sabato 29 marzo 2014

I fuggiaschi: Capitolo 18

Questa potrebbe essere la magia
Lancia velocemente un incantesimo su di me
Tutto quello che vuoi si avvererà


«Non sarà pericoloso, l'ultima volta ha fatto un gran bel botto.» Disse Ash preoccupato fissando il braccio di Cornelia e la lama che scintillava tra le mani di Arthur.
«Delos mi ha aiutata a gestirlo, adesso so controllarlo.» Sorrise appena Cornelia tenendo stretto il pugno.
«Sei pronta?» Chiese Arthur fissando la ragazza che annuì appena.
La lama tagliò la carne di Cornelia che strinse i denti mentre il suo sangue gocciolava su un recipiente.
«Può bastare.» Disse Arthur quando vide il recipiente riempirsi per metà. Damon prese il braccio di Cornelia e lo lecco spazzando via il sangue rimasto e chiudendo con la sua saliva la ferita.
«E adesso?» Chiese Stefan.
«Adesso ci prepariamo ad invocare un paio di anime.»

Il gruppo era tutto riunito intorno ad un tavolo tondo, che per l'occasione Damon e Stefan avevano recuperato e posizionato al centro del salone di fronte al cammino.
«Non è come nei film vero? All'improvviso il tavolo non inizierà a sollevarsi in aria, vero?»
«Questo non è un film Ian.» Lo richiamò Arthur in tono duro facendo zittire il ragazzo che si beccò anche un calcio da parte della sua fidanzata.
«Palmi delle mani in aria.» Ordinò Arthur immergendo un pennello dalla punta fine nel sangue di Cornelia e disegnando un pentacolo sui palmi di tutti i presenti.
«Questo qualcuno lo definirebbe molto antigenico.» Bofonchiò Eric a testa bassa.
«La seduta avrà effetto anche se al tavolo ci sono persone che non sono streghe?» Chiese Stefan.
«Il sangue di Cornelia rafforzerà il chakra di tutte le persone presenti. Riusciremo a fare l'incantesimo senza problemi. Andrà tutto bene.»
«E se qualcosa andasse storto?» Chiese Katherine fissando Arthur prendere posto.
«Prendetevi per mano.» Ordinò l'uomo ignorando la domanda della vampira.
Cornelia afferrò la mano di Arthur aprendo il cerchio per poi chiuderlo con Blaise che afferrò l'altra mano di Arthur. «Qualunque cosa succede non sciogliete mai il cerchio.»
«Il cerchio è l'inizio e la fine di tutto.» Sussurrò Blaise con gli occhi puntati al centro del tavolo dove cinque candele nere bruciavano accerchiando la ciotola con il restante sangue di Cornelia.
«Spiriti dell'aldilà aprite le vostre porte noi vi invochiamo. Il vostro aiuto invochiamo ascoltate la nostra chiamata. C'è nessuno?!» Arthur parlò con voce calma e occhi chiusi.
«Invocamus, quam nos intravimus.» Cornelia pronunciò quelle parole con calma ma con voce ferma e dura, sembrava quasi un ordine che una richiesta.
«Non sta funzionando...» Sussurrò Blaise senza aprire gli occhi.
«Roseclear Harman figlia di Hunter Redfern io ti invoco al mio cospetto.» Urlò Cornelia.
Passarono diversi secondi prima che un forte vento gelido soffiasse forte sul tavolo senza però spegnere le candele.
«Chi osa pronunciare quel nome.» Una voce gelida e furente si abbatté sui presenti.
«Roseclear sei tu?» Chiese Cornelia speranzosa.
«AAAAHHHH» Un urlo straziante e agghiacciante spaventò i ragazzi. «Occhi dorati. Ha gli occhi d'oro e il sangue sulle mani quel demone distrugge tutto quello che tocca.»
«Mamma... sei tu?» Chiese Cornelia in un sussurro.
«Mamma?» Cornelia teneva gli occhi chiusi ma era sicura che l'entità si fosse fermata di fronte a lei ed era così. Una figura spettrale le fluttuava di fronte; una lunga veste bianca la copriva i capelli lunghi le ricadevano sulle spalle coprendo gran parte del volto. «Sei tu una mamma.» Involontariamente Damon ringhiò e il fantasma urlò un altra volta.
