martedì 21 ottobre 2014

BH: Capitolo 1



Changmin correva senza fiato per le strade di Seoul evitando, il più possibile, tutte quelle persone che affollavano il marciapiede, sempre affollato, di quella via.
Era in ritardo. Gli aveva promesso di essere da lui per le cinque ma il lavoro al centro di accoglienza per animali si era protratto più del dovuto e adesso Changmin, che proprio quel giorno si trovava senza auto, era costretto a correre come un folle per essere puntuale e non mancare alla promessa fatta.
Quando Changmin entrò nell'edificio sudato, senza respiro, e con un fianco che gli doleva si ripromise che dal giorno dopo avrebbe iniziato a correre tutte le mattine con Junsu. Sempre se ci arrivava a domani. Si disse il ragazzo sentendo correre il suo cuore follemente.
Le porte di metallo dell'ascensore si aprirono e Shim Changmin, studente di veterinaria all'ultimo anno, entrò in quella scatola seguito da altre perso.
Si trovava come ogni giorno all'ospedale universitario di Seoul dove, da ormai sei mesi, il suo ragazzo si trovava in coma.
«Buongiorno.» Changmin salutò, con un sorriso sulle labbra, le infermiere del piano che con altrettanto calore ricambiarono il saluto.
Camera 1508
Changmin lasciò che la porta scorresse e prima di entrare si sistemò i capelli in disordine come se Yunho, il suo amato Yunho, potesse vederlo.
«Ciao amore, scusa il ritardo.» Esordì Changmin avvicinandosi al letto del compagno e piegandosi su di lui gli bacio la fronte. «Seungho non sta molto bene e non è potuto venire al rifuggito quindi ho dovuto fare anche il suo lavoro. Mi dispiace.» Sedendosi sulla sedia posta vicino al letto Changmin prese la mano di Yunho, quella dove non erano collegati tubicini o altro, tra le sue accarezzandola dolcemente. «Odio lasciarti da solo.» La mano di Changmin si posò sulla guancia pallida di Yunho accarezzandola. «Non credi di aver dormito abbastanza dormiglione? Svegliati alla svelta e torna da me. Mi manchi.» Nessuna reazione giunse da quel corpo dormiente e Changmin sospirò afflitto gli occhi che velocemente si riempivano di lacrime. «Sei davvero cattivo hyung.» Changmin rimase fino a tardi con Yunho. Il giovane avrebbe desiderato restare con lui per tutta la notte ma aveva fatto una promessa ai suoi amici e poi c'era qualcuno che lo aspettava a casa.
Changmin riusci a trovare un taxi in servizio, anche se ormai era notte fonda, e arrivò a casa in breve tempo.
«Taepoong papà è a casa.» Annunciò Changmin con voce squillante richiamando l'attenzione di un grande Husky Siberiano che gli corse incontro abbaiando in cerca di attenzioni che Changmin gli concesse con il sorriso sulle labbra. «Oggi ho visto Yunho-appa.» Sentendo quel nome familiare il cucciolo mosse rapidamente la coda fissando Changmin con occhi grandi e speranzosi. «Lo so che manca anche a te Taepoong, vedrai che presto papà tornerà da noi.» Sorrise ammaramene il ragazzo accarezzando la testa pelosa del cane. Changmin mise acqua, pulita e fresca, e croccantini nelle ciotole di Taepoong per poi buttarsi sul divano e addormentarsi sfinito.