domenica 6 aprile 2014

First love...: Capitolo 21: Ships in the night



«Per quanto tempo resterai in Corea.»
«Per sempre. Woobin, non ho più intenzione di andarmene.» Woobin era rimasto molto sorpreso del trovarsi di fronte il suo vecchio vicino di casa nonché primo amore.
La sua mente si era per un istante svuotata e il suo cuore era tornato indietro nel tempo.
Ma era bastato guardare il ragazzo in volto, per rendersi conto che non erano più dei ragazzini, che lui, Lee Minho se ne era andato un giorno con un semplice bigliettino e lui adesso aveva qualcun altro nel cuore.
Minho era cresciuto, lui era cresciuto, le loro vite erano andate avanti. Erano diversi, eppure nessuno vietava loro di sedersi comodamente al tavolino di un bar e parlare come se il tempo non fosse mai andato avanti.
«Buon per te, il nostro paese ha molto da offrire.»
«Già hai proprio ragione.» Minho si era preparato a lungo per quel momento, si era aspettato che il ragazzo lo ignorasse, alla fine ne aveva tutte le motivazione, ma Woobin l'aveva sorpreso con il suo sorriso e la sua gentilezza. Sapeva che era cresciuto ed anche cambiato, il tempo cambia tutto, ma sperava che il suo cuore fosse rimasto immutato.
Aveva bisogno che quello fosse rimasto immutato e completamente suo.
«Tuo fratello? È venuto con te?» Minho annuì sorridente. «È ancora lo stesso ragazzino vivace di una volta?»
«Direi che se possibile è anche peggiorato, sembra un giocatolo elettronico con ricarica infinita.»
Woobin rise al ricordo di Minhyuk, per l'esattezza ricordava di tutte le volte che si era arrampicato negli alberi del suo giardino per rubare la frutta e poi scappare come se niente fosse, lasciando traccie del suo passaggio ovunque.
L'attenzione di Minho fu attirata da un gruppo di ragazzi che entrava nel locale, mentre Woobin era concentrato sul suo frappè, due di quei ragazzi li aveva riconosciuti come i ragazzi che il giorno prima si erano messi a fare a pugni nel parco, per questo si preoccupò quando li vide avanzare nella loro direzione.
«Ma guarda un po' chi abbiamo qui...» Sia Minho che Woobin ebbero due effetti diversi al suono di quella voce.
Minho si mise in posizione di attacco pronto ad intervenire in qualunque momento alle possibili provocazioni di Jonghyun, mentre Woobin sobbalzò e per poco non soffocava con la bevanda mentre il suo cuore andava a mille colpevole.
Woobin si voltò lentamente, preoccupato, pronto a vedere la qualunque espressione preoccupante sul volto del suo ragazzo, e si preparò mentalmente ad inventare una buona scusa. Ma tutti le sue macchinazioni andarono in fumo quando inquadrò il volto dell'altro.
«Cazzo la tua faccia!» Esclamò Woobin balzando in piedi e avvicinandosi al suo ragazzo, una mano tesa a sfiorarlo una mano che venne brutalmente allontanata.
«È solo una faccia.» Disse Jonghyun mentre puntava il suo sguardo in quello di Minho che lo ricambiò senza problemi.
Era davvero sorpreso di vedere la familiarità con cui Woobin si rivolgeva a quel teppista.
«Che cosa hai fatto?»
«Ho presso a pugni un idiota.» Tagliò corto Jonghyun, mentre Jungshin stringeva con più forza la felpa del fratello quando Woobin depositò il suo sguardo furente su di lui. Nessuno, eccetto lui, potevano toccare il suo Jonghyun.
«Chi è quello?» Chiese Woobin geloso indicando con un dito Jungshin, che cercò di farsi piccolo piccolo dietro le spalle di Jonghyun, impressa un po' ardua vista la sua altezza.
«Posso farti la stessa domanda: chi è quello?» E con il suo elegante dito e lo sguardo tagliente Jonghyun indicò Minho alle spalle del fidanzato.
«Oh...» Woobin si voltò a fissare Minho, per qualche istante si era dimenticato di lui. «Lui è Minho, il mio vicino di casa e vecchio amico. Minho lui è Jonghyun un mio...»
«Dì amico e io e te abbiamo chiuso.»
«L'aria qui sta diventando pesante.» Sussurrò Yonghwa all'orecchio di Jongsuk che annuì concordante. «Tieniti pronto, mi sa che servono più di due mani per tenere fermo Jonghyun.» Gli sussurrò di rimando Jongsuk
«Non lo stavo per dire sciocchino.»
«Si, come no.»
«Sul serio, lo giuro. Comunque lui chi è?» Jonghyun si voltò appena e sorrise a Jungshin accarezzandogli la testa amorevolmente, la cosa non piacque per niente a Woobin.
