lunedì 19 ottobre 2015

La Giada Nera: Capitolo 16


Dal diario del consiglio.
9 Ottobre 2012

Oggi la giovane Faye Chamberlain ha perso il bambino che aspettava.
Erano imminenti le sue nozze con mio nipote Klaus Hale e quest'evento sembra aver cambiato un po' la situazione. Faye sta fisicamente bene ma la perdita di un figlio è un dolore che difficilmente si dimentica. Klaus ha dovuto affrontare una scelta davvero difficile che un uomo innamorato non dovrebbe mai fare.Questo gli peserà molto sulla coscienza e solo il tempo e l'amore potrà aiutare questa giovane coppia.

Autore: Giuseppe Salvatore



«Sono preoccupata.» Dico fissando il cellulare.
«Non risponde ancora?!» Mi chiede Ash sedendosi al mio fianco e avvolgendo le mie spalle con il suo caldo braccio.
«No.» Rispondo preoccupata. «Ho chiamato Maya, Stiles... ho persino chiamato Damon ma nessuno di loro risponde.»
«Magari non sentono il telefono.» Guardo Ash con scetticismo, sta cercando di tranquillizzarmi lo so bene, ma il suo sguardo scuro lo tradisce; anche lui è preoccupato.
«Credi che sia successo qualcosa? Pensi che Elena gli abbia fatto qualcosa?!» Entro subito nel panico e il cuore inizia a battermi forte.
«Stai calma.» Mi sussurra Ash stringendomi tra le braccia. «Non gli è successo nulla, Elena non può fargli nulla e anche se ci provasse. Klaus, Damon e anche Derek la fermerebbero immediatamente. Mio cugino è l'alpha, il capo di tutti i lupi, è davvero forte, non devi preoccuparti.» Annuisco anche se la paura aleggia ancora dentro di me. Sarò tranquilla solo quando riuscirò a mettermi in contatto con Maya.
«Oh, siete qui?!» Io e Ash alziamo lo sguardo su Vishous uno dei guerrieri del pugnale nero che ci ospita. Durante il mio viaggio verso Caldwell ho scoperto che ci sono diversi tipi di vampiri. Ci sono i vampiri come Ash e la sua famiglia che possono uscire al sole grazie a degli anelli magici, che possono bere qualunque tipo di sangue e che posso trasformare gli umani in propri simili. Questi vampiri sono chiamati vampiri originali e vivo all'interno della comunità del mondo delle tenebre. Poi ci sono i vampiri del vecchio continente, loro non posso uscire al sole, non usano il potere degli anelli solari, possono bere solo il sangue dei loro simili e non riescono a trasformare gli umani in vampiri. Tutti loro si considerano figli della vergine Scriba. Vivono indipendenti dal regno delle tenebre hanno un sovrano, che mi sta ospitando in casa sua, e dei nemici che attentano alla propria razza.
Ash mi ha spiegato che loro non sono gli unici vampiri e che nel mondo ci sono ancora altri tipi di vampiri, in Romania, per esempio, ci sono vampiri capaci di trasformarsi sul serio in pipistrelli e che in Corea ce ne sono altri che possono uscire alla luce del sole senza il bisogno di anelli e che non si nutrono del sangue delle persone ma delle loro emozioni.
Il mondo non appartiene solo agli esseri umani ma anche a tantissime creature di cui non avevo mai neanche immaginato l'esistenza.
«Cercavamo di metterci in contatto con i nostri amici, a Mystic Fall, ma non ci riusciamo.» Spiega Ash.
«Dev'essere successo qualcosa.» Dico io preoccupata.
«Se Klaus e gli altri avessero bisogno di aiuto ci chiamerebbero.» Mi assicura Vishous in tono gentile. «Venite gli altri vi aspettano per il primo pasto.»
«Arriviamo.» Assicura Ash e Vishous lasciò la stanza senza aggiungere altro.
«Sono così alti e massicci. Mi sento una formica di fianco a loro.» Dico quando restiamo soli. «Non dirlo a me. Mi sento invisibile ogni volta che qualcuno di loro è in stanza con noi. I tuoi occhi si piazzano sui loro muscoli e ti brillano.»
«Non è vero!» Dico colpendo il braccio di Ash.
«È vero!» Afferma lui strattonandomi una guancia. «Ma sono tranquillo perché so che tu non mi lasceresti mai per uno di loro. E sai perché?»
«Perché hanno tutte delle compagne?» Scherzo, ma anche poi non tanto visto che un pensierino su qualcuno di loro mi è anche scappato, ma meglio che questo ad Ash non lo dico. «No, stupida. Perché so che tu mi ami. Perché mi ami vero?»
Strano a dirsi ma vero, anche con queste statue greche ad accendermi la fantasia e la libido, Ash resta il mio solo è unico amore. «Certo che ti amo. E non vedo l'ora di passare la mia intera eternità con te.»