«Occhi dorati. Demoni dagli occhi dorati a questo tavolo. Mi mangiano lentamente... lo sentite? Questo è il mio sangue che score.»
«Sei una delle vittime del bagno di sangue di Hunter?» Chiese Quinn esitante.
«NON DIRE QUEL NOME!» Urlò il fantasma fermandosi a qualche millimetro dal volto di Quinn che rimase impassibile.
«Vuoi vendetta? Vuoi vendicare la tua morte?» Chiese Arthur cautamente.
«Vendetta? Sono morta perché cercare vendetta.»
«Per farla pagare all'uomo che ti ha fatto questo.» Continuò Arthur imperterrito.
«Il demone dagli occhi dorati mi ha fatto questo... ma lui è immortale.» Sussurrò il fantasma inginocchiandosi di fronte ad Arthur piegando il capo da un lato.
«Possiamo darti la possibilità di uccidere il demone dagli occhi dorati a te e a chiunque provi rancori nei suoi confronti.» Una follata fredda si innalzò nuovamente nella stanza e la temperatura tornò a livelli normali.
«È... è andata via?» Chiese Elena con voce strozzata dal terrore.
«Credo che sia andata a consegnare il messaggio.» Disse Arthur sospirando.
Passarono diversi minuti di assoluto silenzio prima che la folata di vendo gelido si abbattesse nuovamente sul cerchio, riportando la stanza in un freddo glaciale.
«Siamo in troppi, il vostro cerchio non può contenerci tutti. La lamia ha secoli di sangue sulle sue mani.»
«Tu non sei lo stesso spirito di prima.» Sussurrò Arthur.
«Te l'ho detto siamo in tanti... quella creatura ha solo portato dolore ai due mondi.»
«Possiamo ucciderlo.» Scattò Blaise all'improvviso. «Vogliamo ucciderlo.»
«Il tuo cuore piange bambina.» Il fantasma, anche questo in veste bianca ma con capelli dorati che incorniciavano un volto pallido e spento, si avvicino a Blaise sfiorandole il volto. «Non dovrebbe piangere.»
«Hunter si è portato via la mia famiglia. Il mio cuore non smetterà mai di piangere.»
«Hunter Redfern si porterà via il nostro futuro se non lo fermiamo.» Sussurrò Cornelia catturando l'attenzione del fantasma su di se.
«Cosa possiamo fare noi? Siamo solo spiriti, non apparteniamo più a questo mondo... il nostro spirito è stato martoriato abbastanza da quella creatura infernale.»
«Credevamo ci avreste aiutati..» Sussurrò Cornelia con le lacrime agli occhi. «Quell'uomo non si fermerà mai. Continuerà imperterrito fino a quando non avrà ottenuto quello che vuole: il mondo. La sua sette di potere ha contaminato il suo cuore.»
«Lui non ha mai avuto un cuore.» Sussurrò il fantasma. «Mi dispiace ma noi non possiamo nulla contro di lui.»
«E credi che noi possiamo?!» Urlò Cornelia aprendo gli occhi e fissando il fantasma di fronte a se. «Siamo solo dei ragazzi. Dovremmo uscire con gli amici, andare a scuola e pensare al futuro. Ma non possiamo perché quell'uomo ci sta portando via tutto. Ho vissuto la sua cattiveria sulla mia pelle, ne porto i segni indelebili sul mio corpo e nell'anima.»
«Mi si stringe il cuore bambina, ma siamo solo spiriti.»
«È un ottima scusa la vostra. Solo perché siete morti vi tirate indietro di fronte alle difficoltà. Non pensate alle persone che sono rimaste, quelle persone che hanno pianto la vostra morte e che presto moriranno a loro volta?»
«La morte fa parte del cerchio della vita. Tutti prima o poi muoiono.»
«Allora facciamo in modo che questa volta sia Hunter a morire.» Sussurrò Arthur.
«Voi non capite, molti hanno paura di lui. La morte non ci rende più forte, e la paura è difficile da dimenticare.»
