sabato 12 dicembre 2015

DH: Capitolo 3



Sungjae stava sbadigliando rumorosamente quando entrò a scuola percorrendo il corridoio che lo avrebbe portato in classe. Quel giorno come tutti gli altri giorni, non che fosse una novità, era in ritardo solo che questa volta c'era qualcosa di diverso. Fuori dalla classe 3D c'era i suoi studenti. «Che cosa succede?!» Chiese Sungjae avvicinandosi ad un gruppetto dei suoi compagni. «La nostra classe è stata completamente distrutta. Anche una al piano di sopra è nelle stesse condizioni della nostra.» Spiegò uno dei ragazzi.
«Perché l'hanno fatto?!» Chiese Sungjae e qualcuno fecce spallucce.
«Possiamo tornarcene a casa?!» Chiese ancora Sungjae sorridendo, ma il suo sorriso scomparve quando Jaehwan lo tirò per la giacca della divisa.
«Dove vuoi andare tu? Oggi dopo la scuola hai gli allenamenti di calcio.» Gli ricordò il giovane lasciando andare Sungjae che si voltò a fronteggiare Jaehwan. Proprio di fianco a Jaehwan c'era Wonsik che salutò l'altro con un gesto della mano.
«Anche Wonsik è in squadra lo sai vero?!»
«Lo so!» Esclamò Sungjae a denti stretti.
«Ragazzi ascoltatemi!» Il richiamo del professore Kim, il coordinatore della classe, fermo le chiacchiere di tutti.
«Al momento la classe è inutilizzabile, e visto che non sappiamo quando sarà riutilizzabile, dovremmo dividervi nelle altre classi del terzo anno.» Un mormorio di diniego si innalzò tra i presenti. «Lo so non è piacevole neanche per me questa situazione, ma è per poco. E poi potete usare questa opportunità per dimostrare a tutti che la sezione D non è un branco di caproni.» Le risate presero il posto del corro di diniego e il professore sorrise.

«Vi dividerò in gruppi di cinque e...» Jaehwan alzò la mano interrompendo il professore. «Sì Jaehwan cosa c'è?!»
«Io, Sungjae e Wonsik vorremo fare parte dello stesso gruppo. Uniti e felice.» Il professore annuì di fronte all'euforia di Jaehwan. «Te lo congedo Jaehwan ma non voglio che create confusione.»
«Non lo faremo professore.» Assicurò Jaehwan con un sorriso.
«Okay... Lee Jaehwan, Kim Wonsik, Yook Sungjae, Jeon Jungkook e Park Chanyeol. Andrete nella sezione A del terzo anno.»
«Ti odio!» Esclamò Sungjae cercando di liberarsi dalla pressa del braccio di Jaehwan che si era avvolto intorno alle sue spalle.
«Sarà fantastico!» Esultò Jaehwan ignorando come sempre chiunque e tutto.


