martedì 13 maggio 2014

First love...: Capitolo 24: Future



Le mani di Sunho tremavano mentre apriva la busta del referto medico. Era andato a ritirarlo quella mattina presto ma solo adesso aveva l'occasione di leggerne il risultato.
Non prestò molta attenzione a quello che c'era scritto nel foglio corse subito a leggere le ultime righe.
«Il padre Lee Sun Ho, e il figlio Lee Jong Hyun condividono 16 sequenze di DNA. Lee Sun Ho e Lee Jong Hyun hanno una probabilità del 100% di essere padre e figlio.»
100%.
Il risultato dava 100%.
Non c'era alcun dubbio. Lui era il padre di Jonghyun.
Sunho rimase fermo immobile con il foglio stretto tra le mani mentre i suoi occhi diventavano sempre più lucidi, il suo cuore era diventato un macigno pesante e la sua mente gli cantilenava quanto fosse un pessimo padre.
Diciassette anni. Aveva perso diciassette anni della vita di suo figlio solo per colpa della sua codardia della sua esuberanza della sua testardaggine e del suo stupido orgoglio.
Per colpa di se stesso aveva perso la possibilità di veder crescere suo figlio e di avere affianco la persona che amava.
Come essere umano faceva davvero schifo.


«Goodmorning!»
«Che ci fai qui?» Yonghwa non pote impedire ad uno sbadiglio di aprirsi sulla sua bocca mentre fissava il suo migliore amico sorridente di fronte a se.
«Sono venuto a prenderti.» Sorrise Jonghyun allontanando l'altro ragazzo dalla porta e intrufolandosi in casa. Si tolse le scarpe disordinatamente ed andò in salotto.
«A prendermi? Dobbiamo andare da qualche parte? Non ricordavo che avessimo un appuntamento.» Disse Yonghwa confuso.
«Sono venuto per portarti a casa con me. Ho chiesto ad Eric se potevi venire a stare da noi e lui ha detto di si. Però dovremmo condividere la camera a te va bene vero?!»
«Frena Jonghyun di che parli?»
«Adesso che Jongsuk è partito non posso lasciarti vivere qui da solo, sarei troppo in pensiero, quindi verrai a vivere con me.»
«Sei andato completamente fuori di testa?!» Jonghyun ignorò l'amico ed entro nella sua stanza.
«Io inizio a fare le valigie tu fatti una doccia.»
«Jonghyun fai sul serio?!» Yonghwa si bloccò allo specchio della porta fissando l'amico prendere una grande valigia da sotto il letto e riempirla con cose a caso. «Almeno potresti fare la valigia in modo ordinato?!»
«Le valige non sono il mio forte.» Rise Jonghyun scompigliandosi i capelli.
«Stai bene?» Chiese improvvisamente Yonghwa diventando serio. Jonghyun si blocco perdendo il suo sorriso. «Dovrei essere io a chiederlo a te. Sei tu che ieri hai detto addio al tuo ragazzo.»
«Lo so, ma anche tu ultimamente hai perso qualcuno di importante.»
«Woonnie non è andato in Giappone, lo vedo ogni giorno.»
«Infatti. Sono preoccupato per te Jonghyun... Ti va bene che Minho ci provi in continuazione con Woobin, anche di fronte a te?!»
«Io e Woobin non stiamo più insieme può provarci con chi vuole e chiunque può provarci con lui.»
«Ne sei sicuro?»
«Sicurissimo. Adesso vai a lavarti io finisco di fare le valigie.» Jonghyun mantene il sorriso per tutto il tempo ma quando rimase da solo quel sorriso scomparve.
Jonghyun era sempre stato bravo a nascondere i suoi sentimenti e nell'ultimo periodo era diventato ancora più bravo. Dire a tutti che stava bene era una bugia. Dire che gli andava bene che Minho, che adesso frequentava la loro stessa scuola e classe, ci provasse con Woobin era una bugia.
La verità era che si sentiva solo.
Gli mancavano gli abbracci improvvisi di Woobin i suoi baci le sue carezze, tutte le attenzioni che gli riversava, la sua gelosia insensata. Gli mancava la sensazione di calore nel basso ventre quando lo vedeva avvicinarsi con sguardo languido.
Quei momenti non ci sarebbero più stati e Jonghyun doveva farsene una ragione perché era stato lui a chiedere a Woobin di lasciarsi e adesso doveva accettarne le conseguenze.