«Cosa stai facendo?» Chiedo quando trovo Stiles nella piscina della scuola con i piedi ammollo nell'acqua.
«Mi nascondo da mio padre.» Mi risponde Stiles dopo la sorpresa iniziale.
«Perché?» Chiedo togliendomi le scarpe e imitando Stiles sedendosi al suo fianco.
«Nell'ultimo periodo, per colpa di qualcuno, non mi sono concentrato sullo studio ed ho sicuramente dei pessimi voti, e non voglio incombere nella furia di mio padre.» Dice Stiles e il senso di colpa mi colpisce. «Mi dispiace.» Dico istintivamente e Stiles si limita a fare spallucce.
«Sul serio Stiles mi dispiace non avrei mai dovuto morderti.»
«Quel che è fatto è fatto. Non si può più tornare indietro.»
«Scusa.» Dico ancora una volta, e sembro così patetico che se Damon mi vedesse mi rinfaccerebbe la cosa da qui a l'eternità.
«Smettila di scusarti. Non credo che tu l'abbia fatto con cattive intenzioni. E poi hai un bel sedere.»
«Cosa?» Ho sentito bene?
«Niente.» Ridacchia Stiles e mi sa proprio che ho sentito bene.
«Hai appena detto che ho un bel sedere?!» Chiedo.
«Maya l'ha detto e anche Katherine.» Mi dice Stiles e anche se la sua voce è ferma posso percepire l'agitazione che aleggia in lui.
«Adesso non sono state Maya e Katherine a dirlo. Ma tu.» Gli dico e posso iniziare a percepire uno strano sentimento aleggiare intorno a noi.
Stiles si volta a guardarmi e i nostri occhi si incontrano per la prima volta da quando abbiamo iniziato a parlare. Ed è un sentimento strano quello che sento nascere in me mentre Stiles si avvicina aggrappandosi alle mie braccia.
Ha un profumo così buono.
Siamo vicini nel baciarci quando un applauso alle nostre spalle rompe la bolla d'incanto in cui ci eravamo rifugiati.
Io e Stiles ci voltiamo trovandoci di fronte Elena tutta sorridente. «Siete davvero una coppia... disgustosa.» Mi alzo velocemente trascinando con me anche Stiles.
«Vi aspettavate che dicessi bellissima?!» Chiese Elena in tono divertito. Ma ne io ne Stiles le prestiamo il minimo interesse.
Al momento il mio unico pensiero e al modo più veloce per far uscire Stiles da qui.
«Poveri illusi. Siete spacciati!» Canticchia Elena mentre l'unica via d'uscita sbatte rumorosamente, chiudendosi alle sue spalle.
«Ho bisogno d'informazione Derek, in memoria della nostra amicizia parla senza fare storie e forse ti lascerò vivo.»
«Amicizia? Noi non siamo mai stati amici!» Dico rabbioso piazzandomi di fronte a Stiles.
«Questo è fare storie lo sai?! Bene non dire che poi non ti avevo avvisato lupacchiotto.» Elena corre veloce verso di me e senza neanche darmi il tempo di reagire mi afferra per il collo sollevandomi da terra e stringendo sempre più forte la pressa rischiando di spezzarmi il collo.
«Lascialo andare!» Sento urlare da Stiles pieno di paura.
«Quel lurido ibrido inizia ad arrabbiarsi.» Ride Elena in modo agghiacciante. «Scusami un attimo Derek, torno subito da te, trattieni il fiato.» Sgrano gli occhi sorpreso quando con una forze fuori dal normale, persino per un vampiro, Elena mi lancia verso la piscina facendomi sprofondare. L'ultima cosa che riesco a percepire prima che l'acqua mi riempia i polmoni e la voce di Stiles che chiama il mio nome.


