venerdì 7 marzo 2014

I fuggiaschi: Capitolo 17

Tu sei il mio destino, sei tu
Tu sei il mio tutto
Tu sei la mia gioia in tutto
Tu sei il mio unico amore, sei tu


«Quel maledetto figlio di puttana!» La mano aperta di Damon andò a scontrarsi con il tavolino da the che si ruppe per l'impatto.
«Quel tavolino mi piaceva.» Piagnucolò Cornelia tristemente.
«Speravo che quel mostro fosse morto quel giorno sul tetto del castello, ma evidentemente ha più vite dei gatti.»
«Lo sapevamo che non era morte, che sarebbe tornato. Ci siamo solo illusi che potesse sparire per sempre.» Commentò Cornelia con sguardo basso.
«Non possiamo andare avanti così. Non possiamo lasciare che Hunter ci blocchi in un limbo fatto di paura, dobbiamo affrontarlo una volta per tutte.» Affermò Ash con decisione.
«È pericoloso, non sapiamo neanche quello che ha in mente. L'ultima volta neanche il fuoco blu è riuscito a fermarlo.» Ricordò Damon con ferocia.
«Io credo che lui non abbia niente.» Sussurrò Blaise.
«Cosa? Che vuoi dire?» Chiese Cornelia fissandola come il resto degli ospiti.

