sabato 31 ottobre 2015

YDKL: Capitolo 9



Hongbin chiuse il suo armadio con la delusione nello sguardo. Erano un paio di giorni che non riceveva nessun fiore e la paura che il suo ammiratore segreto avesse smesso di volerlo iniziavano a far tremare il cuore del bel ballerino.
«Ti è morto il gatto?» Chiese Taekwoon quando raggiunse Hongbin fuori dalla struttura scolastica.
«Lo sai che non ho un gatto.»
«Allora perché hai quel muso lungo?»
«Non ricevo più rose.» Rispose Hongbin dopo un grande sospiro.
«Tutto qui?!»
«Tutto qui?! Hai la più pallida idea di come mi sento? Perché smettere all'improvviso di mandarmi dei fiori?! Perché? Perché?»
«Non sono un esperto...» Inizia Taekwoon lanciando un occhiata al minore. «Ma probabilmente si è stancato di te!»
«Cosa?!» Urla Hongbin attirando l'attenzione su di se.
«Sto scherzando, stupido.» Ridacchio Taekwoon.
«Aspetta ma tu non sei un pò troppo di buon umore?» Chiese Hongbin studiando l'amico.
«Oggi ho un appuntamento.» Rispose Taekwoon in tono allegro.
«Che diavolo! Il mondo sta per finire?» Chiese Hongbin preoccupato fermandosi in mezzo alla strada.
«Che fai?» Chiese Taekwoon fermandosi a sua volta e voltandosi a guardare l'amico.
«Tu vai ad un appuntamento. Questa è la fine del mondo.»
«No, non lo è.»
«Chi è la povera vittima?»
«Vittima?» Chiese Taekwoon ringhiando la parola.
«Non offenderti amico, ma tu e la parola appuntamento non andate di pari passo. Con chi esci? Tua madre?!»
«Lee Hongbin?»
«Hmm...»
«Almeno io ho un appuntamento. Tu sei stato scaricato dal tuo ammiratore segreto.» Taekwoon voltò le spalle all'amico e non notò il rossore di rabbia colorargli le guance.
«Yah, io non sono stato scaricato!» Urlò Hongbin divertendo Taekwoon.


«Perché siete qui?!» Chiese Jaehwan quando si vide la stanza invasa dai suoi amici.
«Il tuo primo appuntamento al buio. Dobbiamo aiutarti a prepararti al meglio.» Sorrise Hakyeon.
«Non serviva.» Ricambiò il sorriso Jaehwan.
«Io sono stato obbligato a venire.» Disse Wonsik allontanandosi velocemente da Hakyeon che si stava preparando a colpirlo.
«Anch'io.» Disse Hyuk alzando la mano mentre prendeva posto dietro la scrivania di Jaehwan e iniziava a curiosane nel suo PC accesso.
«Hyung non toccare le mie cose!» Scattò Jaehwan quando vide Hakyeon aprire il suo armadio.
«Non è un pò da presuntuosi farsi un auto-disegno?!» Chiese Wonsik guardando un disegno che Jaehwan aveva poggiato sul letto prima dell'arrivo degli amici.
«L'ho disegnato solo per rendere giustizia alla rosa che mi ha regalato Hyuk, almeno così vivrà per sempre.» Spiegò Jaehwan prendendo il disegno e conservandolo dentro un cassetto.
«Perché Hyuk ti ha regalato una rosa?» Chiese Hakyeon aggrottando la fronte.
«Perché è il mio hyung preferito.» Sorrise Hyuk.
«Moccioso.» Mormorò Hakyeon facendo sorridere il più piccolo di tutti.
«Jae-hyung, pensavo che Taekwoon non avesse accettato la tua amicizia su Facebook.» Chiese Hyuk con lo sguardo incollato al computer di Jaehwan.
«È così.» Rispose Jaehwan schiaffeggiando le mani di Hakyeon che cercavano di spogliarlo del suo maglione.
«Allora perché nella tua home ti appaiono i suoi messaggi? Qui dice che siete amici.»
«Cosa!?» Strillo Hakyeon lasciando perdere Jaehwan e posizionandosi dietro Hyuk sbirciando lo scherma del portatile.
«Questo ragazzo ha molta fantasia eh... ci sono foto di gatti, cani, bambini e qualche foto targata da una di quelle folli delle sue fan. Per il resto il suo profilo è freddo come lui. Mi da i brividi.»
«Perché ha accettato la mia amicizia?» Chiese Jaehwan avvicinandosi anche lui allo schermo.
«Forse semplicemente prima non l'aveva vista.» Rispose Wonsik sdraiandosi sul letto dell'amico.
«Forse ci pensa attentamente prima di accettare l'amicizia di qualcuno.» Disse Hakyeon andandosi a sedere anche lui sul letto. «Comunque questo adesso non è importante.»
«Cos'è allora importante?!» Chiese Jaehwan voltandosi a guardare l'amico.
«Il tuo appuntamento al buio.» Sorrise Hakyeon felice.
«Spero che sia un tipo davvero bello.» Disse Jaehwan contagiato dal buonumore del maggiore. «Sia dentro che fuori.» Aggiunse poi con un dolce sorriso.
«Che lo sia di più fuori però.» Disse Hakyeon facendo ridere tutti.

