lunedì 19 maggio 2014

I Fuggiaschi: Capitolo 20

Sia con il sole alto di giorno e
sia con la luna alta di notte,
Ci sarò sempre a proteggerti
Per il tuo amore
Solo per te


Una settimana dopo

«Dai Elena l'aereo partirà a breve non possiamo perderlo.»
«Non riesco a trovare il mio cellulare.» Sbuffando spazientita Katherine entrò nella camera da letto della pensione che l'aveva ospitato nell'ultima settimana.
«Dio non puoi farmi questo.» Si lamentò Katherine appoggiando un fianco al cassettone di legno antico, che stava proprio di fronte al letto, leccandosi con eccitazione le labbra.
A gattoni sul pavimento Elena teneva la testa sotto il letto tastando il pavimento alla ricerca del telefonino.
«Cosa ti fa credere che il tuo cellulare sia proprio la sotto?» Chiese Katherine avvicinandosi al letto.
«Ieri sera lo avevo dentro la tasca dei jeans prima che tu me li strappasi di dosso.» Spiego Elena uscendo da sotto il letto e mettendosi all'impiedi si voltò ritrovandosi di fronte Katherine che con un sorriso accattivante mostrava il cellulare di Elena tra le sue mani.
«Dove l'hai presso?»
«Nella tasca dei tuoi jeans.» Rispose Katherine palpando il sedere di Elena che sorrise timidamente.
«Faremo tardi...» Ansimò l'umana quando la bocca di Katherine andò a stuzzicargli il collo.
«Siamo già in ritardo.» Le fecce notare la vampira graffiando la gola di Elena con i suoi canini affilati. Elena amava sentire quel contato sulla sua pelle la eccitava il pericolo che la sua donna, dio che goduria definire così Katherine, emanava.
Mille pensieri per niente casti affollarono la mente di Elena che si strinse alla vampira ansimando per avere di più.
Le braccia strette al collo dell'altra, il bacino che strusciava contro quello dell'altra, l'orgasmo che si allargava sotto di se anche se non si era neanche toccata.
Elena portò il collo all'indietro e quando Katherine affondo i denti nella sua gola succhiando avidamente lei venne aggrappandosi con una gamba alla vita della vampira e strusciando il bacino sulla coscia dell'altra.
«Dio cazzo, perché devo assistere a scene del genere tra le mie ex.» Damon si bloccò sulla porta lo sguardo fisso sulle due donne che un tempo aveva amato. «Certo che però è eccitante.» Il vampiro piegò la testa di lato affascinato dalle contrazioni del bacino di Elena.
«Damon se non vuoi che ti cavi gli occhi, vai via.» Il ringhiò di Katherine riportò Damon alla realtà che distolse subito lo sguardo.
«Gli altri vi aspettano di sotto, rischiate di perdere il volo.»
«Prenderemo il prossimo.» Muovendosi ad alta velocità Katherine raggiunse la porta spinse via Damon e la chiuse bloccandola con due giri di chiave per poi voltarsi e fissare con sguardo languido un eccitata Elena che si sbottonava la camicetta.

«Dove siete diretti?» Ash strinse con dolcezza una mano di Hana sorridendogli con i suoi occhi di un limpido verde.
«In Australia lì vivono ancora delle sirene. Papà pensa che possano avere delle informazioni sulle ninfe.» Rispose Hana sorridendo a Cornelia che gli aveva posto quella domanda.

