lunedì 24 marzo 2014

First love...: Capitolo 20: Full Moon


Eric sbatté con forza una mano sul tavolo spaventando tutti.
«Ho detto due minuti. Perché non sono ancora qui.»
«Lasciali in pace.» Disse Hyesung annoiato.
«Perché ti arrabbi tanto?» Chiese Sunho.
«Quello spilungone non deve circuire Jonghyun con le sue manacce?» Sunho aggrottò la fronte abbastanza confuso.
«È il suo ragazzo, ma Eric è troppo vecchio stile per lasciarli tranquilli da soli.» Hyesung alzò lo sguardo su Sunho per vedere una sua eventuale espressione disgustata alla notizia che Jonghyun era omosessuale, ma Sunho non fecce una piega.
«Yah, Eric, che ci fai ancora qui, vai a vedere che combinano.» Spronato dall'amico Eric si alzò e a passo di carica si diresse in salotto. Era pronto mentalmente ad assistere alla scena dei due fidanzati avvinghiati in un bacio senza fine, come li trovava spesso.
Per questo rimase sorpreso di vedere Yonghwa, stretto tra le braccia di Jonghyun, singhiozzare forte e senza sosta.
Jonghyun che aveva visto Eric, gli disse a gesti, anche se con un po di fatica, che andava in camera sua. Eric tornò in cucina con il volto spento.
«Ti hanno mandato al bel paese?» Chiese Hyesung con u ghigno.
«Non era Woobin, era Yonghwa. Sono in camera adesso.» Spiego Eric tornando alla sua colazione.
«Potevi dirgli di venire a fare colazione, non possono mica andare a scuola a stomaco vuoto.» Lo rimproverò Hyesung fulminandolo con lo sguardo.
«Non mi sembrava il caso... e comunque non credo che oggi andranno a scuola. Sarebbe meglio avvisare Dongwan.»
«Jonghyun frequenta la scuola di Dongwan?» Chiese Sunho.
«Si, è il suo coordinatore di classe.» Rispose Eric afferrando il cellulare che teneva in tasca.
«Appa, posso non andare a scuola anch'io?» Chiese Jungshin illuminando il suo volto con un sorriso.
«Okay, ma da domani andrai regola.» Gli rispose Sunho.
«Papà sei il migliore! Certo che sarebbe davvero fantastico frequentare la stessa scuola dello hyung.» Jungshin fisso il padre con un sorriso sulle labbra e gli occhi da cucciolo.
«Si può avere del caffè?» Chiese Sunho ignorando il figlio e porgendo la sua tazza vuota a Hyesung che gliela riempi tranquillamente.
«Quel dannato. Ricordami di picchiare Dongwan la prossima volta che lo vedo.» Disse Eric tornando a sedersi al suo posto.
«Perché?» Chiese Sunho sorseggiando il suo caffè con il sorriso sulle labbra.
«Quello stronzo di un poliziotto ha contattato la scuola, e adesso Jonghyun è costretto a fare dei lavori dopo la scuola.»
«Che bastardo.»