DING DONG
«Arrivo, Arrivo.» Urlò Hyesung andando ad aprire la porta di casa.
«Cos'è tutta questa impazienza?» Chiese l'uomo trovandosi di fronte Jungshin e Minhyuk. «Non siete un po troppo spesso qui voi due?» fece notare il maggiore aggrottando la fronte con finto disappunto.
«Hyung c'è?» Chiese Jungshin entrando in casa seguito da Minhyuk.
«Ehi, non si saluta più?»
«Scusaci hyung.» I due giovani si inchinarono educatamente e Hyesung sorrise intenerito.
Quei due ragazzini erano sempre sorridenti, sempre educati e gentili e a Hyesung piaceva averli intorno.
«Jonghyun e Yonghwa sono in camera.» I due ragazzini sorriso felici ringraziando Hyesung prima di salire in camera e bussare con delicatezza alla porta della camera.
«Avanti!» Gridò Jonghyun.
Dopo aver ricevuto l'invito ad entrare Jungshin e Minhyuk entrarono nella stanza trovandola immersa nel caos.
«È appena esplosa una bomba qui dentro.» Chiese Minhyuk stando attento a non pestare qualche indumento che giaceva sul pavimento.
«Ehi voi due arrivate proprio al momento giusto ci serviva proprio una mano in più.» Sorrise Jonghyun spuntando da dentro l'armadio.
«Che state facendo?» Chiese Jungshin parlando anche per l'amico.
«Yonghwa si trasferisce qui, stavamo sistemando i suoi vestiti nell'armadio ma per sbaglio la valigia è caduta dal letto e i vestiti si sono sparsi un po dappertutto.» Spiegò Jonghyun.
«Io te l'avevo detto di non metterla sul letto.»
«Ma sul letto viene più comodo prendere i vestiti.»
«Hyung quindi questi sono tuoi?!» Chiese Jungshin prendendo un paio di boxer, gialli con i personaggi dei simpson stampati sopra, dal pavimento mostrandoli a Yonghwa che glieli strappo di mano diventando bordo.
«Questa è colpa tua Jonghyun.»
«Ahahaha, sono solo mutande Yonghwa che ti imbarazzi a fare.» Jonghyun schivò per poco uno schiaffo dell'amico nascondendosi dietro il fratello. «Non fare così Yonghwa sistemiamo tutto e poi andiamo a mangiare qualcosa.» Sorrise Jonghyun accattivante.
I quattro giovani lavorando insieme riuscirono a sistemare la stanza in tempi da record.
«Dio è stato stancante.» Si lamento Yonghwa sdraiato sul letto.
«Non dormire Yonghwa io ho fame.» Si lagnò Jonghyun dal suo posto sul pavimento.
«Vai a mangiare allora, non stressarmi.»
«Anch'io ho fame. Dovreste offrirci la cena dopo tutto l'aiuto che vi abbiamo dato» Disse Minhyuk appoggiando una mano sullo stomaco che iniziava a brontolare.
«Minhyuk ha ragione, anch'io ho fame.» Sorrise Jungshin.
Yonghwa che era rimasto tutto il tempo con gli occhi chiusi li aprì fissando il soffitto basso.
Stava per farlo di nuovo. Stava per accontentare Jungshin. Ogni cosa che il minore chiedeva Yonghwa si sentiva in dovere di accontentarlo. Gli piaceva vedergli quel sorriso radioso dopo che accontentava i suoi capricci e adorava ancora di più accarezzargli i folti capelli e ricevere i sui abbracci di ringraziamento.
«Zuppa di pollo?» Chiese Yonghwa mettendosi a sedere.
«Tteokpokki.» Sorrise Jungshin in direzione del maggiore.
«Okay, tteokpokki.» Acconsentì Yonghwa ricambiando il sorriso.
«Yah, come potete scegliere solo voi, ci siamo anche noi.» Si lamentò Jonghyun
«Anche io voglio mangiare i tteokpokki e anche Eomuk»
«Okay, andiamo a mangiare i tteokpokki...» Concesse Jonghyun ricevendo un forte abbraccio da Minhyuk che ne approfittò per inalare l'odore del suo hyung.
Yonghwa scosse la testa divertito; il suo migliore amico era nella sua stessa situazione, ma c'era da capirli come facevano a resistere a quei due ragazzini sempre sorridenti.

