domenica 20 aprile 2014

First love...: Capitolo 22: What Can I Do



«Voglio andare su quella!» Strillò Minhyuk correndo incontro alle montagne russe con il sorriso sulle labbra.
«Minnie non correre, aspettaci!» Lo richiamò Minho andando dietro al fratello. Quando i ragazzi raggiunsero Minhyuk questo aveva già comprato il biglietto per tutti.
«Sei sempre il solito. Non puoi sempre fare le cose di testa tua.»
«Minho smettila di assalire tuo fratello, lascialo divertire.» Lo ammonì Woobin lasciando scivolare la propria mano in quella di Jonghyun e stringendola incurante dello sguardo stizzito dell'uomo che governava la giostra.
«Tu vieni con me!» Affermò Minhyuk afferrando Jungshin per il braccio e trascinando sul sedile di fianco al suo in prima fila.
Durante il tragitto, in metropolitana, per giungere il al luna park Minhyuk e Jungshin aveva stretto una sorta di legame.
«Io non vengo.» Annunciò Minho quando gli altri presero posto.
«Perché no, hyung?» Chiese Minhyuk deluso.
«Preferisco restare giù, vi aspetto qui.» Concluse il giovane sorridendo al fratello.
«Sei il solito guasta feste.» Si lagnò Minhyuk mettendo il broncio.
Il malumore di Minhyuk durò fino a quando la vettura non iniziò a muoversi sulle rotaie.
«Rifacciamola!» Si eccitò Minhyuk quando il giro si concluse.
«Oh dio vi prego tregua.» Si lamentò Jonghyun, pallido in volto, mentre si appoggiava completamente al suo ragazzo.
«Sei pallido hyung, stai bene?» Chiese Jungshin preoccupato affiancando il fratello.
«Io e le montagne russe abbiamo chiuso.» Sentenzio Jonghyun.
«Mi dispiace, è colpa mia.» Si scusò Minhyuk seriamente dispiaciuto.
«Tranquillo, starò presto bene.» Gli sorrise Jonghyun e a quel sorriso anche le labbra di Minhyuk si allargarono.
«Dove volete andare adesso?» Chiese Jongsuk.
«Giostra?» Chiese Minhyuk indicando una piattaforma ruotante finemente lavorata in uno stile antico con montati sopra dei cavalli bianchi perfettamente riprodotti.
«Non è una cosa da bambini?» Chiese Woobin scettico fissando l'oggetto in lontananza.
«Io voglio lo zucchero filato.» Disse Jongsuk sorridente.
«Anch'io!» Scattò Minhyuk saltellando.
«La bancarella dello zucchero filato è di la.» Disse Jungshin indicando la parte opposta dalla giostra.
«Yeh!» Esclamò Minhyuk correndo in quella direzione.
«Yah, Minnie non correre.» Furono inutili i richiami del fratello, Minhyuk non lo ascoltava e continuò a correre con il sorriso sulle labbra.
«E così tenero.» Commentò Jonghyun guardando il minore fare segno agli altri di muoversi e raggiungerlo.
«Prova a vivere con lui poi inizierai a cercare convulsamente il tasto off.» Commentò Minho affondando le mani nelle tasche dei jeans.
«Io lo trovo adorabile.» Sorriso Woobin.
«Tu trovi tutto adorabile.» Risse Jongsuk affiancando l'amico e facendolo sorridere.

