domenica 27 luglio 2014

My Heart is Yours: Parte Due



Nel fitto della foresta oltre l'insediamento dei Licantropi c'è una barriera vibrante di energia, che divide il mondo di Starlighting da quello umano, e basta attraversarla per giungere nel mondo degli umani. Ne L ne Sungkyu avevano mai attraversato quel confine, in 250 anni Sungkyu non aveva mai messo piede fuori dai confini di Starlighting, nonostante uno dei suoi più cari amici abitava sulla terra da ormai decenni. Non che odiasse la terra o avesse discriminazione sui suoi abitanti, solo che si sentiva al sicuro su Starlighting e lì aveva molte persone che amava e si era ripromesso di proteggere. Per questo per lui, al contrario di L che sembrava impaziente di attraversare il confine, era davvero difficile andare sulla terra e vacillava sul bordo di quella barriera.
«Falla finita Sungkyu stiamo solo perdendo tempo, non è la fine del mondo.»
«Non voglio andare.» Si lamentò Sungkyu facendo un passo indietro.
«Dobbiamo andare.» E detto questo L afferrò il bracciò di Sungkyu trascinandolo all'interno della barriera. Un breve attimo, giusto il tempo di chiudere gli occhi, e i due amici si ritrovarono a rotolare sul terreno erboso di un parco giochi. Sul cielo splendeva un forte sole, anche se i due avevano lasciato Starlighting in piena notte.
«L sei un idiota!» Strillò Sungkyu mettendosi in piedi e spazzolandosi i pantaloni neri.
«Ci stavi mettendo troppo tempo a decidere.» Gli disse L sistemandosi la lunga coda della camicia scura.
«E ti sembra il modo di trattarmi? Guarda?!» Strillò il maggiore mostrando un gomito sbucciato da dove fuoriusciva del sangue. «È solo un graffietto.» minimizzò L iniziando a camminare per il parco. «Ma fa male.» Si lagnò Sungkyu seguendo l'amico.
«Mamma guarda quei signori sono vestiti in modo strano» una bambina stringeva con forza la mano della madre mentre guardava con interesse i due ragazzi che ricambiarono lo sguardo con lo stesso interesse. «Cosa hanno i nostri vestiti che non vanno?» Chiese Sungkyu fissando i propri vestiti. «Tesoro non fissarli saranno degli idol.» La madre strattonò la figlia costringendola a camminare.
«Cosa sono degli idol?» Chiese L confuso.
«Non lo so. Ma mi sento offeso. Voglio tornare a casa.» Piagnucolò il maggiore pestando i piedi a terra.
«Dai Sungkyu non fare il bambino. Aiutami a trovare il mio compagno e poi io aiuterò te a trovare il tuo di compagno. Così potremo tornare a casa.» Sungkyu sospirò afflitto ma annuì ugualmente e si decise a seguire l'amico.
«Omma guarda quei tipi strani, sembrano dei guerrieri.» Sungkyu aggrottò la fronte toccandosi l'addome dove sfiorò gli spuntoni della sua corazza addominale.
«L, aspetta.» Sungkyu si bloccò e costrinse il minore a fare altrettanto. «E adesso che cosa c'è?» Chiese L sbuffando. «Qui ci guardano tutti in modo strano. Dobbiamo mimetizzarci agli umani.»
«Mimetizzarci?» Chiese L aggrottando la fronte
«Si, mimetizzarci, ed ho la persona giusta che può aiutarci.»