Jaehwan doveva incontrare il ragazzo dell'appuntamento al buio in una caffetteria in centro alle cinque in punto, l'orologio sul telefono di Jaehwan segnava le sei e un quarto mentre quello alla parete del locale le sei e venti.
«Buca ad un appuntamento al buio... Dio che sfiga la mia.» Sì lamentò Jaehwan sbattendo la testa sulla superficie del tavolo.
«Che idiota! Tanto tanto idiota!» Sì lamentò ancora Jaehwan colpendo il tavolo e attirando delle occhiate su di se.
«Mi hanno dato buca.» Spiegò Jaehwan ad una signora anziana che sedeva nel tavolo di fianco al suo e che lo aveva guardato come se Jaehwan avesse due teste se non peggio non ne avesse nessuno. «Ad un appuntamento al buio. Questo dimostra quanto io sia sfigato.» Aggiunse Jaehwan alzandosi dal tavolo, che aveva tenuto occupato inutilmente, e uscendo dal locale. Una volta fuori prese il telefono e chiamò Hyuk.
«Hyung non dovresti essere al tuo appuntamento al buio?» Chiese Hyuk immediatamente quando rispose al telefono.
«Sono solo a vagare per le strade di Seoul come un idiota patentato.» Rispose Jaehwan con voce triste.
«Era brutto dentro e fuori?»
«Si fosse presentato l'avrei saputo!» Esclamò Jaehwan abbastanza arrabbiato facendo ridere Hyuk. «Hyung mi dispiace ma sei proprio sfigato.»
«Lo so ne parlavo giusto giusto con una signora vicino al mio tavolo. Pensavo che alle persone buone succedessero solo cose buone, perché allora io non ho la stessa sorte.»
«La tua positività sta vacillando eh?»
«Fanculo la mia positività. Mi hanno appena dato buca ad un appuntamento al buio.» La risata di Hyuk fu l'ultima cosa che Jaehwan sentì prima di essere scaraventato a terra e il suo telefono volasse per strada finendo schiacciato sotto le ruote di un auto.
«Ma allora il mondo c'è l'ha con me?!» Piagnucola Jaehwan pestando braccia e gambe sull'asfalto dove era finito sdraiato.
«Stai bene?!» Jaehwan alzò lo sguardo e rimase senza parole. «Fottute buone azioni del cazzo.» più o meno senza parole.
«Come? Hai sbattuto la testa?» Jaehwan chiuse e riaprì gli occhi ma il volto di Taekwoon rimasse lì dov'era.
«Scusa per il telefono, è colpa mia, te lo ricompro.» Jaehwan accettò la mano di Taekwoon e si rimise in piedi.
«Vuoi andare in ospedale?»
«No, io sto bene.» Jaehwan si sentì mancare qualche battito quando Taekwoon si avvicinò di più a lui e gli spazzolò con cura il golfino rosso assicurandosi che non fosse sporco.
Jaehwan notò che Taekwoon indossava una felpa rossa e per un momento sperò che il ragazzo che doveva incontrare fosse lui.
Ma si diete subito dell'idiota. Anche se il rosso era il colore per identificare la persona dell'appuntamento non significava che Taekwoon fosse lui solo perché indossava una felpa rossa.
C'era il rosso mela, il rosso ciliegia, il rosso mantello di cappuccetto rosso per l'appunto...
«Ti sta uscendo sangue dal naso.»
Il rosso sangue dal naso... Cosa?!
«Cosa?!» Nelle mani di Taekwoon, dal nulla, apparve un fazzoletto di carta che adesso il maggiore teneva premuto sul naso di Jaehwan.
«Tieni alzata la testa.» Lo istruì Taekwoon piegando in su la testa di Jaehwan. «Dovremo andare in ospedale.»
«Sto bene...»
«Potresti avere una commozione celebrale.»
«Sto bene...»
«Un r interna o roba del genere.»