«Non tornate tardi.» Disse Hyesung con un sorriso materno sullo specchio dell'arco della cucina.
«Non finite in prigione.» Aggiunse Sunho, affiancando Hyesung, prima che i ragazzi uscissero di casa e la porta sbattesse rumorosamente.
«Che razza di raccomandazione era quella.»
«Una raccomandazione che dovrebbero fare tutti i genitori che non vogliono strane sorprese il martedì sera.» Spiegò Sunho tranquillamente. Hyesung scosse la testa per niente soddisfatto della risposta e iniziò ad impilare i piatti sporchi per poi portarli al lavabo dove iniziò a lavarli.
«Domani tieniti libero per pranzo, Sunho, così tu e Jonghyun potrete andare a fare il test in tutta tranquillità.» Disse Eric senza abbandonare lo sguardo dal suo iPad sul quale stava visualizzando dei progetti.
«Ok, no problem.»
«Di che test parlate?» Chiese Hyesung dal suo posto senza smettere di lavare le stoviglie.
«Quello del DNA.» Rispose Sunho.
«Che senso ha fare un test?! Tanto il figlio è tuo.» bofonchiò Hyesung a bassa voce.
«Che hai detto?» Chiese Sunho vedendo le labbra di Hyesung muoversi. Non che lui gli stesse fissando le labbra, ci tene a precisare Sunho con se stesso.
«Che sei un idiota.» Gli rispose il minore senza neanche voltarsi.
«Ecco, perché lo chiesto?!»
«Dannazione. Ragazzi devo correre immediatamente in ufficio.» Scattò Eric alzandosi dal suo posto e afferrando le cose che aveva sparpagliato sul tavolo. «Sunho immagino che al mio rientro non ti troverò qui.»
«Devo rientrare in prigione a firmare il cartellino» Gli fecce presente Sunho ghignando. «Però mi fermerò un poco qui, giusto il tempo di riprendermi completamente dalla sbornia.»
«Tranquillo, amico, fai come se fossi a casa tua. Ci vediamo domani noi, Hyesung a stasera. Dì a Jonghyun di chiamarmi quando rientra.» Hyesung si ritrovò a rabbrividire quando si rese conto di essere rimasto definitivamente da solo con Sunho. Il giovane sentiva gli occhi del più grande su di se, e bruciavano impercepibilmente sulla sua nuca, ed era una sensazione strana che gli faceva battere forte il cuore. Era da tempo che non percepiva quell'ansia mista ad eccitazione ritrovandosi nella stessa stanza con l'uomo che aveva tormentato i suoi sogni più belli ma anche quelli più strazianti e dolorosi.
«Ti serve una mano?» Sunho non riusciva a sopportare quel silenzio tra di loro quindi disse la prima cosa che gli vene in mente.
«N-no... ho quasi fatto.» Balbettò Hyesung maledicendosi per quel piccolo segno di debolezza, ma sentire la voce di Sunho così improvvisamente lo aveva destabilizzato per un momento.
«Eric mi ha detto che sei qui per valutare delle offerte di lavoro. Com'è andata, hai trovato il lavoro dei tuoi sogni?»
«Non ancora, non riesco a trovare niente che mi piaccia.»
«Beh sei ancora giovane, hai tutto il tempo per cambiare lavoro tutte le volte che vuoi.» Stava succedendo davvero? Lui e Sunho stavano davvero avendo una conversazione civile?
Hyesung non riusciva a crederci, era fermo immobile con le mani immerse nell'acqua saponata mentre Sunho gli raccontava dell'eterna indecisione del cugino che prima di diventare un architetto aveva vagliato mille altri lavori, e la cosa gli piaceva. Gli piaceva la cadenza vocale di Sunho gli piaceva il modo in cui ridacchiava divertito e questo non andava bene, non andava per niente bene, perché Hyesung doveva odiarlo Sunho non tornare ad innamorarsi di lui.
Un dubbio atroce avvolse la mente di Hyesung: aveva realmente smesso di amare quell'uomo prepotente e immaturo?
«Ahhhh!»
Due braccia possenti avvolsero la vita di Hyesung e il giovane si senti vicino alla morte quando senti il peso di Sunho abbattersi su di lui, mentre un forte calore gli avvolgeva tutto il corpo.
«Vorrei poter cancellare tutto il male che ti ho fatto.» Una lacrima del tutto inaspettata rigò il volto di Hyesung che si aggrappava con forza ai bordi del lavabo, mentre sentiva il suo cuore battere forte o forse era il cuore di Sunho...
«Grazie per l'ospitalità.» Sussurrò Sunho sciogliendo la pressa e allontanandosi senza aggiungere più nulla. Hyesung rimase immobile con le sue lacrime silenziose che si infrangevano sulla superficie schiumosa nel lavabo. Il giovane fotografo si lasciò andare completamente ad un pianto liberatorio quando sentì la porta chiudersi con un tonfo.
«Bastardo...» Sussurrò tra un singhiozzo e l'altro.
Mi hai fatto di nuovo innamorare di te.

«Un Jonghyun grasso.» Risse Woobin fissando l'immagine del compagno riflessa in uno specchio deformante. Il gruppo era entrato all'interno della casa degli specchi e si aggiravano per il labirinto ricoperto di specchi ridendo e scherzando come stupidi.
«Guarda che anche tu sei grasso.» Gli fece notare Jonghyun calmo.
«Si, ma io sono sexy.» Disse compiaciuto Woobin ricevendo solo in cambio uno spintone dal suo ragazzo che se lo lasciò indietro iniziando a camminare.
Qualche passo dopo Jonghyun si accorse di aver perso gli amici.
Appena entrati si erano persi Jongsuk e Yonghwa, ma forse era più probabile dire che si erano allontanati di loro iniziativa, e che in quel momento potevano essere in qualunque angolo della grande stanza a sbaciucchiarsi come due ragazzini.
Jonghyun si aggirò per il labirinto vedendo più se del dovuto, in diverse formati, che gli iniziavano a dare sui nervi il giovane sembrava non riuscire a trovare la fine di quel luogo.
Jonghyun non era mai stato claustrofobico ma quello sarebbe stato un buon punto di partenza per diventarlo.

