sabato 19 settembre 2015

YDKL: Capitolo 3



Al tavolo della mensa Hakyeon, Wonsik e Hyuk stavano avendo una conversazione silenziosa mentre i loro sguardi si alternavano sulla figura di Jaehwan che depresso nascondeva il volto nelle sue braccia.
«Probabilmente non sì è connesso al suo account, per questo non ha accettato la tua amicizia.» Iniziò Wonsik un pò insicuro mentre fissava gli atri che annuivano alle sue parole.
«Un ora dopo che gli ho inviato la richiesta d'amicizia ha postato la bellissima foto di due micetti.» Bofonchiò Jaehwan senza alzare lo sguardo dal suo nascondiglio.
«Magari non l'ha vista.» Suggerì Hyuk con un sorriso sincero.
«Lui non vuole saperne niente di me!» Esclamò Jaehwan mentre i suoi occhi si riempivano di lacrime.
«Dai non fare così.» Iniziò Hakyeon appoggiando la mano sulla schiena del migliore amico accarezzandogliela. «Lui non merita il tuo interesse.»
«Invece sì perché lo amo.» Si lagnò Jaehwan mettendo il broncio.
«Questa è colpa tua!» Esclamò Hakyeon fulminando Wonsik con lo sguardo.
«Ehi io sto solo cercando di aiutarlo, al contrario tuo che lo smonti con la tua negatività.»
«Io non sono negativo!» Esclamò Hakyeon furioso tirando un calcio sotto il tavolo alla gamba di Wonsik che gli stava di fronte.
«Ragazzi per favore, non litigate.» Gli chiese Jaehwan con tono triste.
«Senti amico ascoltami...» Iniziò Wonsik avvicinandosi agli altri e iniziando a sussurrare. «Non è la fine del mondo. Semplicemente il piano B è fallito.» Sussurrò Wonsik con fare cospiratorio. «Piano B? Quando siamo arrivati al piano B?» Chiese Jaehwan sussurrando a
sua volta. «Piano A dichiarazione. Piano B contattarlo su Facebook.» Elencò Wonsik tenendo il conto con le dita della mano. «Qual è il piano C?» Chiese Hakyeon sussurrando a sua volta
«Gelosia!» Esclamò Wonsik sorridendo.
«Gelosia?» Chiese Hakyeon aggrottando la fronte. «Quello non vuole saperne nulla di lui come fa a farlo ingelosire?!» Hakyeon si pentì amaramente delle sue parole quando vide il volto di Jaehwan scurirsi improvvisamente.
«Scusa.»
«Non scusarti. Tu hai ragione.» Hakyeon avvolse la vita di Jaehwan con le braccia e affondo la testa nel suo collo. «Sei troppo perfetto per quel tipo.»
«Yah voi due..» Un sorriso sornione spuntò sulle labbra di Wonsik quando Jaehwan e Hakyeon si voltarono a guardarlo. «Perché voi due non vi mettete insieme?» Chiese ancora con quel sorriso sornione.


