mercoledì 30 aprile 2014

First love...: Capitolo 23: Crazy



«Lo senti come batte?! questo mi appartiene. Tu mi appartieni e presto te ne renderai conto. Il nostro è un tipo di amore che non può essere soffocato da una lettera.»
«Ti sba---» Woobin non fini la sua frase che le labbra di Minho si appoggiavo alle sue, riaccendendo ricordi che Woobin aveva fatto di tutto per seppellire.

Woobin non riusciva a capire più niente, quel leggero contato di labbra lo aveva incendiato in un modo incredibile. Il cuore gli batteva forte e per un istante gli sembrò di ritornare indietro nel tempo quando dentro la sua camera loro due esploravano uno la bocca dell'altro in piccoli esperimenti di puro piacere. Woobin percepì Minho allontanarsi da lui, ma non voleva che quel contatto finisse, così afferrò il giovane per la maglia spingendolo verso di se profanando le labbra dell'altro senza la minima delicatezza soltanto con tanta passione e desiderio. Minho sorrise su quel bacio felice per la piega che avevano preso gli eventi. Ricambio il bacio dell'altro afferrandogli la vita con le mani mentre Woobin afferrava, con una mano, la nuca di Minho bloccandolo alle sue labbra senza via di scampo.
I due avevano perso la cognizione del tempo, stretti nullo nelle braccia dell'altro, non percepivano più nulla. Fino a quando qualcuno non picchiò la nuca di Woobin che fù costretto a separasi, di mala voglia, da Minho. Il giovane si voltò con sguardo omicida restando pietrificato di fronte allo sguardo vitreo di Jonghyun.
«Jonggie....» Sussurrò Woobin sorpreso e colpevole
«Bastardo.» Sibilò Jonghyun prima di voltargli le spalle e scappare via.
«Hyung!» Strillarono Jungshin e Minhyuk correndo dietro al più grande.
«Che cosa ho fatto...» Sussurrò Woobin con il cuore stretta in una morsa dolorosa.
«Mi dispiace.» Gli disse Minho appoggiando una mano sulla spalla del giovane.
Woobin avrebbe dovuto allontanare quella mano dalla sua spalla e correre dietro Jonghyun, doveva andare così, ma Woobin non riuscì a spostare quella mano o ad allontanarsi da lui per correre dietro al suo ragazzo che aveva stupidamente ferito.
Jonghyun corse fuori da quella trappola di specchi con la vista appannata e il cuore distrutto. Ignorò i richiami dei due giovani e si buttò correndo nella confusione di pedoni che lo risucchiarono. «Oh no Minhyuk lo abbiamo perso.» Si lamentò Jungshin con il fiatone.
«Jungshin, Minhyuk?!» I due ragazzi si voltarono trovandosi di fronte Yonghwa e Jungshin mano nella mano.
«Abbiamo visto Jonghyun correre come un folle dov'è andato? Che succede?» Minhyuk e Jungshin si fissarono per un attimo insicuri poi Minhyuk sospirando presse la parola.
«Jonghyun... ha visto Woobin hyung e mio fratello baciarsi.»
«Cosa?» Yonghwa rimase a bocca aperta incredulo.
«Non ci posso credere, impossibile.» Sussurrò Jongsuk. «Lui non farebbe mai una cosa del genere, ama Jonghyun.»
«Certo come no per questo stava studiando approfonditamente le tonsille di mio fratello.» Ringhiò rabbioso Minhyuk. «Jungshin, vieni andiamo a cercare tuo fratello.» Jungshin ebbe il tempo di inchinarsi prima che Minhyuk lo trascinasse via.
I due giovani perlustrarono tutto il parco divertimenti da cima a fondo senza trovarlo, uscirono anche da li cercandolo nei dintorni del quartiere. E quando ormai perdevano le speranze si imbatterono nel maggiore, seduto con sguardo basso su una panca di fronte ad un parco dove alcuni bambini, dell'asilo, giocavano spensierati prima di tornare a casa con i propri genitori.
