domenica 24 novembre 2013

I fuggiaschi: Capitolo 6

Non fermarti, piccola non uccidere il mio entusiasmo
Mi piace proprio così
Da destra a sinistra, seguimi in questo modo


Hana si sentiva tanto una ladra, mentre si vestiva nel buio della stanza che divideva con la cuginetta. Aveva preso una decisione, una stupida decisione, ma sempre una decisione. Quando finì di vestirsi con dei jeans, scuri e una maglia larga alla zingara, si avvicino alla finestra e alla luce della luna e della propria torcia elettrica ricalco il disegno di un dalia nera che aveva scovato su internet e che era sicura assomigliasse molto a quella fuori dal negozio di Blaise.
Sulla mano sinistra tra il pollice e l'indice con l'eyeliner nero, che facilmente si sarebbe tolto con dell'acqua Hana disegno con mano ferma la dalia. A lavoro completato la ragazza ci soffio su per affrettare l'asciugatura, era da poco scattata la mezzanotte era ufficialmente lunedì e tra sei ore sarebbe dovuta andare a scuola, ma Hana non se ne preoccupò, tramite un approfondita ricerca che era durata tutta la domenica prima, Hana era riuscita a trovare un locale che risultava abbandonata poco fuori Las Svegas che rispondeva a tutti i criteri del mondo delle tenebre, portava il nome di un fiore nero, l'Iris Nero, ed era abbastanza nascosto da passare inosservato, tramite le foto di Google Maps, Hana aveva notato sulla facciata del locale, un Iris disegnato nell'insegna al neon mezza rotta e un altro disegno tra i grafiti del muro, di facciata era molto simile al Lodo Nero di New York, e Hana faceva proprio affidamento su quel locale conosciuto. Controllando che la cugina dormiva serenamente, Hana prese la porta ed usci senza fare il minimo rumore, prese le chiavi dell'auto sua e di Ian ed usci di casa, non la mise subito a moto, perché quell'auto faceva un rumore infernale ed era capace di svegliare tutto il vicinato.
Cosi con olio di gomito e molta fortuna inizio a spingerla fino ad allontanarsi abbastanza da casa e dai propri vicini, quando fu abbastanza lontana, montò in auto e accese il motore, che gracchiò infastidito. L'auto si spense due volte durante il tragitto e se Hana fosse stata una ragazza impressionabile avrebbe giurato che quelli erano segni divini che l'avvertivano di non andare oltre, ma lei non era impressionabile e munita di coraggio continuò la sua marcia fino ad uscire dalla città. Lasciate le sfavillanti luci di Las Svegas, Hana si immerse nel deserto, qualche chilometro più avanti trovò il posto che stava cercando.