«Perché nel momento in cui firmerò il patto con le streghe non avrò bisogno di un Harman che mi dia contro.»
«Sei un pazzo vuoi sul serio sottomettere gli umani al tuo potere è da malati.»
«GUARDAMI!» L'uomo strattonò la vecchia strega in modo che lo guardasse in viso, un viso per metà ustionato. «È stata un Harman a farmi questo. Una mezzosangue schifosa con il suo insulso sangue blu. Una mezzosangue, figlia di mia figlia.. una strega incapace.» La voce di Hunter vibrò di rabbia. «Voi Harman siete una razza infetta e dovete essere sterminate una per una, inizierò da te e finirò con la tua dolce nipotina...»
«No! Hunter, non puoi ucciderla.» La voce della vecchia Harman era scheggiata dalla paura.
«Lo faccio per la causa. Lo faccio per la nostra libertà.»
Blaise rabbrividì al ricordo di quegli attimi, il cuore gli doleva e le lacrime minacciavano di sopraffarla, solo la vicinanza di Ian aiutò la giovane a restare lucida quel tanto che bastava per spiegare le sue motivazioni.
«Hunter ha detto che firmerà un contratto con le streghe per sottomettere gli umani, ma questo è impossibile. Noi streghe traiamo potere dalla vita, dal soffio del vento, dai guizzi dell'acqua dai cinguettio degli uccellini e dal profumo di vita, e quest'ultimo può darcelo solo una vita umana. Ogni qualvolta che nasce un bambino si illumina una stella, sono le risate dei bambini, la loro gioia a far vivere le fate e le streghe sono da secoli alleati delle fate non permetteremo mai che la loro vita si spenga.»
«Blaise ha ragione.» Constatò Arthur. «Le streghe sono le creature più vicine agli umani, non lasceranno mai che venga fatto loro del male specialmente se questo porterà a loro solo svantaggi.»
«Io credo.» Inizio Cornelia con il volto mortalmente serio «Che la morte della monarca delle streghe non fosse un gesto dettato dalla rabbia o dalla vendetta, ma più che altro un avvertimento.»
«Un avvertimento?» Chiese Katherine un po' a nome di tutti.
«“Firmate l'accordo, ho come ho ucciso la monarca ucciderò anche voi.”»
«Lo faccio per la causa...» Sussurrò Blaise. «È una delle cose che disse Hunter prima di u-uccidere la nonna.» Spiegò la ragazza con lo sguardo annebbiato.
«Hunter non ha niente. Non ha nessun piano B. Sta creando un armata con l'unico scopo di disfarsi del circolo dell'alba, l'unica cosa che lo separa dalla rivalsa.» Sussurrò Cornelia con convinzione.
«In pratica è un vecchio pazzo che cerca a tutti i costi di fare cosa? Conquistare il mondo?» Chiese Katherine un po confusa. «È un po' strano non può essere tutto qui. Chi mai seguirebbe un folle del genere.» Aggiunse poi.
«I miei fratelli.» Sussurrò Cornelia afflitta.
Un silenzio pesante calò nel salone, un silenzio che vene rotto dall'irruenta alzata di Faye che si precipitò ad afferrare il ciondolo di Hana con sguardo sgomentato.
«Questa è la lacrima di giada vero?»
«S-si!»
«Faye siediti non fare l'esaltata.» Faye non ascoltò il righiamo del fidanzato e con un movimento secco strappò la collana dal collo di Hana che rimase esterrefatta dal gesto.
«Sei impazzita!» Ringhiò Ash pronto a scaraventarsi su Faye ma uno sguardo di fuoco di Stefan e Damon lo bloccarono sul posto.
«Faye che ti prende?» Gli chiese Cornelia stancamente.
«Voi non capite questa è la lacrima di giada, un amuleto che collega al mondo dell'aldilà.»
«È solo una leggenda.» Disse Arthur.
«Ha ragione Arthur è solo una storia che viene raccontata per dare più mistero alla pietra.»
«Non è vero.» Si impuntò Faye con sguardo di fuoco.
«Senti, ho più anni di te, più potere di te, più esperienza di te, fidati quella pietra è semplice giada.»
«Non è l'esperienza o l'età che fa di una strega una buona strega. Sono sicura di quello che dico. Questa pietra ci aiuterà.»
«Come?» Chiese Arthur con ironia incrociando le braccia al petto. «Illuminami potente strega cosa può mai fare quel misero ciondolo.»
«Può aiutarci a richiamare lo spirito di un defunto.» Rispose a tono Faye.
«Per quello basta una seduta spiritica.»
«No, se vogliamo che quello spirito attraversi la linea tra l'aldilà e il mondo dei vivi.»
«Faye di che parli.»
«Ho appena pensato ad un piano per liberarci di Hunter Redfern una volta per tutte.»
«Cosa?» Dissero più voce all'unissero.
«Come pensi di fare?» Chiese Arthur fissando Faye con serietà.
«La morte e qualcosa che ti resta sulla pelle, Hunter uccide senza pensare minimamente alle conseguenze, crede che basta uccidere per liberarsi di un problema, dimostriamogli che non è così. Dimostriamogli quanto possa essere gravoso il peso della morte.»
«Di che parli Faye, che vuoi fare?» Chiese Cornelia.
«Un patto con la morte.»
«La morte? Vuoi invocare la morte?!» Strillò Stefan incredulo. «Sei impazzita.»
«Non voglio invocare la morte, è impossibile, voglio solo fare un patto con quelle persone che Hunter ha ucciso ingiustamente.»
«La nonna.» Sussurrò Blaise.
«Roseclear Harman.» Sussurrò Faye fissando Cornelia.
«Lei non è stata uccisa da Hunter, lei ha deciso di morire.»
«Si, ma se sapesse quello che ti ha fatto, quello che sta facendo ai tuoi fratelli, qualsiasi cosa sia, sono sicura che ci aiuterà, è questo l'amore materno.»
«Allarghiamo il cerchio allora. Non limitiamo ad invocare solo le persone uccise da Hunter, invochiamo tutte quelle persone che ci amano, quelle persone che ci sono rimaste accanto.» Esclamò Thea con entusiasmo.
«Volete creare un esercito di fantasmi contro Hunter.» Chiese Arthur sbalordito.
«Vogliamo solo rivoltargli la morte contro.»
«Meredith!» Esclamò Cornelia all'improvviso con le lacrime agli occhi. «Lei è morta al mio posto. Credo che abbia il diritto di guardare in faccia l'uomo che si è presso la sua vita.»
«Siete proprio sicuri di questa cosa.»
«Si!» Esclamarono Cornelia, Faye, Blaise e Thea all'unissero.
«Questo richiederà molto potere.»
«Credo che questo non sia un problema.» Sorrise Cornelia stringendo con forza la mano mettendo in evidenza le vene del polso.
«Mi sono ripromessa che avrei ucciso Hunter, che gli avrei fatto perire le mie stesse sofferenze, credo che sia arrivato il momento della resa dei conti. È arrivato il momento di unire le forze e creare un mondo migliore, insieme.»
«Insieme.» Sussurrò di rimando Damon stringendo il ginocchio della fidanzata.
«Insieme.» Dissero tutti gli altri con convinzioni, sicuri delle loro parole.