«Hyung.» Senza fiato Minhyuk corse verso il maggiore inginocchiandosi di fronte a lui.«Ti abbiamo cercato dappertutto, eravamo molto preoccupati per te.» Minhyuk appoggiò una mano alla guancia dell'altro accorgendosi così delle lacrime silenziose che rigavano il volto dell'altro.
«Hyung...» Jungshin si sedete di fianco al fratello accarezzandogli con dolcezza la schiena in movimenti circolari.
«Questo deve essere un incubo, non può essere reale... non può essere.» La voce incrinata e strozzata dalle lacrime di Jonghyun colpi al cuore i due giovani che si fissarono impotenti.
«Mi dispiace tanto hyung. Mi dispiace davvero tanto.» In uno slancio di sconforto Minhyuk abbracciò il maggiore allacciando le proprie braccia attorno al collo sottile dell'altro che ricambiò l'abbraccio stringendo la vita del minore e nascondendo il volto nell'incavo del collo piangendo apertamente tutti i pezzi distrutti del suo cuore.
Nella confusione della sua testa e del suo cuore Jonghyun percepì i “mi dispiace” continui che Minhyuk gli ripeteva ed erano così sinceri e dolorosi che Jonghyun non sapeva più se piangeva per la sua tristezza o per quella del ragazzino al quale era stretto.
Quando Minhyuk lo allontanò da se, per guardarlo in volto, Jonghyun si sentì smarrito e per un secondo penso di buttarsi nuovamente tra le braccia del minore ma non poteva farlo Minhyuk e il suo caldo abbraccio non sarebbero stati sempre con lui non poteva diventarne dipendente.
«Hyung ti senti meglio?» La domanda di Jungshin giunse al momento giusto ricordando a Jonghyun che in quel parco non era da solo con Minhyuk.
«Non lo so.» Rispose sinceramente il maggiore. «Sento come se il mondo mi fosse improvvisamente crollato sulle spalle. È pesante.»
«Mi dispiace...» Espresse ancora una volta Minhyuk con sguardo triste.
«Non devi dispiacerti. Non è colpa tua.» Gli sorrise Jonghyun anche se con un sorriso tirato e per niente sincero.
«Minho è mio fratello... mi sento responsabile per le sue azioni.»
«Alcune cose si fanno in due Minhyuk, tuo fratello non è l'unico responsabile.» Anche Woobin è colpevole. Il suo cuore lo sapeva bene per questo pulsava in quel modo doloroso.
Il telefono nella tasca di Jonghyun iniziò a suonare l'arrivo di una chiamata e Jonghyun ci mise un po a prendere il cellulare e quando lo fecce sospirò di sollievo nel vedere lampeggiare il nome del migliore amico. Non era ancora pronto a parlare con Woobin. «Pronto?!»
«Stai bene?! Dove sei?» La preoccupazione nella voce dell'amico lo fecce sorridere.
«Sto bene Yonghwa... onestamente non so dove sono....»
«Cosa? Come fai a non sapere dove sei? Descrivermi il posto vengo a prenderti immediatamente.»
«Ehi frena non farti prendere dal panico non sono solo, Jungshin e Minhyuk sono con me.»
«Jongsuk ha tirato un pugno a Minho e un calcio nello stinco a Woobin se può farti stare meglio.»
«Non proprio, ma ringrazia Jongsuk per il gesto.»
Un silenzio per niente pesante calò tra i due amici. «Vuoi che venga da te?» Alla fine fu Yonghwa a spezzare il silenzio con la sua voce piena di preoccupazione. «Basta una sola parola e sarò lì al tuo fianco.»
«Grazie Yonghwa ma resta con Jongsuk io posso anche aspettare il mio cuore spezzato non va da nessuna parte.»