«Yonghwa se non ti calmi non capisco nulla. Smettila di piangere e dimmi che succede.» Jonghyun con fare dolce spazzò via le lacrime di Yonghwa con i polpastrelli.
«Jongsuk... lui... andrà in Giappone.» Sussurrò in fine Yonghwa tra un singhiozzo e l'altro.
«Cosa? Ne sei sicuro. Non può essere.»
«Suo padre è stato trasferito lì... e lui andrà con lui... a scelto lui a me, e dice di amarmi.» Yonghwa scoppiò a piangere e Jonghyun lo strinse tra le braccia.
«Non fare così Yonghwa ti prego.»
«Lo amo da impazzire Jonghyun, che cosa farò senza di lui?»
«Ci sono io con te Yonghwa, ci sarò sempre. So che è difficile, che Jongsuk è davvero importante per te, ma... non puoi fare così specialmente se lo ami, dovresti essere felice per la sua decisione e sostenerlo, suo padre è l'unica famiglia che ha, lo sai anche tu quanto siano uniti nonostante la distanza che li legga.»
«Lo so...» Pianse Yonghwa. «E solo che ho paura... non voglio tornare ad essere solo, non voglio.»
«Non sei solo. Ci sono io, con te. Te l'avevo detto, ricordi, che ti avrei sempre protetto e che ti sarei rimasto accanto. Io Yonghwa ci sarò sempre.»
«Jonghyun, che cosa devo fare?!»
«Per prima cosa, smettila di piangere. Piangendo non risolverai nulla. E secondo, non so quando Jongsuk partirà ma, devi approfittare di questi giorni e stare il più possibile con lui, dimostrargli fino all'ultimo il tuo amore.»
«E dopo?!»
«Dopo... beh, dopo, potresti dare tutto il tuo affetto e amore a me.»
«Così è la volta buona che Woobin mi uccide.» Commentò Yonghwa stringendosi tra le braccia di Jonghyun e cercando più conforto possibile.
«Ignora quello stupido zuccone, anzi, doveva già essere qui perché non è ancora arrivato.» Jonghyun presse il cellulare in tasta pronto a chiamare il suo ragazzo quando trovò un messaggio di quest'ultimo: “Farò tardi, inizia ad andare senza di me.”
«Strano.»
«Cosa?» Chiese Yonghwa scostandosi dall'amico per guardalo, fu in quel frangente che si accorse delle ferite sul suo volto.
«Che hai fatto alla tua faccia.»
«Lunga storia.» Taglio corto Jonghyun scrivendo un breve messaggio di risposta a Woobin.
Jonghyun era rimasto un po sorpreso, e ferito, dalla freddezza del messaggio che il suo ragazzo gli aveva inviato.
«Cazzo dici, ma ti sei guardato allo specchio.»
«Ehi chiama Jongsuk, digli di venire qui così andiamo a scuola tutti insieme e voi due fatte pace.»
«Non cambiare discorso.»
«Non cambiarlo tu Yonghwa e chiamalo.» Yonghwa non chiamò il suo ragazzo, ma gli mandò un messaggio.
«Di chi è questa divisa?» Chiese Yonghwa vedendo la divisa di Jungshin sulla sedia della scrivania. «Hai intenzione di cambiare scuola?»
«Ma che, quella è del mio fratellastro.»
«Fratellastro?!»
«Si Jungshin il figlio di Sunho. È per lui che ho la faccia in questo stato.»
«Ti ha pestato?!»
«No, l'ho salvato da un coglione che voleva approfittarsi di lui, ma non sapevo che fosse figlio di Sunho.»
«Perché la sua divisa è qui?» Chiese Yonghwa affiancando l'amico e specchiandosi nel grande specchio dell'armadio, cercando di ravvivare il suo volto pallido e segnato dalle lacrime.
«Ha dormito qui, anche Sunho, ieri abbiamo avuto una specie di chiarificazione.» Spiegò velocemente Jonghyun spogliandosi e indossando la divisa.
«Capisco, sono contento.» Jonghyun si voltò verso Yonghwa prese il suo voltò tra le mani e gli scoccò un bacio a stampo sulle labbra.
«Non essere geloso o triste. Una parte sostanziosa di questo cuore batte solo per te.» Yonghwa sorrise imbarazzato.
*TOC TOC*
«Avanti!» All'invito di Jonghyun la porta si aprì e Jungshin fecce il suo ingresso.
«Hyung...» Chiamò timidamente il ragazzino a testa basse.
«Entra Jungshin, lui è Yonghwa il mio migliore amico. Yonghwa lui è Jungshin il mio fratellino. Stringetevi la mano.» Jonghyun diete una spintarella a Yonghwa che andò a stringere una delle fredde mani di Jungshin che rabbrividì a quel semplice contatto.
Yonghwa rimase impressionato dall'altezza dell'altro, che lo superava di molti centimetri, ma più che altro rimase impressionato dal suo giovane e bellissimo volto.
«Piacere di conoscerti.» Sussurrò Jungshin.
«Il piacere è mio.» Sussurrò a sua volta Yonghwa senza aver ancora lasciato la mano del più piccolo.
«Che state facendo?» Chiese Jonghyun accostandosi ai due e fissandoli. Sia Yonghwa che Jungshin si risvegliarono dai loro pensieri e sciolsero la stretta delle loro mani anche se, stranamente, di malavoglia.
«Lo sai vero che il tuo fratellino è più alto di te.»
«Solo di tre centimetrici, al contrario di te te nanetto.»
«Yah, la mia è una buona altezza per l'età che ho.»
«Anche l'altezza di Jungshin è più che buona.»
«Hyung?!» Jonghyun alzò il volto sul fratello sorridendogli. «Zio Eric mi ha mandato su per dirvi che ha chiamato la scuola e ha avvertito che non sareste andati.»
«Cosa?! Io devo andarci.» Si lamentò Jonghyun.
