dentro un castello, ne aveva visti tanti in foto nei film, ma mai ci si era trovata dentro. Quel maniero era enorme sorgeva ai margini di una colina e dominava tutto. L'interno era in pietra lavica così come l'esterno, il pavimento e il tetto, ed ogni stanza era più grande dell'altra. Per chi abitava lì era facile destreggiarsi tra un corridoio e l'altro, per Cornelia invece era difficile, la giovane riusciva infatti sempre a perdersi non indovinava mai il corridoio giusto o la scala da prendere, c'erano quelle principali, quelle secondarie e quelle di servizio.
Quando Delos la lasciò per raggiunge la sua anima gemella, Maggie, Cornelia si perse nuovamente finendo in quello che doveva essere uno dei tanti salottini di lettura, e per arrivare in quella semplice stanza Cornelia aveva girato e rigirato per tutta l'ala, e per quanto sapesse che Damon la stava cercando la ragazza non riuscì a non sedersi sulla comoda poltrona ad appoggiare la testa allo schienale altrettanto comodo e a chiudere gli occhi addormentandosi all'istante.

venerdì 10 maggio 2013

Lui è mio!


Starring: NU'EST




Jr stava male. E quando JR stava male sapeva essere peggio di un bambino. Desiderava costante attenzione e per questo monopolizzava Baekho che troppo buono non riusciva mai a dire no. E così Aron ne risentiva perché se Jr stava male non lo restava per qualche ora o per un giorno, lo restava per giorni alle volte settimane intere, e per tutto quel tempo non si allontanava mai da Baekho o meglio non faceva allontanare Baekho da se. E Se Aron cercava di parlare con il suo ragazzo quello lo liquidava con un “Adesso non posso, Jr ha bisogno di me.”
E io?! Io non ho bisogno di te? Era questo quello che alle volte desiderava gridare in faccia al suo uomo, ma non ne aveva la forza, non riusciva proprio ad arrabbiarsi con lui. Chi ci riuscirebbe.
Aron si domandava spesso come facesse Ren a sopportare quella situazione. Alla fine lui e Jr stavano insieme. Ma stavano realmente insieme? I loro comportamenti sono così ambigui che se un giorno Aron non li avesse beccati a baciarsi appositamente non avrebbe mai scoperto della loro storia, se così si poteva chiamare.
Qualunque fosse la loro relazione, Aron non sapeva spiegarsi come Ren sopportasse la vicinanza eccessiva di quei due, lui propri non ci riusciva, Baekho era suo, e di nessun altro.
Aron aveva sopportato anche abbastanza quella situazione e quella sera raggiunse il limite. La sveglia posta sul comodino segnava le tre di notte e del suo ragazzo nessuna traccia. Imbestialito Aron scosto le coperte e senza indossare le sue pantofole tigrate si diresse a passo di carica in camera di Jr dove trovò il leader a dormire tranquillamente sotto strati e strati di coperte mentre Baekho dormiva su una sedia vicino al letto. Aron si avvicino al suo ragazzo e indelicatamente lo sveglio scuotendolo con forza.
«Amore che succede?» Chiese Baekho assonato mettendo a fuoco la figura del più grande.
«Succede che sono le tre di notte.» Rispose Aron gelido.
«Sul serio?» Chiese Baekho controllando l'orologio al suo polso e sbadigliando. «Devo essermi addormentato.»
Aron sospirò pesantemente. «Dongho, questo non va affatto bene.»
«Lo so, domani avrò il torci collo per tutto il giorno.»
«Non mi riferivo a questo. Dongho non dovresti dormire su una sedia nella camera di qualcun altro, dovresti dormire con me.» Disse Aron mettendo il broncio. «Mi manchi...» aggiunse poi sussurrando.
Baekho sorrise dolcemente afferrando il più grande per un polso e trascinandolo sulle sue ginocchia.
«Scusami amore.»
«Tu devi prenderti cura solo di me. I tuoi occhi devono guardare solo me.» Gli sussurrò Aron avvolgendogli le braccia al collo mentre l'altro ricambiava la stretta avvolgendogli le braccia alla vita.
«Io ho occhi solo per te, lo sai che ti amo.» Aron sorrise alla dolcezza di quelle parole e piegandosi in avanti baciò il suo uomo come se da quel bacio dipendesse tutta la sua esistenza.
«Andiamo in camera nostra.» Baekho afferrò saldamente la mano del suo compagno sorridendogli con dolcezza.
«Ma Jr?!»
«Tranquillo starà bene.» Senza aggiungere altro Baekho condusse fuori dalla stanza il suo ragazzo.
Rimasto solo Jr aprì gli occhi, un lieve e tenero sorriso a disegnarli le labbra, e un improvviso desiderio si sprigionò dal suo cuore. Ignorando le fitte fastidiose della sua testa, e la pesantezza del suo corpo, Jr si districò dalle coperte e cuscino in mano usci dalla stanza diretto ad in un altra stanza.
Un piccolo cigolio e la porta si aprì, nel buio più assoluto di quella stanza, che Jr conosceva come le sue tasche, si diresse al letto dove, dopo aver sistemato il suo cuscino, si stesse stringendosi al corpo caldo del proprietario della stanza.
«Tu e Baekho avete finito di giocare ai fidanzatini?» Domandò una voce assonata.
«Aron se l'è portato via.»
«Dovevo immaginarmelo.»
«Minki...»
«Mmm...»
«Ti amo.»
«Lo so babo, ti amo anche io.» Jr sorrise quando senti il compagno voltarsi e abbracciarlo stretto affondando la testa nel suo petto.
«Allora la prossima volta che sto male occupati di me.»
«Jonghyun?»
«Si...»
«Se tu la smettesi di lasciare i capelli bagnati dopo il bagno, non ti ammaleresti così spesso.»
«Lo so... quindi occupati di me.»
Quella piccola rivelazione colpì Ren che stringendosi ancora di più nell'abbraccio del compagno si addormentò felice.