«Allora...»
«Allora...»
Io e Maya parliamo insieme e sempre insieme sorridiamo per quel piccolo incidente.
«Okay prima tu.» Le dico invitandola a parlare e lei mi sorride e giuro di aver sentito qualcosa vibrare dentro di me.
«Come sta Stefan? Ci sono dei miglioramenti?» Mi chiede e io sospiro a quella domanda.
«È sempre lo stesso. Credo che tornerà in se solo quando Elena scioglierà la soggezione.»
«O morirà.» Suggerisce Maya in un sussurrò, che riecheggia per le mura della palestra dove ci siamo andati a “nascondere” da tutta la confusione che affolla la scuola.
«È cattivo da parte mia volere che lei muoia?» Mi chiede Maya guardandomi. «E che ha fatto così tante cose cattive...»
«Non devi giustificarti.» Le dico prendendole la mano e stringendola nella mia. «Tu non sei l'unica a volere che lei muoia.»
«Temo che comunque ucciderla non sarà facile.» Alzo lo sguardo e resto sorpreso di fronte alla persona che ha parlato.
«Lady Arisa, cosa ci fa lei qui?!» Dico perplesso.
Come ha fatto ad entrare senza che me ne rendessi conto.
«Grazie al mio aiuto Elena è diventata più forte di qualsiasi altro vampiro.» Maya mi stringe forte la mano. «Chi sei?!» È evidente che quella non è Lady Arisa.
«Sono stato molte persone nel corso della storia.» Il corpo di Lady Arisa inizia a mutare diventando Falk de Villiers, ma quella forma non dura molto e cambia nel volto di un altro uomo, nel giro di poco tempo, come della creta morbida, molti e diverse persone si sono susseguite di fronte ai miei occhi e a quelli di Maya.
«Cadevo...» Sussurrò a denti stretti. Quel mutamento continuo si blocca sulla figura di una donna dalla carnagione scura e i ricci neri.
«Sembrerà strano detto così. Ma mi piace prendere le sembianze di una donna. Perché il mio corpo cambia ovunque.»
«Disgustoso!» Esclamo stringendo forte la mano di Maya che inizio a sentir tremare.
«Tu devi essere Damon Salvatore, vero?! Ah~~ è stato un vero piacere uccidere tuo padre.»
«Brutto figlio di puttana!!» Esclamo pieno di rabbia mentre lui ride divertito.
«La tua famiglia si sta un po' riducendo all'osso, non trovi anche tu?! Tuo padre è morto, tuo zio è morto, tuo fratello è ridotto ad un vegetale... divertente.»
«Ti sta provocando...» Mi sussurra Maya al mio fianco trattenendomi quando cerco di attaccare Cadevo.
«Chi è la tua cara amica?! Umana dire dall'odore.» Dice Cadevo inspirando affondo. «Ai miei tempi ci erano vietati i contati con gli umano. Feccia, creature inutili perché avere contati con loro? Mischiarsi a loro porta solo ad inutili complicazioni... ma voi... voi creature di quest'epoca vi accoppiate con gli umani e date vita ad obbrobri, ibridi umani... che schifo!»
«Cosa vuoi? Perché sei qui?» Chiedo.
«Voglio informazioni che spero tu abbia per avere salva la vita. Oh beh forse proprio salva non direi... io non sono il tipo clemente che risparmia le sue vittime, sono più il serial Killer che uccide senza pietà.» Cadevo si avvicina lentamente a noi, passo dopo passo, con una calma snervante.
«Tuo padre ha nascosto qualcosa molto importante per me. Tu sai dove?»
«Non so di cosa tu stia parlando.»
«Riformulo la domanda. Tuo ha presso qualcosa di mio lo rivoglio adesso. Tu devi dirmi dov'è.»
«Ti darò la mia risposta. Vaffanculo!»
«Stupido vampiro.» Ringhia Cadevo e prima che me ne renda conto, con una velocità sorprendente, ci è di fronte, ma non muove un solo dito contro di me al contrario afferra Maya per il braccio e strappandola dalla mia pressa la lancia come una bambola di pezza per la palestra facendola sbattere con forza contro una parete.
«Maya!» Urlò pieno di terrore quando la vedo accasciarsi a terra con una chiazza di sangue che si allarga sotto la sua testa.
«Adesso vuoi parlare?!» Mi chiede Cadevo allungando le labbra in un sorriso.
Qualcosa dentro di me scatta e una rabbia che non ho mai provato mi spinge a reagire.
Senza nessun freno, senza nessun pensiero che non fosse: Muori bastardo.

Mi scaravento addosso a Cadevo pronto ad ucciderlo.

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