«Sembri stanca.» Esordì Ash, stringendo Hana in un abbraccio.
I due si trovavano in una delle stanze degli ospiti del piano superiore, stessi sul letto l'uno nelle braccia dell'altro.
«Anche tu.» Sussurrò Hana di rimando affondando la testa nel petto del compagno.
«Ci aspetta un momento difficile, ma sono molto fiducioso.»
«Anch'io. Mi dispiace per il ciondolo, ci tenevo davvero tanto, ma se può aiutarci a liberarci di quel mostro una volta per tutte sono contenta di cederlo.»
«Te ne comprerò uno nuovo.» Sussurrò Ash depositando un bacio sulla fronte di Hana.
«Non importa, fin quando ci sarai tu al mio fianco, non ne avrò bisogno.» Sussurrò la giovane baciando il vampiro.
Fin quando avrò i tuoi occhi su di me, non avrò bisogno più di nulla.”
Allora continuerò a guardarti per sempre.”
Ti amo Ash.”
Ti amo anch'io Hana, non sai quanto.”
Era bello, romantico, inebriante, fuori dal tempo quegli attimi che i due innamorati trascorrevano insieme, l'uno nella mente dell'altro.
Vivevano in simbiosi sicuri l'uno dei sentimenti dell'altro, ed era questo quello che li univa sempre di più sempre di più, senza più riuscire a distinguere la realtà dalla fantasia.
Il bianco vortice del filo d'argento ti collegava alla tua anima gemella alla sua mente al suo cuore, ti faceva perdere la cognizione del tempo e delle proprie azioni, diventavi solo una nube nella nube, un bianco candore dentro il bianco candore un tutt'uno con quello che più desideri, ma bastava un po' di forza di volontà e ti ritrovi a percepire i movimenti attorno a te.
I vestiti abbandonati sul pavimento per la foga di sentire pelle calda su pelle calda.
Curve morbide e prorompenti, risate colme di passione e voglia.
Corpi nudi che si toccano, labbra che si assaggiano, lingue che si toccano, si stringono ruotano vorticosamente l'una attorno all'altra.
Gli occhi chiusi, perché così è tutto più amplificato tutto più mischiato in un unica infinita sensazione.
La voglia di Ash, la sua voglia palpitante, è schiacciata contro il basso ventre di Hana, contro il suo piacere, la sua voglia incombente.
E difficile dividersi ma è inevitabile. Hana deve respirare e Ash deve baciare e mordere ogni parte del corpo che può raggiungere, si blocca sui capezzoli succhiando quelle perle turgide con desiderio lasciando scivolare Hana in un piacere annebbiante che la fa contorcere sotto il suo tocco, ansimando piacere grondante.
«Oddio, Ash...» Sussurra Hana con voce spezzata dal piacere, guardando inebriata la figura ricurva del vampiro sul suo corpo.
Ash alza lo sguardo, ha la voglia di fissare la sua donna negli occhi di vedere il suo desiderio sciogliersi per lui.
Le mani di Ash afferrano le cosce di Hana aprendole al suo passaggio.
Non è un ingresso facile, deve fare piano. Il dolore vibra attraverso il filo d'argento insieme al piacere che lentamente si insinua ad ogni spinta, ad ogni affondo, sempre di più sempre di più fino a raggiungere il limite, fino a sfiorare il punto giusto che in un vibrante ondeggiare raggiunge il punto massimo di non ritorno che sblocca tutti i sensi e il bianco diventa ancora più intenso.
Ti amo.” un unico solo pensiero condiviso in due.

Cornelia fissava la sua immagine nello specchio, la mano poggiata sul ventre lievemente gonfio. «Tutto bene piccola?» Cornelia sobbalza, abbassando velocemente la maglia.
«Non lo so...» Damon usò la sua velocità da vampiro per essere in un attimo accanto alla compagna e abbracciarla. «Potrebbe non funzionare... Hunter potrebbe avere il sopravento e per tutti noi sarebbe la fine.» Sussurrò Cornelia, vicino alle lacrime, affondando il volto nell'ampio e muscoloso petto di Damon.
«Non dirlo neanche per scherzo. Andrà tutto bene piccola, ci libereremo una volta per sempre di quel mostro e saremmo felici per sempre.»
«Ho paura Damon.» Damon non lo disse a voce alta, per non preoccupare Cornelia, ma anche lui aveva paura. Aveva paura per Cornelia, per Stefan, Faye, Elena, per quella piccola vita che sarebbe arrivata. La sua famiglia. Aveva paura di perderla adesso che ne aveva finalmente una
«Andrà tutto bene. Ti proteggerò... vi proteggerò a qualunque costo.»
L'amore è il sentimento più forte. Damon non ci aveva mai creduto, ma adesso, l'amore per lui era tutto. L'amore per Cornelia, per il fratello per le cognate, per quella minuscola creatura che stava piano piano crescendo, giorno dopo giorno, dando tanta gioia e amore.
È con quel amore, che dava loro la forza, Damon era sicuro avrebbero distrutto Hunter Redfern e il male che si portava dietro.



Nda: Scusate per l'attesa, ma non sapevo che direzione far prendere alla storia. Finalmente ho deciso, e ho ripreso a scrivere, come avete potuto vedere ^^ 
Spero che il capitolo sia stato di vostro gradimento, al prossimo aggiornamento e vi prometto che non vi farò aspettare tanto.

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