«Sto bene, tranquillo.»
«Non doveva andare così.» Sospirò infine Taekwoon senza smettere di tenere la testa di Jaehwan all'indietro e di tamponargli il naso.
«Posso fare da solo.» Disse Jaehwan allontanando le mani di Taekwoon e rimettendo dritta la testa.
«Ha smesso di sanguinare.» Sorrise Jaehwan pulendosi un ultima volta il naso. «Probabilmente è stata colpa dello stress. Gli studenti hanno continui sanguinamenti dal naso per lo stress causato dallo studio. Lo sapevi?!»
«Mi dispiace è colpa mia, sarei dovuto stare più attento.»
«Tranquillo sto bene.» Sorrise Jaehwan.
«Il tuo telefono...»
«Chiederò a mio padre di ricomprarmelo. Sono l'unico che non gli chiede mai nulla.»
«Scusami.» Taekwoon si inchinò sinceramente dispiaciuto e Jaehwan si ritrovò ad arrossire per quelle improvvise attenzioni. «Sono in ritardo e mi sono messo a correre non badando a dove andavo.»
«Sei in ritardo? Allora non dovresti stare fermo qui a parlare con me. Vai io sto bene.»
«Va tutto bene, sono arrivato a destinazione.» Sorrise Taekwoon. Un sorriso così bello e genuino che fecce battere forte il cuore di Jaehwan.
«Hai un appuntamento?!» Chiese Jaehwan improvvisamente per poi mordessi la lingua. «Scusa non sono affari miei.»
Fai che non ha un appuntamento.
Fai che non ha un appuntamento.
Fai che non ha un appuntamento.
«Ho un appuntamento...»
«Cazzo!» Jaehwan sgranò gli occhi quando si rese conto di quello che aveva detto. «L'ho detto ad alta voce.» Sussurrò Jaehwan imbarazzato per poi abbassare lo sguardo sulle sue scarpe e perdersi così un bellissimo sorriso da parte di Taekwoon.
«Dove vorresti andare?!» Chiese Taekwoon improvvisamente facendo alzare la testa a Jaehwan.
«C'è l'hai con me?» Chiese il giovane indicandosi.
«Certo. Vedi qualcun'altro qui?!» Jaehwan si guardo intorno per poi scuotere la testa.
«Allora?!»
«Perché lo chiedi a me?! Non dicevi di avere un appuntamento?» Chiese Jaehwan abbastanza confuso.
«Sì, sei tu il mio appuntamento.»
«Cosa... Come...» Jaehwan sentì il cuore fermarsi quando vide il grande sorriso sul volto di Taekwoon e il modo timido in cui nascose le mani in tasca.
«Ho pensato di darti una possibilità. Sembra che io ti piaccia molto e tu non sei poi così male come pensavo... Potrebbe essere divertente stare con te.» Disse Taekwoon senza perdere il suo sorriso.
«Io...» Iniziò Jaehwan un pò esitante. «Credo che dovrei andare in ospedale.»
«Ti senti male?» Scattò Taekwoon preoccupato avvicinandosi a Jaehwan e afferrandolo per le spalle.
«Penso di aver sbattuto troppo forte la testa... Perché credo che tu mi abbia appena chiesto di essere il tuo ragazzo.»
«Stupido!» Esclamò Taekwoon lasciando andare Jaehwan. «Mi hai fatto preoccupare.»
«Quindi è vero? Tu sul serio me lo stai chiedendo? Non sto sognando vero?!»
«Non è un sogno. È tutto vero.» Chiarì Taekwoon e per rendere tutto ancora più chiaro afferrò il minore per la maglia baciandolo
Jaehwan sgranò gli occhi di fronte a quell'azione improvvisa ma quando il calore delle labbra di Taekwoon raggiunsero la sua mente Jaehwan si sciolse al tocco del maggiore e aggrappandosi alla sua felpa ricambiò il bacio.
Sperando con tutto il suo cuore che quello non fosse un sogno.

Nessun commento:

Posta un commento