lunedì 26 ottobre 2015

La Giada Nera: Capitolo 17


Dal diario del consiglio.

Oggi i coniugi Gilbert hanno dato alla luce due splendide bambine.
È stata una magnifica sorpresa scoprire che la coppia non aspettava una sola bambina, come si era sempre creduto, ma bensì due.
Oggi la famiglia Gilbert è stata benedetta due volte dall'amore.

Autore: Lucas Montrose


«Derek non ha mai imparato a nuota, strano perché i cani sono ottimi nuotatoti per natura.»
«Tu sei pazza!» Urlo pieno di rabbia fissando Elena che veloce si avvicina a me e con occhi sgranati e opachi mi fissa con un sorriso sghembo. «Questo non è niente, Sono pronta a fare le cose più folli. Questa sera il sangue deve scorrere a fiumi.»
«Tu... Tu...»
«Sei così divertente.» Ride Elena allontanandosi di qualche passo, uso quella frazione di secondi, che lei mi da le spalle, per tirare fuori il cellulare dalla mia tasca e chiamare Katherine, per fortuna lei è l'ultimo numero che ho chiamato.
«Che intenzioni hai?» Le chiedo e lei si volta mentre io nascondo il cellulare dietro la schiena. «Uccidervi tutti, dal primo all'ultimo.»
«Perché? Cosa ti abbiamo fatto?» Le chiedo ancora una volta con voce implorante.
«Esistete è questo il problema. Voi tutti mi date la nausea, con le vostre stupide emozioni e i comportamenti infantili. Siamo la razza più potente che esista al mondo eppure vi comportate come degli idioti che pensano solo ai propri sentimenti e emozione. Siete la cosa che più odio...»
«La cosa e reciproca sorella!» Katherine entra facendo sbattere la porta della piscina e si scaglia contro Elena dandole un pugno in viso. «Questo era per Stefan stronza!» Sento dire da Katherine dopo che tira un altro pugno a Elena. Non presto molta attenzione alle due e senza perdere altro tempo mi tuffo in piscina nuotando verso il fondo dove intravedo Derek galleggiare inerme, nuoto più veloce che posso. Una volta raggiunto lo afferro per il braccio e stringendolo forte risalgo in superficie portandolo con me.
Ringrazio infinitamente mio padre e tutte le volte che mi ha portato al lago in campeggio dove mi ha insegnato a nuotare.
Trascino Derek al bordo della piscina dove Klaus arrivato insieme a Faye mi aiuta a tirarlo fuori. Faye inizia a praticargli il massaggio cardiaco e io non so cosa fare.
Seduto lì di fianco a Derek sento il cuore battermi forte e le lacrime pungermi gli occhi.
«Che cosa è successo?» Mi chiede Klaus, anche lui abbastanza spaventato alla vista dello stato del fratello.
«Elena l'ha buttato in piscina. È incredibilmente forte, ha una forza fuori dal comune.» Proprio in quel momento sentiamo l'urlo di Katherine.
«Aiuta Kat!» Dice Faye rivolta a Klaus senza smettere di praticare il massaggio cardiaco su Derek. Klaus guarda Derek insicuro ma un altro strillo di Katherine lo fa correre verso la vampira.
«Stupido, stupido lupo! Riprenditi!!» Grida Faye colpendo il petto di Derek con dei poderosi pugni. Le lacrime iniziano a scivolarmi sulle guance quando l'angoscia che Derek potrebbe non svegliarsi mi attanaglia lo stomaco.
«Oh dio Derek...» Un singhiozzo mi sfugge tra le lacrime Faye continua a colpire il petto di Derek. Quando stiamo ormai per perdere le speranze la strega colpisce con ancora più forza e a quel punto tra un colpo di tosse e l'altro Derek rigurgita parte dell'acqua che aveva mandato giù.
«Grazie...» Dico a Faye prima di abbracciare Derek che ancora stordito ricambia debolmente l'abbraccio.