Fine!

venerdì 3 maggio 2013

Capitolo 22: Un Hotel da brivido


Dopo sei giorni di viaggio tranquillo i ragazzi avevano lasciato Minneapolis e si dirigevano a Great Falls. Erano distrutti sia fisicamente che mentalmente. Quel tipo di viaggio era difficile d'affrontare per qualunque umano sanno di mente, pensate quanto potrebbe essere difficile per un gruppo soprannaturale dove tre su dieci hanno delle personalità predominanti. Faye e Stefan erano in quella fase chiamata luna di mille erano costantemente insieme e difficilmente si riusciva a dividerli. Anche Damon e Cornelia non erano da meno ed ogni scusa era buona per ritrovarsi con le labbra appiccicate le una alle altre. «Nelle vicinanze c'è un motel, fermiamoci lì per la notte.»
Il motel si rivelò essere un vero e proprio hotel a cinque stelle, ma non fu un problema perché magicamente il proprietario offrì loro due camere per l'intera notte. Le ragazze andarono in una camera e i ragazzi in un altra... Ignari che qualcosa si agitava nella notte.
«Questo posto è una favola!» Faye saltellò contenta sul letto rimbalzando da una parte all'altra. «Chi l'avrebbe mai detto che in mezzo al nulla ci fosse un poste del genero.»
«A voi non sembra strano?» Chiese Cornelia. «Nella cartina non era neanche segnato.»
«Non fare la guasta feste Corny e rilassati almeno per questa notte. La vita è bella!»
«L'amore è davvero una droga potente.» Commentò Rashel lasciando cadere la sua sacca da viaggio in un angolo della stanza.
«Ehi Rashel c'è l'hai un fidanzato?» Le chiese Faye fermando il suo saltellare e sedendosi compostamente sul letto.
«Quinn.»
«Cosa?»
«Quinn è la mia anima gemella.»
«Cosa?» Chiese Faye visibilmente sorpresa. «Non l'avrei mai detto... voi due siete così normali.»
«Il fatto che non stiamo sempre appiccicati non vuol dire che non ci amiamo. Sappiamo essere davvero romantici quando non c'è di mezzo la fine del mondo.»
«Deve essere difficile per voi.»
«Beh, è più difficile per Ash, almeno noi stiamo insieme.»
«Vuoi dire che Ash ha un anima gemella?»
«Così si dice in giro. Sembra sia umana.»
«Wow... questo è davvero inaspettato. Ma perché sempre i più belli sono impegnati.» Sospirò teatralmente Faye buttandosi braccia aperte sul letto.
«Vi dispiace se vado per prima a fare il bagno.» Chiese Elena.
«No vai pure.»
Nell'altra stanza.