«Capisco. Spero possiate trovare quello che cercate.» Cornelia strinse Hana e Ash in un abbraccio veloce.
«Siete pronti?» Chiese Arthur da dentro l'auto.
«Dobbiamo andare. Prenditi cura di te, e assicurati di avvisarmi quando il piccolino nascerà... siamo una famiglia.» Cornelia si morse il labbro inferiore cercando di trattenere quelle lacrime dispettose che volevano scivolare giù dai suoi occhi. La gravidanza l'aveva resa troppo sensibile.
«Ragazzi sbrigatevi o perdiamo tutti l'aereo.» Ash non ebbe bisogno di urlare, sapeva perfettamente che le persone che aveva richiamato lo avrebbero sentito.
«Ci siamo ci siamo.» Cantilenò Blaise uscendo dalla villa seguita da Ian, Stefan, Faye, Klaus, Mick, Angelus e Damon.
Quinn, Thea e Eric erano partiti giorni prima per incontrare il circolo dell'alba e metterli al corrente di quello che era successo.
«Dove sono Elena e Katherine? Rischiano di perdere l'aereo.» Chiese Cornelia quando Damon gli fu vicino.
«Prenderanno il volo di domani... spero.» Rispose il Vampiro stringendo la sua ragazza.
«È stato bello conoscervi. Sperò avremo altre occasioni più piacevo di incontraci.» Esorti Blaise sorridendo a tutti i presenti.
«Lo speriamo anche noi.» Sorrise a sua volta Stefan parlando a nome di tutti.
Quando l'auto partì allontanandosi sempre di più un leggero venticello iniziò a soffiare portando con se il profumo della libertà.
«Voi tre quando avete intenzione di andarvene?» Chiese Damon quando tutti stavano entrando in casa.
«Non è nostra intenzione andarcene tanto presto.» Sorrise smagliante Klaus.
«Che cosa? Ehi voi questa casa non è un albergo.» Scattò Damon rincorrendo i tre vampiri in casa lasciando dietro di se il fratello con la sua ragazza e Cornelia.
«Pensavo che i tuoi fratelli sarebbero partiti presto.» Sussurrò Stefan fissando con sguardo preoccupato il fratello bisticciare con Klaus.
«Ed è così solo che a Klaus piace dare fastidio a Damon.» Spiego Cornelia con il sorriso sulle labbra.
«Yah tu!» Damon in un impetto di collera aveva afferrato Klaus per il colletto della maglia sollevandolo da terra, dal canto suo Klaus rideva divertito facendo aumentare la rabbia di Damon.
«Damon è il solito avventato, Cornelia dovresti fermarlo.»
«Perché?» Chiese Cornelia con il sorriso sulle labbra. «Quando fa così Damon è davvero sexy.»

6 Mesi dopo
Los Angeles, Cimitero abbandonato

Un corpo volò in aria atterrando su una vecchia lapide che si spezzò sotto un peso massiccio «Questo è giocare sporco, cacciatrice.»
«A questo gioco non ci sono regole, vampiro.» Dalle tenebre apparve una figura minuta che brandiva un coltello dalla lama nera.
«E quello da dove spunta?» Chiese il vampiro mettendosi in piedi e avvicinandosi alla donna.
«Ho i miei posti segreti.» Una nuvola scura che occultava la luna si dilatò lasciando che un raggio di bianco colpisse i lineamenti perfetti del vampiro. Capelli scuri perfettamente pettinati, nonostante il combattimento, mascella squadrata e sguardo perforante. I muscoli possenti del torace si contrassero in simbiosi col ghigno che si formò sulle sue labbra.
«Non accendere la mia fantasia tesoro, porterebbe solo guai.»
La giovane cacciatrice, dai capelli scuri, sorrise facendo roteare il coltello che impugnava.
«Io adoro i guai.» Un fremito di eccitazione scosse il corpo del vampiro quando alla luce della luna intravide il sorriso sensuale della ragazza.
Quel sorriso era portatore di segreti che solo loro due conoscevano.
Delle ombre scure guizzarono ai lati dei due giovani catturando l'attenzione della ragazza che subito calzò i panni della perfetta cacciatrice scandagliando i dintorni con il pugnale ben stretto al petto.
«Rilassati tesoro sono solo quegli idioti dei miei fratelli.» Le mani del vampiro scivolarono sulle braccia scoperte della ragazza facendola rilassare all'istante.
«Un cimitero, sul serio? È questo che fate il sabato sera?» Una delle due ombre si distaccò dall'oscurità immettendosi nella luce lunare e sorridendo alle due figure che gli stavano di fronte.
«Lasciali stare Klaus, questo è il loro modo di essere romantici.» La seconda ombra sfuggì al buio.
«Al diavolo Mick, almeno la mia ragazza sa che sono un vampiro.»
«Perché ha cercato di ucciderti.» Gli ricordò il maggiore dei fratelli appoggiandosi ad una lapide cosi vecchia da aver perso qualunque contorno.
«Perché diavolo siete venuti qui?» Scattò Angel, adesso era così che si faceva chiamare, fissando rabbioso il fratello.
«Stefan ha chiamato, Cornelia sta per avere il bambino.» Klaus sorrise radioso. Al minore dei tre vampiri piaceva avere una vera famiglia. Era infatti l'unico dei tre ad essere rimasto a Mystic Falls, anche se di tanto in tanto gli piaceva sfuggire alla routine andando a tormentare i suoi fratelli che si erano trasferiti a Los Angeles aprendo un agenzia investigativa un po speciale.
«Allora dobbiamo correre da lei.» E con correre Angel intendeva letteralmente correre.
«Se partiamo adesso riusciremo ad arrivare giusto in tempo.» Angel annuì per poi abbassare lo sguardo sulla sua ragazza.
«Voi vampiri avete tutti i vantaggi.» Sorrise la ragazza sollevandosi sulle punte e baciando il suo vampiro con dolcezza. «Ti raggiungo in aereo.» Angel strinse la giovane tra le braccia, la baciò ancora una volta e finalmente la lasciò libera.
«Ciao cognata ci vediamo presto.» La giovane sentì la risata genuina di Klaus risuonare nell'aria prima che i tre vampiri scomparissero nel nulla.
All'improvviso quel cimitero apparve vuoto e desolato mettendo sulla giovane donna un gran senso di inquietudine.
Tenendo stretto il pugnale nella mano Faith, così è il suo nome, decise di tornare a casa alla fine aveva un viaggio da preparare.