Eric uscì dal suo studio sorridente, aveva firmato un contratto davvero proficuo e adesso aveva solo voglia di festeggiare, ma la sua voglia si spense quando vide il suo migliore amico appoggiato alla sua auto con una faccia funeraria.
«Ehi Sunho che ci fai qui?» Sunho alzò il volto puntando i suoi occhi spenti sull'amico, quando gli fu vicino Sunho allungo la mano porgendo il referto medico ad Eric che lo presse con volto confuso.
«È negativo?» Chiese allarmato.
«Leggi.» Lo spronò Sunho con un gesto della testa. Eric aprì velocemente la busta leggendo il referto medico.
«È tuo figlio. Ma allora perché cazzo hai questa faccia?!»
«Sono un pessimo padre.» Sussurrò Sunho a testa bassa. «L'ho abbandonato per tutti questi anni, l'ho trattato male... come posso essere felice.»
«Perché è tuo figlio.» Gli rispose semplicemente Eric.
«Un figlio che non posso realmente accogliere a braccia aperte. Vivo una vita da schifo con una famiglia da schifo, sono il peggiore.»
«Perché consideri quella la tua famiglia?» Chiese Eric sbalordito. «Jungshin e Jonghyun sono la tua famiglia. Io e i ragazzi siamo la tua famiglia, non quella specie di nobili con la puzza sotto il naso e tanti manici di scopa conficcati su per il culo.» Sunho non pote non sorridere di fronte alla veemenza del suo migliore amico.
«Vorrei poter mandare tutto al diavolo e lasciare quella casa.»
«E allora fallo. Chi ti ferma?» Sunho alzò finalmente lo sguardo sull'amico.
«Che cosa succede se lo faccio?» Chiese l'uomo con tono spento.
Eric appoggiò una mano sulla spalla dell'amico accarezzandogliela. Capiva l'esitazione dell'amico vivere in una famiglia potente come la sua avrebbe reso chiunque insicuro.
Ricordava ancora il giorno prima del suo matrimonio. Avevano bevuto tutti parecchio ma Sunho era l'unico che aveva esagerato. Era salito, tutto traballante, sul bordo in pietra della terrazza dell'hotel dove avevano deciso si festeggiare ed aveva aperto le braccio.
«Se mi butto non potrò sposarmi vero? Ehi, Eric se mi butto il petto smetterà di fare così male?»
Minwoo era riuscito a prenderlo al volo prima che quella serata si trasformasse in un incubo per tutti. Quando toccò terra Sunho scoppiò a piangere, pianse per ore mostrando finalmente il suo volto di ragazzo sensibile e insicuro. Quell'immagine colpì molto tutti loro che si promisero di non far più parola sull'accaduto e di proteggere l'amico per quanto gli era possibile a tutti loro.
«Per il momento non pensarci Sunho. Questa notizia dovrebbe renderti felice e dobbiamo festeggiare!» La mano di Eric strinse la spalla dell'amico sorridendogli con calore. «Passiamo a prendere i ragazzi e ceniamo fuori, sono sicuro che anche Jonghyun sarà felice dei risultati.»
«Grazie Eric, non so proprio cosa farei senza di te.» Sunho strinse velocemente l'amico in un abbraccio per poi sorridergli.

«Hyung ti dico che è vero.»
«Minhyuk non si dicono le bugie.»
«Ma è vero.» Minhyuk si era aggrappato al braccio di Jonghyun strattonandolo con insistenza.
«Non fare così o rischiamo di cadere.» l'ammonì il maggiore facendo imbronciare Minhyuk che si staccò dall'altro. Jonghyun alla vista di quel broncio sbuffò, non gli piaceva vedere quel dolce viso imbronciato, così avvolse le spalle dell'altro con un braccio e stringendolo a se scese le scale. Dietro di loro Jungshin guardò il maggiore al suo fianco desiderando anche lui un intimità del genere come il fratello e l'amico.
«Hyung noi usciamo!» Urlò Jonghyun per farsi sentire da Hyesung.
«Non tornate tardi.» Urlò a sua volta Hyesung dal seminterrato dove aveva allestito una camera oscura d'emergenza.
I ragazzi stavano indossando le proprie scarpe quando la porta d'ingresso si apri. «Dove state andando?» Chiese Eric.
«Andiamo a mangiare i tteokpokki.» Sorrise Jungshin.
«Fatte un altra volta, questa sera andiamo a cena fuori.» Spiegò Eric togliendosi la giacca del completo.
«Può venire anche Minhyuk?!» Chiese Jungshin affiancando Eric che entrando in casa strinse la spalla di Yonghwa sorridendogli.
«Si. Dov'è Hyesung.»
«È di sotto.»
«Hyesung!!» Eric si appoggiò allo stipite della porta che conduceva al seminterrato.
«Che cosa vuoi?»
«Sali che andiamo a cena fuori.»
«A cena fuori?» Chiese Hyesung salendo due gradini e fissando Eric. «Che si festeggia?» Continuò a chiedere.
«Una paternità ritrovata.»





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