«Scusate il ritardo.» Wonsik era senza fiato quando arrivò nello spogliatoio della squadra di calcio. «Ehi ragazzo nuovo non siamo qui per giocare cerca di essere puntuale.» Wonsik rimase immobile mentre un tizio più alto di lui e anche più grosso lo spintonò alla fronte con un dito.
«Lascialo stare Seokhun. Cambiatevi.» Il tipo enorme si allontanò da Wonsik ma prima però gli fece un evidente segno che lo teneva d'occhio.
«Hai una giustificazione per il tuo ritardo?» Wonsik fisso negli occhi freddi e distaccati del capitano della squadra di calcio, alias Jung Taekwoon, e scosse la testa.
«Oggi lascio correre perché è il tuo primo allenamento ma la prossima volta porta una giustificazione o non venire affatto.» Wonsik annuì imbarazzato.
«Cambiati.» Wonsik corse al suo armadietto e inizio a cambiarsi con l'uniforme sportiva.
«Ehi Tae-hyung ho sentito in giro che un ragazzo ti ha dichiarato i suoi sentimenti.» Wonsik non si voltò continuò a cambiarsi ma rimase con le orecchie ben aperte sapendo che tutti stavano parlando del suo amico e voleva sapere cosa ne pensava Taekwoon del discorso.
«Il nostro capitano è troppo affascinante per questo anche i froci gli si avvicinano.» Wonsik riconobbe la voce profonda del tizio più grosso di lui alias Seokhun. «Spero che tu gli abbia tirato un bel calcio nel sedere.» Continuò.
«Forse il calcio gli sarebbe piaciuto più del dovuto.» Scherzo un altro membro della squadra e molte risate si alzarono nell'aria.
«Comunque chi è questo frocio?» Chiese Seokhun con uno strano tono nella voce.
«È uno studente del terzo anno del corso d'arte: Lee Jaehwan» Rispose qualcun'altro.
«Non sai un pò troppe cose?!» Chiese la voce dolce di Taekwoon.
«Sei un frocio anche tu?» Chiese Seokhun.
«Yah che cazzo dici?! Lo so solo perché me l'ha detto una ragazza del corso d'arte.»
«Adesso basta.» Intervenne Taekwoon chiudendo il suo armadio. «Tutti in campo.» Wonsik sentì i componenti della squadra uscire uno alla volta dallo spogliatoio e quando penso di essere solo Wonsik chiuse il suo armadietto sospirando pesantemente.
«Forse Hakyeon ha ragione.» Sussurrò a bassa voce il giovane preoccupato da quello che aveva sentito.
«Hai finito.» Wonsik sobbalzò alzando lo sguardo ritrovandosi a fissare il volto serio di Taekwoon.
«S-sì.» Balbetto Wonsik con il cuore che gli batteva a mille.
«Allora corri in campo.» Wonsik non se lo fecce ripetere due volte e corse fuori dalla stanza lasciando da solo Taekwoon che chiuse con un pò troppa forza un armadietto rimasto aperto.