«Lui, è mio fratello ovvio.» Woobin puntò il suo sguardo su Jungshin e studiandolo attentamente ritrovò qualche somiglianza con il suo ragazzo.
«Quindi questo vuol dire che tuo padre...»
«Come cambia il mondo in 24 ore, vero?» Sorrise Jonghyun interrompendo Woobin. «Oh bhe, vi lasciamo alla vostra chiacchierata tra amici, alla fine per vederti con lui mi hai mentito.»
«Non è come pensi Jonghyun...» Jonghyun fulminò Woobin con lo sguardo, lanciò un occhiataccia a Minho e strattonando Jungshin si diresse ad un tavolino lontano da quello di Woobin e Minho. Yonghwa seguì silenziosamente il migliore amico e Jongsuk segui il fidanzato lanciando un occhiata penetrante al migliore amico che diceva: “sei in guai seri, bastardo.”
«Mi sa che il tuo fidanzato si è un po' arrabbiato.» Commentò Minho quando Woobin si tornò a sedere al suo posto lanciando di tanto in tanto sguardi all'altro tavolo.
Minho sperava che Woobin commentasse con un “lui non è il mio fidanzato” ma questo si limitò a sospirare. «Quando vuole sa essere davvero testardo.»
«Quindi è davvero il tuo ragazzo.» Sussurrò piano Minho.
«Cosa hai detto?» Chiese Woobin voltandosi a fissare l'amico.
«Niente, parlavo tra me e me.»
«M dispiace Minho, non era questo il modo in cui volevo presentarti Jonghyun.»
Perché volevi presentarmelo?!
«Tranquillo avremmo modo di chiarire la situazione.»
Il cellulare di Minho squillò è il ragazzo si apprestò a rispondere.
«Signorino, suo fratello è appena uscito di casa da solo, ed era piuttosto arrabbiato con lei.»
«Grazie signor Shin, ci penso io.» Minho chiuse la telefonata.
«Woobin ti dispiace se invito Minhyuk ad unirsi a noi?!»
«Ma no, figurati sarei davvero felice di rivedere tuo fratello.» Sorrise Woobin felice.

*Crack*
La cucchiaia di plastica che Jonghyun teneva in mano si spezzò sotto la pressione della sua mano. «Jong, la tua espressione fa paura.»
«Quel bastardo me la pagherà.» Ringhiò Jonghyun, sotto lo sguardo preoccupato degli altri tre ragazzi.
«Hyung, perché non ti calmi un po', non ti fa bene tutto questo nervosismo.»
«Già Jonghyun fodera gli artigli, avrai modo di sbranare Woobin in un altro momento e magari in un altro luogo.»
«Se vuoi io posso anche darti una mano.» Completò Jongsuk con un sorriso cordiale.
«Per il momento non preoccupartene. Jongsuk partirà alla fine della settimana, dedichiamo questa uscita solo al divertimento.» Jonghyun rilassò le spalle espirando fuori tutto il suo nervosismo.
«Hai ragione Yonghwa, mi dispiace. Jongsuk, sinceramente mi dispiace che tu parta, ma sono contento per te che starai con tuo padre.»
«Grazie, Jonghyun. Conto su di te per prenderti cura del mio Yonghwa.» Sorrise Jongsuk porgendo la mano a Jonghyun che l'afferrò ricambiando la stretta con un sorriso.
Per tutto il tempo Jungshin aveva tenuto le orecchie ben aperte seguendo la conversazione dei ragazzi con discrezione.
«Allora che cosa vogliamo fare dopo?» Chiese Jonghyun con entusiasmo contagiando anche gli altri.
«Lasciamo decidere Jungshin visto che il più piccolo.» Disse Yonghwa.
«Io?!» Chiese Jungshin indicandosi.
«Si, tu. Dove vorresti andare?» Chi chiese Yonghwa sorridendogli.
«Mmm... luna park? No, stupida idea.»
«Ma la mattina sono aperti?!» Chiese Jonghyun.
«Non saprei, credo di si.»
«C'è un luna park a Seoncho-gu dove ci sono molte attrazioni anche per il giorno. Io e Woobin ci siamo andati spesso in passato.»
«Sembra fantastico. E luna park sia!» Sorrise Jonghyun avvolgendo con un braccio le spalle di Jungshin.
La porta del locale si aprì con un leggero scampanellio che segui quello di chiusura della porta!
«HYUNG!!» Un urlò allegro attirò l'attenzione di tutti gli avventori della caffetteria che si voltarono in tempo per vedere un ragazzo con un largo sorriso correre al tavolo dove sedevano Woobin e Minho e abbracciare di slancio quest'ultimo.