«Jonghyun! Jonghyun! Cazzo!» Woobin impreco alla sua stessa immagine.
«Calmati Binnie, non si è perso in mezzo alla foresta vedrai che adesso lo troviamo.» Minho cercò di calmare l'amico, poggiandogli amichevolmente una mano sulla spalla e massaggiandola distrattamente riuscendo a rilassare l'altro.
«Hyung perché non ci dividiamo così sarà più facile trovarlo.» Disse Minhyuk con un sorriso dolce.
«Ottima idea Minnie. Io e Woobin allora andiamo per di la.»
«Okay! Andiamo Jungshin, usiamo l'olfatto e troviamo il tuo hyung.»
«Olfatto?» Jungshin e Minhyuk scomparirono oltre uno specchio insieme alle loro voci.
«Per di qua.» Minho afferrò la mano di Woobin gongolante. «Cosi non ci perdiamo anche noi.» Spiegò poi notando l'occhiata perplessa dell'altro. A quella spiegazione Woobin strinse di più la mano dell'amico, per la felicità di Minho che sentì il suo cuore sfavillare al seguito delle farfalle che vivevano nel suo stomaco.
«Perché ridi?» Chiese improvvisamente Woobin quando vide l'amico ridacchiare senza un motivo apparente.
«Oh scusami, mi sono ricordato all'improvviso un ricordo della nostra infanzia.»
«Un ricordo?» Chiese Woobin aggrottando la fronte.
«Si. Pensavo al nostro primo bacio, ahahaha, eravamo così imbranati un tempo.» Woobin strinse forte la mascella, non capiva perché l'amico avesse ricordato proprio quello, poi non sapeva che cosa c'era di tanto divertente, era stato un primo bacio abbastanza romantico, vista anche la giovane età e l'inesperienza di entrambi.
«Io non lo ricordo.» Disse Woobin atono. Non era vero che non lo ricordava, ma preferiva non parlarne.
«Sul serio non lo ricordi? Uff, e pure si dice che il primo amore non si scorda mai e io ci contavo proprio che tu non mi dimenticavi.»
«Cosa?» Chiese Woobin fermandosi improvvisamente. «Di che stai parlando Minho.»
«Perché, non è evidente? E io che pensavo di essere un libro aperto per te.» Ridacchiò Minho un po' teso.
«Minho, di che diavolo stai parlando.»
«Ti amo Binnie. Non ho mai smesso di amarti ad essere sinceri, e una delle ragione che mi hanno portato a tornare a Seoul e perché ti rivoglio con me.»
«C-cosa?» Woobin era sconvolta da quell'improvvisa dichiarazione. «Io sto con Jonghyun, adesso.»
«E allora? Non vedo come questo possa fermarmi dal volerti.»
«MINHO!»
«Yah, Woobin, non puoi controllare il cuore di una persona innamorata. E poi se non sbaglio tu sei stato mio prima ancora di essere stato suo, mi appartieni in ogni caso.» Woobin lasciò andare la mano di Minho e scoppiò a ridere di una risata senza allegria.
«Tu non ci stai molto con la testa Minho. Io amo Jonghyun, se c'è qualcuno a cui appartengo quel qualcuno è lui. Io e te abbiamo chiuso la nostra storia nel momento stesso in cui hai imbucato quella lettera per me. Io non ti amo più.» Minho Ghignò avvicinandosi di qualche passo a Woobin, arrivandogli a qualche centimetro di distanza, e appoggiandogli una mano sul cuore.
«Lo senti come batte?! Questo mi appartiene. Tu mi appartieni e presto te ne renderai conto. Il nostro è un tipo di amore che non può essere soffocato da una lettera.»
«Ti sba---» Woobin non fini la sua frase che le labbra di Minho si appoggiarono alle sue, riaccendendo ricordi che Woobin aveva fatto di tutto per seppellire.

