mercoledì 6 febbraio 2013

Ciao, Sorellina... Poster














Capitolo 5: Sento le farfalle


Winninpeg, Calgary, Seattle, Tijuana. Cornelia aveva l'imbarazzo della scelta.
Poteva andare dove voleva, non aveva limiti... o meglio non li aveva fino ad un certo punto.
La ragazza camminava per le vie della città, ritardando il più possibile il ritorno a casa.
Non lo faccio per ritardare la partenza. Si diceva Cornelia. Solo perché quella casa vuota è molto spaventosa. Cornelia sospirò. Un brivido lungo la colonna vertebrale, la fecce muovere con più attenzione e le fecce tendere le orecchie al minimo rumore.
Qualcuno la stava seguendo. Qualcuno di molto silenzioso.
Con passo più veloce Cornelia inforcò un vicolo che l'avrebbe riportata alla via centrale e lì con tutte quelle persone in giro nessuno avrebbe tentato di attaccarla, almeno questo sperava Cornelia. Ma se chi la seguiva era stato mandato da lui, c'era d'aspettasi un attacco in pieno giorno.
Devi stare calma Cornelia. Si ripeté la ragazza come un mantra. Ma solo al pensiero che lui l'avesse trovata e che fosse di nuovo sulle sue tracce l'agitazione si impossessava di lei. Non voleva finire sotto le sue mani una seconda volta, perché questa volta non ci sarebbe stato nessuno ad aiutarla.
Ancora pochi metri e sarai al sicuro si disse Cornelia allungando ancora di più il passo, stava letteralmente correndo a passo di marcia.
Mancavano ancora pochi passi per uscire dal vicolo quando Cornelia sentì una mano posasi sulla sua spalla. Istintivamente, afferrò il polso del suo inseguitore e girandosi di scatto diete una ginocchiata alla ceca sperando di colpirlo dove faceva più male. Il suo calcio colpì lo stinco del suo inseguitore che mollata la pressa sulla sua spalla la fisso con degli occhi color cielo che la perforarono.