«Mia madre si è lasciata morire, mi ha dato via sicura di mettermi al sicuro e poi si è lasciata morire. Quell'uomo... quel demone dagli occhi dorati è mio nonno... e mi ha torturata perché ero un pericolo troppo grande per il suo piano... solo perché posseggo il sangue blu. La mia migliore amica è morta a causa mia, e i miei fratelli mi odiano perché nostra madre li ha rinchiusi per secoli e adesso loro cercano vendetta nei miei confronti è stanno dalla parte di Hunter. Ma non è questo il problema adesso, il problema e che una vita sta crescendo dentro di me e non posso permettere che nasca in un mondo dove troneggia Hunter.»
«Qual'è il nome di tua madre?» Chiese il fantasma in voce dolce.
«Roseclear Harman...»
«Harman...» Una volata di vendo è il fantasma sparì nell'aria.
«Sei incinta?» Scattò Elena aprendo gli occhi. «Come...?»
«Vuoi seriamente Elena che ti spieghi come ho fatto a restare incinta.»
«No, dio certo che no. Sò come nascono i bambini.»
«Sul serio sei incinta?» Chiese a sua volta Stefan e Cornelia si limitò ad annuire.
«Di quante settimane sei?»
«Tre mesi...» sussurrò Cornelia.
«Incredibile...» Sussurrò Elena «Perché non me l'hai detto?!»
«Non mi sembrava il momento più adatto.»
«Sono tua sorella è sempre il momento adatto.»
«Io lo sapevo.» Sorrise Faye ricevendo in cambio un occhiata gelida da Elena.
«L'hai detto a questa stronza e non l'hai detto a me?»
«Elena non prenderla male, lei era con me quando l'ho scoperto.»
«Fantastico... a che cavolo li hanno inventati a fare i telefoni.»
«Elena mi dispiace...» le parole di Cornelia venero spazzati via da una volata di vento che colpì il tavolo. Il vento più forte degli altri portava con se anche un aroma speziata di pesca e cannella.
«Nonna...» Sussurrò Blaise alla vista dell'anziana donna.
«Oh bambine..» Sussurrò la vecchia Harman allargandosi in un sorriso. «Sono felice di vedervi insieme.»
Una seconda figura apparve di fianco all'anziana donna, più giovane e minuta con lunghi capelli neri e occhi chiari. Cornelia non l'aveva mai conosciuta ma sapeva con certezza che quella era... «Mamma...»
«Si, sono io.» La dolcezza di quella voce fecce piangere Cornelia che si ritrovò con le guance rigate di lacrime silenziose. «Ti ho visto cresce, nonostante fossi morta ti sono sempre rimasta accanto.» Chiarì subito la donna.
«Allora perché mi hai abbandonato? Perché hai scelto di morire?»
«Perché al momento mi sembrava la cosa più giusta da fare. Dovevo metterti al sicuro e se restavo viva non lo saresti stata, anche tuo padre la pensava come me... abbiamo fatto tutto per te.»
«E i miei fratelli?! Perché li hai rinchiusi?»
«Non l'ho mai fatto. Per tempo credetti che fossero morti, ma una volta dall'altra parte ho scoperto che erano vivi. Hunter è sempre stato un grande bugiardo.»
«È stato lui a rinchiuderli?» Chiese Ash incredulo. «Lui ha detto che sei stata tu.»
«L'avrà fatto per tenerli dalla sua parte. Quell'uomo è spregevole. I miei bambini, ho solo saputo farvi soffrire.»
«Non è colpa tua, la colpa è tutta di Hunter.»
«Con la vostra invocazione state creando una grande confusione nel mondo degli spiriti. Perché?» Chiese la vecchia Harman, sorridendo lieve in direzione di Arthur che trafisse a sua volta con lo sguardo la figura spettrale della matriarca
«Perché abbiamo bisogno del vostro aiuto.» Chiarì lo stregone in tono freddo.
«Noi non possiamo aiutarvi.»
«Invece si. Abbiamo un modo per farvi passare il confine dell'aldilà con questo mondo.»
«Un modo?» Chiesero le due donne allo stesso momento con lo stesso tono curioso.
«Si. Un modo che se funzionante potrà liberarci una volta per sempre di Hunter Redfern.»


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