«Ti piace Yonghwa-hyung vero?!» Minhyuk e Jungshin avevano proseguito per il labirinto chiacchierando del più e del meno, fino a quando Minhyuk non se ne era uscito con quella domanda improvvisa che aveva bloccato Jungshin sui suoi passi.
«C-che dici... ehehe. Ti sbagli, e poi lo hyung è anche impegnato.»
«Ma da quello che ho capito il suo ragazzo partirà presto, quindi non c'è nessun problema mi pare. Allora ti piace, vero, vero.»
«Si mi piace...» Sussurrò Jungshin imbarazzato. «Dio l'ho conosciuto solo questa mattina come può piacermi già così tanto.»
«Beh, l'amore ti colpisce quando meno te lo aspetti. Lo so bene io, visto che mi sono innamorato di tuo fratello appena ho posato gli occhi su di lui.»
«COSA?» Urlò Jungshin incredulo. «Ma Jonghyun è già impegnato e Woobin non è di certo in partenza.»
Minhyuk sospirò tristemente. «Credi che non lo sappia?! Il destino è così crudele.»
«Perché me lo hai detto?» Chiese Jungshin curioso.
«Per non sembrare un po' troppo sospetto o invadente quando verrò a casa tua solo per vedere lui.» Rise Minhyuk allegro.
«Io e Jonghyun non viviamo insieme.»
«Cosa? Perché?»
«Scusa è una storia un po' lunga. Posso dirti che abbiamo madri diversi, e che Jonghyun vive con... uno zio.»
«Uffa! E adesso come faccio a vederlo?! La vita è così ingiusta.» Piagnucolò Minhyuk aggrappandosi al braccio di Jungshin con fare melodrammatico.
«Beh, possiamo trovare una scusa per andare a casa dello zio insieme qualche volta.»
«Sul serio?! Yah Jungshin, i love you!»
I due amici camminarono insieme a braccetto fino a quando Minhyuk non si stacco dall'amico per correre verso uno spazio pieno di specchi dove l'immagine di Jonghyun veniva proiettata in più parti.
«Fantastico...» Sussurrò Minhyuk estasiato allungando una mano e portandola di fronte a se, verso quello che lui credeva la guancia specchiata di Jonghyun ma che si rivelò essere quella calda e reale.
«Sei vero...» Sussurrò Minhyuk senza spostare la mano dalla guancia di Jonghyun, fissando l'altro negli occhi. Una strana sensazione invase Jonghyun, era iniziata quando Minhyuk aveva appoggiato la sua calda mano sulla sua guancia e si era intensificata quando aveva incontrato lo sguardo estasiato e sorridente dell'altro.
«Hyung!» La voce di Jungshin riportò alla realtà Jonghyun impedendogli di fare qualcosa di insensato come appoggiare amorevolmente la mano su quella di Minhyuk portarsela alle labbra e baciarla.
Completamente senza senso per la sua testa ma non per il suo cuore che lo voleva, voleva farlo.
«Ti stavamo cercando. Woobin-hyung ti cerca come un disperato.»
«Woonie?» Chiese Jonghyun riprendendosi. «Beh, sarà difficile ritrovarlo, questo posto è peggio di un labirinto.»
«Io riesco a trovarli, ho un buon senso dell'orientamento.» Sorride Minhyuk felice di poter essere d'aiuto a Jonghyun.
«Okay, da che parte.»
«Seguimi hyung per di qua.» Il trio si incammina tra una chiacchiera e l'altra, ridendo e scherzando, Minhyuk approfittò più di una volta aggrappandosi come un koala al braccio di Jonghyun che non fa nulla per impedire il contatto perché gli piace sentire il profumo leggero dell'altro stuzzicargli le narici.
Va tutto bene, fino a quando qualcosa non blocca i tre sorpresi.
Poco distante da loro, ripetuto più e più volte dagli specchi da angolazioni e misure differente ci stavano Woobin e Minho a baciarsi, un bacio passionale e famelico. Una mano di Woobin sulla nuca di Minho, l'altra su un fianco scoperto che Woobin accarezza, mentre le mani di Minho sparivano dentro la camicia di Woobin sulla schiena ambia dell'altro.
Qualcosa dentro Jonghyun si spezzò, in un suono sordo e rimbombante, il giovane si stupisce di come gli altri non l'abbiano sentito, ma gli sembra difficile che Woobin e Minho percepiscano qualcos'altro oltre a loro due, altrimenti si sarebbero accorti dell'immagine riflessa degli altri tre e delle lacrime che incontrollate scendevano sulle guance di Jonghyun.
«Hyung...» Qualcuno lo aveva chiamato Jonghyun non sapeva dire chi fosse stato tra Minhyuk e Jungshin.
Il giovane rosso non riusciva a percepire niente, era completamente vuoto.
Non sentiva il cuore battere forte.
La rabbia sopraffarlo.
Il dolore del tradimento straziarlo.
Non sentiva niente si sentiva completamente vuoto.
Eppure qualcosa lo aveva percepito.... aveva percepito che presto tutto sarebbe cambiato.





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