Mystic Falls, Pensione dei Salvatore

«Aaaahhh... è colpa tua tutta colpa tua.» In una camera da letto, del piano superiore, Cornelia se ne stava sul letto gambe divaricate e mano stretta in quella di Damon mentre il suo sguardo lo perforava come coltelli affilati.
«Ti odioooo....» Cornelia strinse i denti e chiuse gli occhi mentre un altra ondata di dolore penetrante gli squartava il basso ventre.
«Respira mia cara, respira e spingi.»
«Cazzo, non mi dica quello che devo fare.» Damon sorrise, senza farsi vedere, mentre la sua anima gemella se la prendeva con la dottoressa, del mondo delle tenebre, che la stava aiutando a mettere al mondo il loro bambino.
«Cazzo... Mai più... mai più noi avremmo un bambino.» Cornelia lo urlò stringendo con più forza la mano del vampiro al suo fianco mentre spingeva con tutte le sue forze.

Fuori da quella porta Faye stringeva con forza la mano di Stefan. «Amore mi dispiace ma noi non avremo mai un bambino.» Stefan sorrise per la tenerezza che la paura delle sua ragazza gli infondeva. Non commentò le parole della giovane strega si limitò a baciarla, perché solo il giorno prima era stata lei ad accennare il pensiero di avere un bambino e il vampiro sapeva che passato quel momento di terrore la giovane sarebbe tornata alla carica sull'argomento bambini.
«Perché solo noi donne dobbiamo soffrire così tanto?» Chiese Elena all'ennesimo grido della sorella.
«Perché siamo il sesso forte.» Commentò Katherine immobile di fianco alla sua ragazza. «Solo noi possiamo sopportare tutto questo dolore.»
Una leggera volata di vento e i tre fratelli giunsero di fronte alla porta chiusa di quella camera dove stava venendo al mondo una nuova vita.
«Dimmi che siamo arrivati in tempo.» Ansimò Klaus collassando a terra, era un vampiro ma correre per chilometri e chilometri senza mai fermarti avrebbe stancato chiunque.
Stefan non ebbe modo di parlare perché il pianto disperato di un bambino fecce sorridere tutti i presenti. Quando quel pianto si placò la donna paffuta, che aveva aiutato Cornelia a partorire, usci in corridoio con un grande sorriso sulle labbra.
«È una bambina.» annunciò tutta felice.

«Dio è bellissima.» Dentro la stanza Cornelia teneva la sua bambina tra le braccia con Damon seduto al suo fianco.
«È la cosa più bella che abbia mai visto.» Damon avvicino un dito alla bambina che lo afferrò al volo stringendolo forte nella sua manina.
«È uguale a te.» Sorrise Cornelia con voce commossa mentre ammirava estasiata i cappelli corvini della sua bambina e gli occhi di ghiaccio, era una Damon in miniatura e al femminile.
«Come vuoi chiamarla.» Gli chiese Damon alzando lo sguardo dalla bambina e posandolo sulla sua donna.
«Roseclear. Come la mia mamma.» Sussurrò Cornelia con le lacrime agli occhi.
«Mi piace.» Sorrise Damon baciando la fronte di Cornelia che si strinse a lui insieme alla sua bambina.
«Ehi, mia piccola Rose, benvenuta al mondo.» Come a comprendere il momento felice la bambina gorgoglio felice lasciando intravedere il luccichio di due minuscoli canini.

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