Mi ero scagliata contro Elena riempiendola di pugni, pensavo di avere la meglio su di lei, ma sorprendentemente Elena aveva ribaltato la situazione scaraventandomi contro il muro e tirandomi calci all'addome.
L'arrivo di Klaus e il suo pronto intervento mi aiutano a sfuggire alla furia di Elena che sembra non stancarsi mai e per quante volte venga colpita non sembra subirne effetto.
Usando una forza fuori dal comune, anche per noi vampiri, Elena afferra Klaus per il collo. «Mi prenderò il tuo cuore e lo mangerò lentamente.» Mi avvicino ad Elena e l'afferro per i capelli tirandogli con forza, ma lei non si smuove e con uno schiaffo mi scaraventa a terra. Rimettendomi in piedi mi accorgo di avere una manciata di capelli di Elena nella mia mano e che questi adesso stano perdendo sempre più colore diventando bianchi, consumandosi nella mia mano, e diventando cenere.
«Maximo Dolorem!» Faye punta una mano alla testa di Elena e lei si accascia a terra lasciando andare Klaus. Elena adesso si trova in ginocchio a tenersi la testa dolorante.
«Puttana.» Sussurra Klaus massaggiandosi il collo.
Mentre Faye la tiene ancora a terra procurandogli un dolore lancinante alla testa, Klaus da un calcio nello stomaco di Elena facendola accasciare su se stessa a quel punto Faye la lascia andare. «Catenulis Interposuit!» Pronuncia Faye tracciando delle linee immaginarie di fronte a se.
«Questo la terrà buona per un po'.» Annuncia Faye.
«Traditrice bastarda!» Urla Elena infuriata strattonando le braccia come se avesse delle catene invisibili che la trattengono.
«Non sono una traditrice, perché non sono mai stata dalla tua parte.» Chiarisce Faye.
«Che ne facciamo di lei?!» Chiede Derek quando si avvicina aiutato da Stiles.
«Pensate di potermi trattenere?!» Chiede Elena con un ghigno che le deforma completamente il volto. «Non mi avrete mai!» Urla Elena e con una forza straordinaria si libera dell'incantesimo incatenante di Faye scappando via.
«Inseguiamola, non possiamo lasciarla andare via!» Urla Klaus scomparendo dietro Elena.
«Quella non è Elena.» Sussurro.
«Cosa?!» Mi chiede Faye guardandomi. «Di che parli?»
«Nessun vampiro può avere quella forza e i suoi capelli. Le ho strappato i capelli e questi sono diventati cenere.» Mi guardo le mani ancora sporche dai capelli di Elena. «C'è qualcosa di strano.» L'insicurezza inizia ad insinuarsi in me.
«Se quella non è Elena come dici tu, allora chi diavolo è?» Chiede Derek confuso.
«Non ne ho la più pallida idea.» Sussurrò confusa.