«Le persone normali sarebbero felici di non andare a scuola.» Commentò Yonghwa sbuffando.
«Le persone normali non hanno un ragazzo apprensivo e geloso come il mio.» Disse Jonghyun acidamente. Il cellulare di Jonghyun, che il ragazzo aveva abbandonato sulla scrivania, vibrò l'arrivo di un nuovo messaggio e il giovane corse a leggerlo.
Il messaggio era di Woobin: “Non riesco a venire a scuola, intoppo a casa.”
«AISH!» Jonghyun sbatté con forza il cellulare sulla scrivania spaventando gli altri due ragazzi.
«Ma che ti prende oggi, Jonghyun?»
«Ho un brutto presentimento.» Commentò Jonghyun fissando il suo cellulare.
Jonghyun non si preoccupo di rispondere al messaggio di Woobin, era arrabbiato, quella freddezza dell'altro ragazzo lo stava innervosendo, non voleva rispondere al suo messaggio in modo sgarbato.
«A questo punto direi di aspettare Jongsuk e poi andare a fare un giro.»
«E Woonbin?» Chiese Yonghwa.
«Ha un problema a casa, oggi non verrà a scuola, per fortuna ho il mio Jungshin a tenermi compagnia.» Commentò Jonghyun abbracciando il fratellino.
«Hyung, così mi strozzi.» Si lamentò Jungshin con il sorriso sulle labbra.
*DING DONG*
«Questo deve essere Jongsuk, scendiamo.» Commentò Jonghyun afferrando la mano di Yonghwa e stringendola in modo amichevole per dargli forza.
Una volta di sotto a Jongsuk e Yonghwa bastò guardarsi negli occhi per appianare tutti i loro problemi, basto un sorriso del più basso per far battere il cuore di Jongsuk.
«Noi usciamo!» Disse Jonghyun.
«Non tornate tardi.» Gli ricordò Hyesung con un sorriso materno.
«Non finite in prigione.» aggiunse Sunho prima che i ragazzi uscissero di casa.
Usciti di casa Jungshin non perse per un solo istante i movimenti di Yonghwa, non sapeva neanche lui il perché, fissando con una certo fastidio le mani intrecciate di Yonghwa e Jongsuk. «Che ne dite di andare a fare colazione da qualche parte, il mio stomaco brontola.» Suggerii Jongsuk, voltandosi verso Jonghyun e Jungshin che gli camminavano dietro.
«Ottima idea, così pensiamo a qualcosa da fare.» Sorrise Jonghyun.
«Qui vicino deve esserci un caffetteria, andiamo.» Il gruppo si mosse tra una chiacchiera e l'altra, avvicinandosi sempre di più ad un zona commerciale piena di locali e negozi. I ragazzi si mossero sicuri verso un locale con un insegna colorata e le pareti ricoperte di finestre alte che permettevano una vasta visuale del locale, era molto bello, anche perché l'edificio si distingueva dalla massa, per i colori accessi con cui era rifinito.
«Ma quel posto...» A Jonghyun quel locale risultava famigliare, e come un flash si ricordo di come aveva conosciuto quel posto.
«È il locale di zio Minwoo.» Completò Jungshin voltandosi a fissare il fratello, il giovane ricordava ancora la discussione della sera prima. «Oh qui vicino deve pur esserci un altra caffetteria.»
«Ma quello non è Woobin?» Commentò Jongsuk quando da una delle vetrate vide la sagoma dell'amico. «Non avevi detto che era a casa?!» Chiese voltandosi verso Jonghyun che fissava nello stesso punto, i pugni serrati e lo sguardo serio.
«Chi è il tipo con lui?» Chiese Jonghyun senza distogliere lo sguardo, dai due che amichevolmente ridevano in un intimità che dava fastidio a Jonghyun, ma più che altro gli dava fastidio la bugia del fidanzato.
«Non lo so. Non l'ho mai visto.» Sussurrò Jongsuk seriamente sorpresa di non conoscere quel ragazzo.
«Che facciamo?» Sussurrò Jongsuk a Yonghwa che scosse la testa preoccupato per l'espressione del migliore amico.
«Non avevi fame?» Chiese Jonghyun voltandosi verso Jongsuk che lo fisso senza dire nulla. «Beh, allora entriamo.» Jonghyun precedete gli amici, con Jungshin al suo fianco che lo teneva per la felpa, dentro il locale e poi dritto al tavolo dove sedeva Woobin e il suo amico.
«Ma guarda un po' chi abbiamo qui...»

«Ajusshi! Ajusshi!» Minhyuk corse dentro la grande cucina della casa, trovando il signor Shin a bere una tazza di caffè.
«Signorino, non dovrebbe correre così in casa.»
«Dov'è lo hyung lo sto cercando dappertutto.»
«Vostro fratello è uscito questa mattina presto.»
«Perché? Dov'è andato?» Chiese Minhyuk cantilenando le parole.
«Mi dispiace, ma non lo so.»
«Uffa, aveva promesso di uscire con me. Quel bugiardo!»
«Abbiate pazienza signorino, probabilmente sta per ritornare.»
«Ma io qui dentro mi annoio.» Piagnucolò il ragazzino voltando le spalle al tutto fare della famiglia e pestando i piedi pesantemente si diresse in salotto.
Poi sembrò che qualcosa si accendesse nella sua testa corse di nuovo indietro in cucina, spaventando il povero signor Shin con la sua irruenza, e disse: «Ajusshi, io esco, posso benissimo farlo senza lo hyung. A dopo!» Minhyuk corse fuori di casa correndo con il sorriso sulle labbra.





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