«Minhyuk diminuisci il tuo entusiasmo, ci stanno guardando tutti.» Ignorando il rimprovero del fratello e senza abbandonare il suo sorriso, Minhyuk rubò una sedia ad un tavolo vicino, vuoto, e si sedete di fianco al fratello.
«Kim Woo Bin. Credo che crescendo tu abbia perso un po' della tua aura inquietante.»
«Invece tu crescendo sei diventato ancora più vivace.»
«Grazie!» Sorrise Minhyuk prendendo le parole dell'altro come un complimento.
«Vado a prendere da bere, non scappate.» Minhyuk si alzò dalla sedia lasciandola scivolare rumorosamente sul pavimento e saltellando andò a posizionarsi di fronte alla cassiera.
«Una cioccolata calda con panna e cannella ed una fetta di torta al cioccolato.» Minhyuk era malato per i dolci, li amava alla pazzia, forse era l'eccessivo consumo di zucchero che lo avevano reso così super attivo.
In attesa della sua ordinazione Minhyuk studiò il locale con attenzione posando lo sguardo su ogni cliente fino a quando.
*BUM BUM*
Il suo cuore si fermò insieme al suo sguardo su una figura poco distante da lui, i capelli castani erano mossi e disordinati le labbra erano strette in un sorriso.
*BUM BUM*
Lo sguardo di Minhyuk cade sui primi due bottoni della camicia aperta di Jonghyun da cui si intravedeva una parte della clavicola dell'altro, Minhyuk si inumidì le labbra con la lingua e lo stesso fecce Jonghyun, la punta della sua lingua sbucò tra le labbra e marcò il territorio arrido di esse, facendo deglutire il più piccolo a vuoto, mentre nella sua mente prendevano forma pensieri che mai prima d'ora avevano affollato la sua giovane e infantile mente.
*BUM BUM*
Minhyuk ebbe il colpo di grazia quando Jonghyun si voltò nella sua direzione, fu un secondo ma basto a Minhyuk per imprimersi nella mente l'immagine dell'altro. Un immagine che sapeva di conoscere ma che al momento non ricordava ne come ne dove ne altro.
«Signore, ecco a lei la sua ordinazione.» Minhyuk tornò alla realtà quando la mano fredda della commessa tocco la sua spalla.
«Ah, si... grazie.» Il giovane prese la sua ordinazione, che aveva già pagato, e si diresse al suo tavolo mentre con la coda dell'occhio continuava a fissare quel giovane ragazzo.
«Okay ragazzi possiamo anche andare!» Esclamò Jongsuk alzandosi tutto sorridente.
«Voglio lo zucchero filato.» Disse poi al suo fidanzato prendendolo per mano. «Tutto quello che vuoi.» Gli sorrise Yonghwa seguito dallo sguardo un po' triste di Jungshin.
«Su, Jungshin, andiamo.» Disse Jonghyun invitando il fratello ad alzarsi.
Con la coda dell'occhio sia Minhyuk che Woobin videro il gruppo alzarsi, e Woobin scattando all'impiedi raggiunse il gruppo afferrando Jonghyun per una spalla.
«Hyung, Woobin conosce quel tipo?» Chiese Minhyuk, felice, al fratello.
«Si, è il suo ragazzo.» La felicità di Minhyuk si spense all'improvviso oscurata da un senso pesante di gelosia.
«Vieni Minhyuk salviamo la situazione.» Minho e Minhyuk si alzarono affiancando Woobin.
«Dai Jonghyun non lo farò più.» Stava dicendo Woobin strattonando il braccio di Jonghyun.
«Non fare il bambino.» Lo ammonì Jonghyun cercando di sciogliere la pressa.
«Continuerò a fare il bambino fin quando non mi perdonerai.»
«C'è poco da farsi perdonare, sei solo un bugiardo.»
«Dai...» Woobin si piegò in avanti sfiorando il collo del suo ragazzo con la punta del naso.
«Ragazzi, siamo in un luogo pubblico.» Li ammonì Jongsuk, mentre i fratelli Lee ribollivano di gelosia.
«Invece di restare fermi qui a guardare voi due pomiciare, muoviamoci e andiamo al luna park.»
«Luna Park?!» Chiese Minhyuk frapponendosi tra Woobin e Jonghyun, e quindi separandoli, per poi sporgendosi verso Jongsuk. «Io adoro i luna park.» aggiunse con gli occhi che gli brillavano.
«Minnie, non fare l'invadente.»
«Posso venire anch'io?!» Chiese Minhyuk ignorando ancora una volta suo fratello e dando mostra dei suoi occhi da cucciolo a Jongsuk.
«Oh dio si, basta che la smetti di fissarmi in quel modo.» Esclamò Jongsuk nascondendosi dietro Yonghwa, mentre Minhyuk tornava al suo posto con il sorriso sulle labbra.
«Fantastico, come on!»





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