La testa mi fa malissimo, anche la spalla e la schiena hanno continui spasmi di dolore specialmente quando cerco di mettermi seduta ci provo più volte e quando ci riesco, anche se in una posizione scomoda, mi decido ad aprire gli occhi che avevo tenuto per tutto il tempo chiusi, ed è doloroso. Non solo perché quando lo faccio la mia testa scoppia dal dolore ma anche perché tra la vista annebbiata intravedo un sanguinante e decisamente in pessima difficoltà Damon che si scontra contro Cadevo. «Damon...» Sussurrò pianissimo. Vorrei alzarmi e correre in suo aiuto ma non ho per niente forze.
Cadevo ha la meglio su Damon ed ho paura che possa succedere il peggio. Le lacrime iniziano a cadere dai miei occhi e facendomi più forza possibile, e appoggiando le spalle al muro, mi alzo sulle gambe tremanti.
«Lascialo andare!» Strillo forte, e quell'urlo e una pugnalata alla mia testa. Cadevo lascia andare Damon che si accascia a terra e si volta verso di me.
«Voi umani siete delle erbacce che non muoiono mai. Venite calpestati continuamente eppure ricrescente sempre e sempre di più.» Il terrore si impadronisce di me, ed inizio a tremare, quando vedo Cadevo avvicinarsi.
«Trema, trema bella fogliolina presto il vento ti soffierà via.» Una volata di vento improvvisa mi fa chiudere gli occhi e quando li riapro vedo la schiena di Damon che si è posizionato di fronte a me per proteggermi. «Prima devi passare sul mio corpo.»
«È facile spazzare via una casa di paglia.» Cadevo si avvicina ancora di più e Damon sì irrigidisce stringendo con forza i pugni.
«Voi Salvatore date troppo peso al nome che portate, vi credete degli eroi.»
«E che loro portano onore al nome che portano.» Parla qualcuno alle spalle di Cadevo che sì immobilizza stringendo le labbra.
«Sebastian...» Ringhia Cadevo voltandosi.
«È da n po' che non ci vediamo...» Dall'ombra esce una figura dai capelli biondi e la barba incolta con un sorrisino ironico stampato in volto. Gli occhi chiari di quell'uomo si possano su di me, e sono così calorosi ed espressivi che mi rassicurano all'istante.
Mentre il Conte Cadevo sì allontana da noi io mi lascio scivolare a terra scoppiando in lacrime. «Stai bene?» Mi chiede Damon scrutandomi.
«Sicuramente sto meglio di te.» Gli dico tra le lacrime.
«Ho visto del sangue... Ho pensato che...» Dice Damon confuso per poi stringermi nel suo abbraccio. «Le mie ferite guariscono, ricordi?!» Sussurrò nell'orecchio di Damon.
E mentre Damon mi stringe ancora di più mi rendo conto di non sentire più dolore alla schiena ne alla spalla. La mia parte per metà vampira mi stava lentamente guarendo.
«Che cosa ci fa lui qui?» Chiedo puntando lo sguardo su Sebastian e Cadevo che ancora si scrutano l'uno di fronte all'altro.
«Non lo so. Ma è una fortuna che sia arrivato.» Sotto i miei occhi anche le ferite di Damon si rimarginano facilmente.
Mentre la nostra attenzione è focalizzata su Sebastian e Cadevo le porte della palestra si aprono sotto una forte spinta e ne entrano Elena con un Klaus che cerca di strangolarla.
«Conte aiutami.» Implora Elena allungando lo sguardo sul conte che la guarda di sbieco con un occhiata per niente interessa.
«Inutile serva.» Sussurra per poi ignorarla completamente.
Klaus spinge con forza una mano nel petto di Elena strappandole il cuore estraendolo dalla cassa toracica, solo che subito succede qualcosa di strano. Il cuore tra le mani di Klaus diventa cenere cosi come anche il corpo di Elena.
«È normale che faccia così?» Chiedo rivolta a Damon. «Per niente.» Sussurra Damon sconvolto. «Lo sapevo. Questa non è Elena!» Esclama Katherine.
«Ti sbagli giovane Gilbert.» Dice Cadevo allontanandosi velocemente da Sebastian e posizionandosi vicino ad una delle finestra. «Quella è Elena.»
«Non può essere. Nessun vampiro diventa cenere alla morte.» Urla Katherine.
«Perché lei non era un vampiro, lei non è mai esistita, lei era una mia creazione.»
«Cosa?!» La rivelazione di quella notizia sorprende tutti.
«Diciassette anni fa ho introdotto una parte della mia magia dentro tua madre, la mia creatura si è nutrita della sua energia, del suo sangue e delle tue sembianze. Siete nate due bambine in piena salute, quando in realtà ne doveva nascere soltanto una. È stato un piacere parlare con voi ma adesso--»
«Dove credi di andare?!» Una figura femminile si materializza alle spalle di Cadevo e afferrandolo per la testa lo spinge verso il basso ai piedi di un altro uomo dai capelli scuri che si materializza al fianco di Sebastian.
«Quello è il nostro professore di storia.» Sussurro incredula.
«Ed è anche un vampiro a quando pare.» Afferma Damon quando il professore Felix Luexodus fa mostra dei suoi canini.
«Ho aspettato per 455 anni questo momento, pensi che ti lascerò andare così facilmente.» Ringhia la donna mostrando due canini affilati.
«Persi che adesso sia più facile uccidermi che non 455 anni fa?! Sono lo stesso di sempre.» La donna ringhia forte e afferrando per il collo Cadevo gli perfora la carne con i denti. Fu una scena così cruenta che chiusi gli occhi istintivamente. «Sì molto più facile. Perché mentre tu con l'avanzare degli anni sei diventato più debole noi siamo diventati più forti!» Cadevo si vide accerchiato da tre figure. «Ti faremo a pezzi cancellandoti dall'umanità!» Esclama Sebastian.
Metto le mani sulle orecchie terrorizzata quando le urla di Cadevo iniziano a farsi forti e strazianti, mentre Damon mi stringe a lui nascondendo il mio volto nel suo ampio petto.
Le urla di Cadevo non durano molto e alla fine il silenzio avvolge la palestra.
«L'avete ridotto in poltiglia.» Sento sussurrare da Katherine e io mi aggrappo ancora di più a Damon. «I mutaforme non muoiono facilmente.» Dice Sebastian. «Possono rigenerare le parti del corpo che gli vengono strappate. Per questo abbiamo fatto in modo di non lasciare parti intere.»
«Tentammo di ucciderlo anche secoli fa, ma lui a quel tempo era molto più forte e siamo dovuto scappare via. Adesso noi siamo più forti e lui non ha avuto via di scampo.» Dice la donna, che mi rendo conto solo adesso è mia madre. «Era l'unico modo per sbarazzarsi di lui.» Spiega Felix, forse vedendo la faccia disgustata di qualcuno.
«Perché non l'avete fatto mesi o anni prima?!» Chiese Derek.
«Perché prima si nascondeva.» Spiega Klaus, che era sempre stato a conoscenza del piano. «Avevamo bisogno che lui venisse allo scoperto.»
«Adesso è finita? » Chiedo aprendo gli occhi ma senza allontanarmi da Damon.

«Sì adesso è finita.» 

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