giovedì 17 aprile 2014

I fuggiaschi: Capitolo 19

Tuffo alto in onde congelate,
dove il passato torna in vita.
Combatti la paura per il doloroso egoismo
E ne vale la pena ogni volta.


«Mi annoio!» La voce uscì monocorde e fredda. «Quando inizieremo a fare sul serio, sono stanco di aspettare.» Il tono si ammorbidì un po diventando quasi bambinesco.
«Non possiamo fare altro Klaus, quindi smettila di dire sempre le solite cose.»
«Scusami Mick ma non tutti siamo anime pazienti come te.» Ghignò Klaus, un giovane dai corti capelli color grano, senza abbandonare la sua posizione sdraiata sull'antico divano vittoriano.
Mick si trovava dall'altro lato della grande stanza vicino ad una grande libreria stracolma di libri, un volume in pelle antica tra le mani la testa leggermente china e i folti e corti capelli castano chiaro perfettamente in ordine.
«Klaus ha ragione, come puoi leggere in un momento come questo?» Un terzo uomo usci da un angolo oscuro avvicinandosi con passo felino al cammino, che scoppiettava pieno di vita. Le luci soffuse della stanza mostravano la figura slanciata di un giovane dai capelli scuri e il sorriso accattivante. «Anch'io sono stanco di aspettare. Ho voglia di sgranchirmi le mani.» La sua voce suonò bassa e perversa quelle poche parole suonarono piene di propositi sanguinari.
«Allora non dovrai aspettare ancora per molto.» Una porta a due battenti vene aperta con grande enfasi. «Siamo appena stati sfidati.» L'uomo che entrò da quella porta era Hunter Redfern. Era proprio lui con i suoi capelli rosso sangue e gli occhi dorati, ma metà del suo volto non era più quello di una volta, era ustionato, raggrinzito su se stesso in una maschera terrificante.
«La vostra adorabile sorellina ci ha invitati a raggiungerla.»
«È una trappola!» Scattò Klaus balzando all'impiedì.
Mick strinse forte i pugni abbandonando la lettura del suo libro. «Che cosa ti ha detto? Come ha fatto a trovarti?»
Hunter sorrise «È pur sempre una strega, conoscerà anche lei i suoi trucchi.»
«Questa è la resa dei conti?» Chiese il ragazzo immobile vicino al camino, non parlava all'anziano vampiro ma ai suoi fratelli che gli annuirono appena.
«Si Angelus, questa sarà sicuramente la resa dei conti.»

Sulla piccola città di Mystic Falls, il sole non era ancora sorto e la notte regnava ancora indisturbata quando Cornelia balzò a sedere sul letto con un grido di terrore e il cuore che batteva forsennato.
«Che succede? Stai bene?» Chiese Damon dal suo posto di fianco la fidanzata.
«Stanno arrivando.» Ansimò Cornelia portandosi una mano al petto cercando di calmare il suo battito cardiaco accelerato.
«Sei sicura?» Chiese Damon, posando una mano sulla schiena della ragazza che annui soltanto. «Allora sarebbe meglio farci trovare pronti.»
Per quanto avessero pianificato quel momento. Per quanto fossero sicuri delle loro mosse, tanto da fare il primo passo, adesso di fronte all'atto compiuto la paura attanagliava tutti i presenti.
Erano tutti riuniti nel grande salotto della pensione dei Salvatore.
Damon, Arthur e Quinn erano posizionati vicino le finestre e controllavano i movimenti esterni.
Stefan sedeva sul lungo divano insieme a Faye, stretta nel suo abbraccio, di fianco a Faye c'era Cornelia con di fianco Elena che stringeva, con forza, la mano di Katherine.
«Questa pensione non è mai stata così piena come in questo momento.» Commentò Stefan a voce alta spezzando il silenzio che si era venuto a creare.
«Qualcosa la fuori si è mosso.» Sussurrò Quinn catturando l'attenzione di tutti.
«Andrà tutto bene.» Ian lo sussurrò alla sua fidanzata anche se tremava di paura e la sua voce non suonava molto sicura. Blaise percepì la preoccupazione del ragazzo e gli strinse la mano in segno di conforto.
«Sono qui.» Scattò Arthur allontanandosi dalla finestra.
«Hanno fatto in fretta.» Disse Eric avvicinandosi con Thea al centro della stanza dove si stavano riunendo gli altri.
«Anche Hunter ha fretta di mettere fine a questa storia.» Disse Arthur con in volto una maschera inespressiva.
«Solo che la fine sarà la sua. Questa sarà la sua tomba.» Ringhiò Damon stringendo i pugni.
Nessuno commentò ma tutti, per quanta paura avessero, speravano che quella fosse la verità e che la fine di quell'incubo giungesse presto.
«Ricordate tutti il piano vero?!» Tutti i presenti annuirono all'unisono alle parole dello stregone.
«Ce nessuno in casa?! Abbiamo ricevuto l'invito ad una festa.» La voce divertita di Hunter giunse come un graffio sulla pelle dei presenti.
«Non abbiate paura e ricordate che ad Hunter piace giocare con le parole.» Un altro annuire collettivo si diffuse tra i presenti e come stabilito Arthur si fece avanti aprendo la fila per quell'ultima festa infernale.