«Joohyuk!» Urlò Sohyun quando vide l'amico entrare in classe. «Perché arrivi solo adesso?» Chiese la ragazza.
«Non sono riuscito a sentire la sveglia.» Spiegò il giovane mettendosi al suo posto.
«Ho qualcosa da dirti!» Esclamò Sohyun tutta felice.
«Che succede?» Chiese Joohyuk sorridendo all'espressione dell'amica.
«Credo di aver---» Le parole di Sohyun venero interrotte dall'ingresso dell'insegnante.
«Per favore tutti ai vostri posti!» Scattò l'insegnante in tono fermo, tutti corsero ai loro posti anche Sohyun che lasciò l'amico con un: «Te lo dico dopo.»
«Questa notte uno studente esterno è entrato all'interno della scuola ed ha distrutto alcune aule. Tra cui quella della 3D e 4C. Per questo motivo gli studenti di queste due aule saranno divise in tutte le altre classi. Noi ospiteremmo cinque studenti della 3D...» Un vociare scontento si alzò dalla classe. «Tacete!» Esclamò forte il professore colpendo la sua cattedra. «Qualcosa che dovete imparare fin da adesso è la misericordia e il bisogno di aiutare chi è in difficoltà. Avete troppi preconcetti in quelle zucche vuote che vi ritrovate. Siate ospitali con gli studenti che stanno arrivando e una situazione momentanea e doppiamo farli sentire a loro aggio.» Un sì collettivo si alzò tra gli studenti.
«Ho fiducia in voi ragazzi.» In quel momento qualcuno bussò alla porta e dopo un avanti del professore i cinque studenti entrarono.
Joohyuk sgranò gli occhi quando riconobbe uno di quei cinque e il suo cuore iniziò a battere forsennato. «Loro sono Lee Jaehwan, Kim Wonsik, Yook Sungjae, Jeon Jungkook e Park Chanyeol.» Li presentò l'insegnante. «Prendete posto nei banchi vuoti.» Sungjae si allontanò dalla pressa di Jaehwan e si andò a sedere nelle ultime file nel banco di fianco a quello di Joohyuk.
Quando si fu seduto Sungjae si voltò verso Joohyuk restando fermo a fissarlo.
«Ci vediamo di nuovo.» Sorrise Sungjae e Joohyuk sentì il cuore esplodergli. Il giovane voleva dire qualcosa ma Sungjae si voltò dall'altro lato appoggiò la testa al banco e chiuse gli occhi addormentandosi.
Per tutta la lezione Joohyuk non riusci a non smettere di guardare Sungjae, i suoi occhi correvano sempre alla figura addormentata del giovane. Quando la lezione finì e l'insegnante lasciò l'aula Joohyuk non era ancora in grado di muoversi ma in compenso qualcun altro lo era.
Jaehwan si alzò dal suo posto si avvicinò al banco dove dormiva Sungjae e colpì il giovane con uno schiaffo alla nuca.
«Credi di essere a casa tua?!» Gli chiese Jaehwan quando Sungjae alzò lo sguardo frastornato sull'altro.
«Yah, che cosa ho fatto?!» Sì lamentò Sungjae mettendo il broncio.
«Non dormire in classe!»
«È lui vero?!» Joohyuk sobbalzò quando sentì la voce di Sohyun pronunciare quelle parole. Era così impegnato a guardare lo scambio di battute tra Sungjae e Jaehwan che non aveva notato la ragazza avvicinarsi.
«Sì.» Rispose Joohyuk semplicemente.
«Lo sapevo!» Esclamò Sohyun catturando l'attenzione dell'amico. «Che vuoi dire?» Chiese Joohyuk.
«Ieri l'ho visto al campo di calcio, e quando ho visto i suoi occhi ho subito pensato che fosse lui la persona che stavi cercando.» Mentre Joohyuk e Sohyun chiacchieravano i due non si accorsero che Sungjae li stava guardando.
«Mi stai ascoltando?!» Chiese Jaehwan spazientito e Sungjae si alzò dal suo posto. «Lasciami in pace.» Sussurrò il giovane prima di uscire dalla classe.
«Yah, Sungjae dove credi di andare!» Strillò Jaehwan seguendo l'altro fuori dalla classe.