«D'accordo, ma se hai bisogno di me non esitare a chiamarmi.» Jonghyun riattaccò dopo aver rassicurato l'amico almeno altre due volte.
Posando lo sguardo sui due giovani ragazzi che gli sedevano affianco, Jonghyun ringraziò di cuore di aver delle persone accanto che gli volevano bene.

«Smettila di seguirmi.» Woobin si bloccò sui suoi passi e voltandosi fulminò con lo sguardo Minho che gli stava dietro.
«Non posso lasciarti da solo nello stato in cui ti trovi.»
«Sto bene, cazzo!»
«Oh si vede proprio che stai bene.»
«Stai zitto è tutta colpa tua se mi trovo in questa situazione del cavolo.»
«Se ripeterlo ti fa sentire meglio allora continua, ma Binnie devi renderti conto che non ti sono così indifferente come credi.» Furente Woobin si avvicinò a Minho afferrandolo per il bavero della maglia.
«Dimmelo... in questo momento vorresti baciarmi non è vero?» Woobin strinse con più forza la sua pressa non per rabbia ma perché Minho aveva ragione, in quel momento l'unico pensiero che ruotava nella sua mente erano le labbra dell'altro, voleva baciarlo spingerlo in qualche vicolo buio e divorare le sue labbra, marchiare la sua pelle, penetrare nel suo corpo. Fu quando senti la sua eccitazione spingere contro la stoffa dei jeans che lasciò andare Minho in modo brusco facendolo barcollare all'indietro.
«Dannazione.» Imprecò tra i denti passandosi una mano tra i capelli.
«Tu mi ami ancora.»
«No, io amo Jonghyun ficcatelo in quella cazzo di testa!» Minho sospirò.
«Forse... ma ami molto di più me e il tuo cuore lo sa.» Minho spezzò la distanza tra loro avvicinandosi con passo felino. «Fin quando non avrai messo ordine qua dentro...» il ragazzo appoggiò la mano sul petto di Woobin all'altezza del cuore. «Non andare a raccontare bugie a Jonghyun o ne soffrirete entrambi.» Woobin allontanò con un gesto secco la mano dell'altro.
«Vaffanculo!» Ringhiò Woobin allontanandosi a passo svelto da Minho.
«Ci vediamo domani Binnie, dormi bene!» Urlò Minho agitando una mano in aria. Quando Woobin scomparì dalla sua visuale il sorriso di Minho scomparve.

Quando la sveglia suonò quella mattina Jonghyun faticò ad alzarsi dal letto sentiva il corpo pesante, gli occhi gli bruciavano e la testa gli martellava in modo assurdo. Quelli erano gli effetti del piangere tutta la notte stretto ad un cuscino.
Muovendosi a rallentatore il giovane andò in bagno dove si rilassò sotto il getto dell'acqua calda.
Tornando a casa il giorno prima aveva trovato Woobin appoggiato al muro della sua proprietà con le mani in tasca e lo sguardo perso sull'asfalto della strada.
«Mi dispiace.» Quelle due parole erano suonate sincere eppure nel momento in cui le aveva pronunciate Woobin non l'aveva guardato negli occhi e Jonghyun aveva sentito che c'era qualcosa di sbagliato.
«Vattene via.» Le aveva sussurrate quelle parole. «Non voglio vederti.» Il resto lo aveva pronunciato con un tono di voce più alto. Woobin lo aveva bloccato afferrandogli il braccio.
«Ti amo. Amo solo te.»
«Cerchi di convincere me o te.» Lo sentiva, aveva sentito quelle parole lontane come se Woobin le sussurrasse a se stesso.
Quando era entrato in casa lasciando il suo cuore fuori per la strada Jonghyun era salito in camera e da li non era più uscito.