«Ho sentito in giro che mi cercavi.» Arthur uscì dalla porta principale della pensione Salvatore e si beò dell'espressione meravigliata che lentamente si formava sul volto di Hunter per poi essere cancellata da una di puro odio.
«Tu!» Ringhiò il vampiro dai capelli rossi.
«Ciao Hunter ne è passato di tempo. Ti direi come stai... ma la tua faccia parla per te.» Ghignò lo stregone facendo ribollire la furia del vampiro che esplose in una risata perforante.
«Ma non mi dire, quella creatura immonda si è alleata con te?! Pensate che insieme riuscirete a distruggermi?»
«L'unione fa la forza Hunter non l'hai mai sentito?» Cornelia usci dalla pensione seguita da tutti gli altri.
«Allora era vero che c'era una festa. Dannazione dovevo indossare lo smoking.» Hunter alzò una mano e un gruppo numeroso di uomini si incamminò verso di loro erano numerosi, un centinaio forse di più, tutti vampiri e licantropi. «È una fortuna però che abbia portato un po di amici così non ci sarà di che annoiarsi.» Tre figure si distaccarono dalla folla e si avvicinarono ad Hunter posizionandosi al suo fianco. Cornelia si irrigidì all'istante quei tre erano i suoi fratelli e lo sapeva non solo perché lo percepiva dentro di se, il richiamo del sangue era davvero forte, ma anche perché nel corso della sua vita li aveva visti in momenti diversi in situazioni diverse eppure li aveva visti e loro l'avevano sempre aiutata. Cornelia aggrottò la fronte confusa fu in quel momento che uno dei tre uomini, quello dai capelli più chiari, gli fecce l'occhiolino ghignando.
Cosa stava succedendo? Possibile che l'avessero tenuta sotto controllo per tutto quel tempo?! Allora perché non ucciderla prima.
«Com'è che dice il detto: l'unione fa la forza?! Mi aspettavo tutto il famoso circolo dell'alba al completo a darmi battaglia... o forse non dirmi che il circolo siete solo voi.»
Arthur esplose in una risata divertita anche se dentro di se ribolliva di rabbia. «Bastiamo noi a sbarazzarci di te una volta per sempre.» Era serio e la determinazione dell'uomo fecce scattare qualcosa dentro Hunter che contrasse la mascella in una smorfia rigida.
«Sei sempre stato un uomo con troppo aria nei polmoni. Una volta tanto nella vita dovresti comportarti da uomo e passare all'azione.» Hunter fece un gesto con le mani portandole in avanti e come colpito da una forte corrente d'aria Arthur venne scaraventato indietro finendo addosso a Quinn che lo sorresse senza problemi.
«Non te l'aspettavi vero? È un trucchetto che un vecchio vampiro come me deve imparare a fare per sopravvivere.»
«Credevo che tu fossi capace solo di appiccare incendi come un qualsiasi altro piromane umano.» Hunter posso il suo sguardo su Cornelia cancellando completamento il ghigno divertito dal suo volto e sostituendolo con una maschera di puro odio.
«Umano? Credi che tutti siano feccia come te? Stupida cagna... Tu sei destinata ad essere solo cibo per vermi.» Hunter fecce un passo avanti ma Cornelia non si scompose ne cambio la sua espressione anzi allungò le sue labbra in un mezzo sorriso.
«Non sai che soddisfazione mi da vedere il mio marchio sul tuo volto.» Hunter digrignò i denti e alzò la mano pronto a colpire Cornelia ma, Damon fu più veloce afferrò la mano del vampiro e appoggiandogli una mano sul petto lo spinse via.
Quello fu l'inizio di tutto.
Gli uomini di Hunter corsero pronti ad abbattersi sui loro nemici ma già a metà strada alcuni di loro caddero a terra uccisi dalle mani dei tre vampiri, che affiancavano Hunter, che trapassavano il petto di quei guerrieri improvvisati strappandone il cuore.
«Che fatte?» Urlò Hunter quando tutto si bloccò nuovamente. «State uccidendo le persone sbagliate.»
«Stupido idiota.» Ghignò Klaus leccandosi un dito insanguinato.
«Credevi sul serio che saremmo stati dalla tua parte contro la nostra sorellina?» Sorrise Mick appoggiandosi al fratello.
«Non può essere...» Sussurrò Hunter incredulo. «Voi... voi... voi dovreste essere dalla mia parte. DALLA MIA PARTE. Sono stato io a liberarvi da quella cripta. IO!»
«Che gesto nobile da parte tua dopo che ci avevi rinchiusi la dentro.» Disse Angelus in tono calmo scavalcando un cadavere e raggiungendo i fratelli.
«È stata vostra madre, è stata lei, non io.»
«TACCI!» Ringhiò con furia Mick sfoderando le zanne. «Nostra madre era troppo buona non ci avrebbe mai fatto una cosa del genere, lei ci amava.»
«È stata lei, è stata lei. Diceva che eravate diventate un pericolo troppo grande.»
«Per chi?! Per te?» Ghignò Klaus. «Potevi liberarci in qualunque momento perché proprio il giorno della sua morta?»