Il corso d'arte, di solito, insieme a quello di cucina e recitazione era uno dei primi a finire; solo che ogni volta Jaehwan restava più del dovuto perché si concentrava meglio nel silenzio dell'aula vuota. E poi al giovane gli piaceva lavorare sui suoi disegni speciali quando era da solo in aula. Con il disegno di Taekwoon sul cavalletto Jaehwan stava definendo alcuni dettagli nelle farfalle colorandole con un brillante tonalità di giallo. Jaehwan era così impegnato nel suo disegno che non si accorse del tempo che scorreva fino a quando non guardo il cielo scuro fuori dalla finestra.
«Dannazione, rischio di perdere l'ultimo autobus.» Jaehwan raccolse in fretta e furia le sue cose e velocemente si avviò per i corridoi silenziosi della scuola.
«Mamma mi uccide se arrivo anche oggi in ritardo.» Si lamentò Jaehwan a voce alta. «È tutta colpa di Hakyeon, poteva anche mandarmi un messaggio.» Jaehwan aumento il passo quando la suggestione gli disse che qualcuno lo seguiva, il giovane era così concentrato a guardarsi alle spalle che non si accorse di andare addosso a qualcuno fino a quando non fu troppo tardi. Jaehwan finì con il sedere a terra e l'album da disegno aperto sul pavimento con tutti i suoi lavori sparpagliati in giro.
«Allora è vero che sei un frocio.» Jaehwan sgranò gli occhi quando sentì quelle parole pronunciate da una voce profonda e graffiante e alzando lo sguardo vide un ragazzo alto e robusto prendere il suo ultimo lavoro in mano e straparlo in due, poi in quattro e infine lo lanciò in aria lasciando che i pezzetti del suo disegno ricadessero sul pavimento. Jaehwan era sconvolto e fissava quei pezzi di carta con sguardo sgranato.
«Odio proprio i froci come te.» Ghigno il tipo dalla voce profonda pestando un altro disegno di Jaehwan con lo stesso soggetto.
«Chi ti ha dato il permesso di avvicinarti al mio capitano e contaminarlo con la tua depravazione.» Jaehwan si sentì la terra mancare da sotto i piedi e anche l'aria quando l'altro ragazzo lo afferrò per il colletto della camicia per poi scaraventandolo nuovamente a terra con tanta forza da fa mancare il respiro a Jaehwan.
«Credi che tutti debbano essere malati come te?!» Jaehwan si sentì ancora una volta l'aria lasciargli i polmoni quando un calcio lo colpi all'addome.
«Frocio di merda.» Jaehwan non sapeva come reagire quando l'energumeno lo afferrò per la camicia e iniziò a tirargli pugni al volto.
«Il mio capitano odia i tipi come te.» Il tipo scaraventò Jaehwan a terra facendogli sbattere con forza la testa sul pavimento. La vista di Jaehwan per un attimo si annebbiò ma tornò lucida quando un altro calcio lo colpì in pieno stomaco.
«Frocio del cazzo.» Jaehwan si sentì afferrare per la camicia ancora una volta e si preparò a ricevere altri pugni ma una voce fermò tutto.
«Se fossi in te lo lascerei andare.» Quella voce era spavalda ma anche ferma e decisa.
«Che cazzo vuoi, stronzo.» Jaehwan sentì la pressa allentarsi e il tipo allontanarsi da lui. «Pensi che visto che fai paura all'intera scuola anche io avrò paura di te?»
«Perché pensi che le persone abbiano paura di me?!» Chiese il nuovo arrivato divertito. Jaehwan cerco di alzarsi e per quel poco che ci riuscì vide il volto perfetto del ragazzo più temuto della scuola: Lee Jong Hyun.
«Sei solo feccia. Spazzatura della sezione D, ecco perché fai paura.»
«Io avrei detto perché io sono il re di questa scuola e tu solo... beh tu sei solo un emerito coglione che se la prende con i più deboli.»
«Vuoi prenderti qualche bel pugno anche tu.»
«Sono tutto tuo.» Scherzo Jonghyun allargando le braccia. L'energumeno dalla voce profonda non si fecce ripetere l'invito due volte e si scaravento addosso a Jonghyun solo che le cose non andarono come lui voleva. Jonghyun bloccò con facilità i pugni dell'avversario e ricambiò l'attacco colpendo con forza il volto dell'altro che barcollò all'indietro.
«Non pensi che sarà divertente quando domani la notizia che sei stato picchiato da un frocio farà il giro della scuola?!» Jonghyun tirò un calcio perfetto nello stomaco dell'altro che cade a terra.
«Io odio i tipi come te.» Sussurrò Jonghyun. «E odio anche i tipi come il tuo capitano che fanno fare il lavoro sporco agli altri.» Jaehwan sgranò gli occhi di fronte a quelle parole sussurrate mentre gli occhi gli si velavano di lacrime. Jonghyun afferrò l'altro ragazzo per la camicia alzandolo con una facilità impressionante da terra per poi sbatterlo contro gli armadietti. «Credi che essendo della sezione A tu sia intoccabile, ma ti sbagli. Picchialo di nuovo e io ti faccio scoprire il vero dolore di toccare qualcuno della D.» Jonghyun tirò un pugno al volto del ragazzo così forte da sentire il rumore dell'oso del naso che veniva rotto. «Gira il messaggio anche al tuo capitano.» Il ragazzo si portò le mani al naso spaventato e dopo un ultima occhiata a Jonghyun corse via.
«Dovevo dargli una lezione molto prima.» Sussurrò Jonghyun piegandosi a raccogliere i fogli dei disegni di Jaehwan che ancora sconvolto fissava il maggiore.
«Sei bravo.» Disse infine consegnando la cartellina a Jaehwan. «Ma dovresti cambiare soggetto. Magari qualcuno che merita di più di essere disegnato con così tanto sentimento.»
«L-lui non è così.» Balbetto Jaehwan mentre alcune lacrime gli rigavano il volto.
«Non conosci mai realmente una persona, fin quando non vedi uscire fuori i suoi lati peggiori.» Jonghyun allungò la mano verso Jaehwan. «Riesci ad alzarti.»
«Non lo so.» Sussurrò Jaehwan a bassa voce mentre le lacrime continuavano ad uscire. Jonghyun si piegò e passando un braccio di Jaehwan attorno al collo lo aiuto ad alzarsi e poi a camminare.
«Perché mi stai aiutando?!» Chiese Jaehwan alzando lo sguardo sul maggiore.
«Perché odio quando i più forti se la prendono con i più deboli.»
«Gli hai rotto il naso.»

«Aveva bisogno di un promemoria.» Disse Jonghyun. «Adesso sa che non deve più metterti le mani addosso.»

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