«Jonghyun la colazione è pronta!» La voce squillante di Hyesung risuonò per tutta la casa e Jonghyun si affrettò a chiudere l'acqua ormai divenuta fretta e a vestirsi con la divisa scolastica. Non aveva nessuna voglia di andare a scuola e vedere Woobin eppure non poteva mancare e non voleva mancare non si sarebbe mostrato debole.
«Eric?» Chiese Jonghyun quando entrò in cucina, trovando solo Hyesung seduto al tavolo apparecchiato per due.
«È uscito questa mattina presto, mi ha detto di dirti che ha pranzo verrà a prenderti per andare alla clinica per il test di paternità.»
«Okay.»
«C'è qualcosa che non va?!» Chiese Hyesung notando il volto pallido del minore.
«No.» Rispose Jonghyun senza entusiasmo.
«Dalla tua faccia non si direbbe. Jonghyun con me puoi parlare di tutto lo sai.»
Jonghyun si morse le labbra esitante mentre fissava il suo piatto e le bacchette che teneva in mano con aria stanca e distante. «Woobin mi ha tradito.» Confidò il giovane con le lacrime che gli salivano agli occhi.
«Cosa?» Chiese Hyesung incredulo. «Sei sicuro?!»
«L'ho visto...» Jonghyun lasciò andare le bacchette sul tavolo allontanando la ciotola di riso da se. «Credo che per noi sia arrivata la parola fine.»
«Non è detto... cioè voi due vi amate... non potete lasciarvi per una cosa del genere. Magari...»
«Non voglio più stare con lui.» Rivelò Jonghyun con una stretta al cuore.
«Jonghyun...»
«Lui non mi ha mai baciato in quel modo...» Sussurrò Jonghyun dando voce a quel pensiero che lo aveva tormentato per quasi tutta la notte. «Era passionale e possessivo.»
«Jonghyun...»
«Mi vuole bene lo so, ma... il nostro è solo un rapporto fisico.»
«Jonghyun...»
«Sto bene hyung... ho solo bisogno di tempo per assimilare la cosa.» Hyesung appoggiò una mano sul braccio di Jonghyun stringendolo in una dolce stretta.
Quando Jonghyun uscì di casa si trovò di fronte Woobin che gli sorrideva a labbra strette. Entrambi sentivano un profondo cambiamento nel loro rapporto.
«Andiamo a scuola insieme?» Chiese Woobin titubante.
«Parla con Woobin, Jonghyun digli cos'hai nel cuore.» Nella sua testa Jonghyun risentì la voce di Hyesung e decise che quello era il momento della verità.
«Che cosa provi per lui?»
«Niente!» Rispose Woobin velocemente dopo un attimo di esitazione dovuto all'improvvisa domanda.
«Si sincero Woobin, te ne prego.»
«Jonghyun...»
«Ti prego.» Strillò Jonghyun con sguardo implorante.
«Non lo so Jonghyun, io non lo so. Siamo stati insieme tempo fa. L'ho amato tantissimo ma adesso amo te, solo te.» Jonghyun scosse la testa, il cuore pesante e le mani tremanti.
«Tu lo ami, ami lui. Non te ne faccio una colpa Woobin al cuore non si comanda.»
«Ti prego Jonghyun non dire così...» Jonghyun dovete inspirare un paio di volte prima di trovare la forza di avvicinarsi a Woobin e abbracciarlo.
«Ti voglio bene Woonnie, non voglio lasciarti e non ti lascio, sono qui con te. Ma... il nostro non è amore.»
Incurante di tutti persino del posto in cui si trovavano Woobin ricambiò l'abbraccio inalando il profumo inebriante dell'altro.
«Fa così male...»
«Lo so. Ma passerà è solo un altro ostacolo sulla nostra strada, adesso possiamo avvicinarci insieme al nostro futuro.»
Quello era l'inizio di un nuovo futuro.
Jonghyun stava dicendo addio al suo primo amore, il suo cuore ne soffriva ma sapeva che era la cosa giusta e presto avrebbe trovato pace.





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