«Perché non impedirle di rinchiuderci, se ci tenevi così tanto a noi?»
Il petto di Hunter andava su e giù dalla rabbia i suoi occhi dorati erano diventati rosso sangue dalla furia
«Divertente...» sussurrò Arthur con un sorriso vittorioso sulle labbra. «Hai fatto di tutto per rendere il tuo sangue il più potente unendolo con quello di una strega e guarda cos'hai ottenuto tutti i tuoi nipote persino i tuoi figli ti hanno abbandonati voltandoti le spalle. Sei così patetico.»
«STAI ZITTO! E voi uccideteli. UCCIDETELI TUTTI.» I tre vampiri sfoderarono le zanne posizionandosi dalla parte della sorella.
«Tenetevi pronti.» Urlò Arthur.
Crome prestabilito Damon, Stefan, Katherine, Arthur, Ash e Quinn crearono una barriera per proteggere le ragazze e i due umani che si affrettavano a formulare un incantesimo evocativo.
Con l'aiuto di Klaus, Mick e Angelus fu più facile gestire l'orda di vampiri e licantropi che si accalcavano feroci contro di loro. Ma erano sempre troppi e la barriera presto si ritrovò violata, quando un licantropo si intrufolò dentro puntando sul gruppo delle ragazze, attratta dall'urlo di Elena Katherine balzo in un attimo sul licantropo.
«Non toccare la mia ragazza.» Ringhiò la vampira inferocita strappando la testa del licantropo con una sola mano.
Quando l'incantesimo di evocazione fini, Cornelia strinse con forza la lacrima di giada nella mano lasciando che i bordi affilati di conficcassero nella sua mano tagliandole la carne e colorando il cristallo del suo sangue
«Vi invoco spiriti dell'aldilà oltrepassate il confine e venite in nostro aiuto!» Cornelia urlò con forza le parole prima di conficcare il cristallo nella terra.
Quando l'oggetto fu tutto sottoterra una luce abbagliante si innalzò in un pilastro.
Improvvisamente la battaglia si fermo e tutti si voltarono verso quel raggio di luce che squarciava il cielo scomparendo oltre la vista.
Tutti si allontanarono da quell'ammasso luminoso mentre delle figure eteree si affollavano fuori da quel passaggio di luce galleggiando nell'aria notturna.
Cornelia riconobbe sua madre, la madre che l'aveva cresciuta, il padre e Roseclear che sorrise ai propri figli. Damon trattene il fiato e Stefan quasi pianse quando videro i propri genitori sfilare davanti a loro, anche Arthur e Hana dovettero farsi forza quando videro una giovane donna dai morbidi cappelli neri fermarsi di fronte a loro e sorridergli.
Erano tutti li le persone che avevano amato, le persone che erano morte e che non li avevano mai abbandonati.
«Che diavolo è...» Sussurrò Hunter fissando quella moltitudine di figure incorporee.
«Saluta i tuoi amici Hunter, loro sono tutte quelle persone che hai ingiustamente ucciso, sono venuti qui per te.»
«No... Noo... NOOOOOO!!» L'urlò di Hunter fu agghiacciante e stridulo mentre quelle anime si avventavano su di lui trascinandolo nella luce.
«Dove lo stano portando?» Chiese Mick fissando la scena incredulo.
«All'inferno.» Rispose Cornelia senza abbandonare lo sguardo di fronte alla scena in atto.
Altre urla si unirono a quelle di Hunter mentre altre anime trascinavano i vampiri e i licantropi rimasti sul campo di battaglia verso la luce.
«Io non posso morire. Io non posso morire. Aiutatemi vi prego, non voglio morire.» Per quanto la scena, che si offriva di fronte ai loro occhi, era straziante nessuno distolse lo sguardo. Tutti volevano vedere la fine di quell'uomo che aveva distrutto molte vite.
Quando tutto fini e nel giardino regnava solo morte e desolazione la luce ardeva ancora di vita.
«Perché non si spegne?» Chiese Blaise fissando il pilastro di luce. «Adesso dovrebbe spegnersi.»
«È strano...» Sussurrò Arthur avvicinandosi alla colonna con passo cauto.
«Aaaaaaaaaaah!!» L'urlò disperato di Hunter si diffuse perforante nelle orecchie di tutti i presenti che scattarono spaventati all'indietro mentre il volto fantasma dell'uomo cercava di sfuggire dalla luce ma mille mani, anche esse fantasma, lo afferrarono respingendolo verso il sottosuolo, altre urla si susseguirono prima che la luce si spegnesse per sempre.
«Cazzo. È finita? È finita sul serio?» Chiese Ian ansimante.
«È finita!» A quelle parole sussurrate Cornelia si accasciò su se stessa scoppiando a piangere.

Mentre il sole sorgeva sulla città illuminando i resti di quella notte infernale tutto sembrò più luminoso e felice. Il futuro adesso non sembrava più freddo e terrificante, ma brillante e sicuro.

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