«Buongiorno.» Sungjae salutò educatamente l'infermiera mentre entrava nell'infermeria scolastica e si andava a coricare in uno dei lettini.
«Sungjae non puoi venire qui ogni volta che vuoi.» Gli fecce presente l'infermiera avvicinandosi al letto.
«Solo un pò... resto solo un pò.» Sussurrò Sungjae chiudendo gli occhi.
«Va bene, resta per quest'ora, ma poi devi ritornare in classe.» In quel momento la porta si aprì nuovamente e Jaehwan entrò inchinandosi all'infermiera.
«Ho delle commissioni da fare, puoi restare fino al mio ritorno.» Disse la donna a Jaehwan che annuì.
«Non hai niente di meglio da fare che seguirmi?!» Chiese Sungjae quando sentì un peso appoggiarsi sul suo letto e la porta dell'infermeria chiudersi.
«Sono preoccupato per te.» Confessò Jaehwan. «Mi chiedo sempre che cosa si nasconde dietro questo tuo comportamento così schivo.»
«Questa non è preoccupazione!» Esclama Sungjae mettendosi seduto sul letto e puntando lo sguardo in quello di Jaehwan. «La tua è semplice curiosità. Sei curioso e quando la tua curiosità sarà appagata non ci penserai due volte ad ignorarmi come hai sempre fatto negli ultimi anni.» Jaehwan sgranò gli occhi di fronte a quelle forti parole.
«Non è vero... Non è così...» Sussurrò Jaehwan con gli occhi lucidi.
«Non ho bisogno di te. Non ho bisogno di nessuno, quindi perché non te ne vai dai tuoi veri amici e mi lasci in pace.» L'odio che traspariva dalle parole di Sungjae colpirono molto Jaehwan e quando l'altro tornò a sdraiarsi sul letto coprendosi con il lenzuolo fin sopra la testa Jaehwan si ritrovò a scacciare una lacrima dalla sua guancia con dita tremanti.
«Io volevo davvero essere tuo amico.» Sussurrò Jaehwan prima di uscire dall'infermeria e andare a scontrarsi contro Joohyuk che guardò con curiosità quelle lacrime rigare il volto dell'altro ragazzo prima che corresse via.
Esitante Joohyuk aprì la porta dell'infermeria intrufolandosi all'interno. Il giovane si guardò attorno individuando subito il letto in cui si nascondeva Sungjae.
Joohyuk si avvicinò al letto ed era così vicino che quasi poteva sfiorare il capezzale con le dita eppure non lo fecce si bloccò con la mano a mezz'aria. Joohyuk rimase un pò a fissare quella figura immobile. Dopo un pò Joohyuk come era entrato così uscì, silenziosamente.


«Ehi Luhan, dov'è Yook Sungjae?» Chiese Taekwoon quando la squadra di calcio si riunì sul campo.
«Non lo so capitano. L'ho cercato per tutta la scuola ma non sono riuscito a trovarlo.» Spiegò Luhan a sguardo basso, dispiaciuto di non essere riuscito a portare a termine l'incarico che il maggiore gli aveva assegnato.
«Tranquillo Luhan, non è colpa tua.»
«Come inizio non c'è male.» Commentò Minseok affiancando Taekwoon.
«Mi dispiace è colpa mia, sono stato io a suggerire d'inserirlo in squadra.» Minseok strinse una spalla di Taekwoon sorridendogli.
«Tranquillo Tae, non è colpa tua.» Disse Minseok riutilizzando le parole che Taekwoon aveva detto a Luhan. «È solo il primo giorno. Non possiamo arrenderci così facilmente.»
«Grazie Minseok.»
«Aspettiamo ancora un pò. Se verrà allora sarà il benvenuto in caso contrario noi la nostra possibilità gliel'abbiamo offerta.» Taekwoon annuì alle parole di Minseok.


Joohyuk stava tornando a casa dopo gli allenamenti di nuoto. Come sempre attraversava il parco così da accorciare la strada e al tempo stesso evitare l'afflusso di quelle persone che verso quell'orario lasciavano il lavoro per tornare a casa dalle proprie famiglie.
Mentre attraversava le giostre e le strutture sportive pubbliche qualcosa attirò la sua attenzione o meglio qualcuno.
Poco distante da dove Joohyuk si era fermato, sdraiato su una banca di legno, c'era Sungjae.
I piedi di Joohyuk si mossero ancora prima che lui ci pensasse e in poco tempo si ritrovò affianco a quella panca a fissare il volto rilassato di Sungjae. «Presto pioverà, dovresti tornare a casa.» Disse Joohyuk sorprendendo sopratutto se stesso. Sungjae aprì lentamente gli occhi fissando Joohyuk. «Allora è destino per noi due incontrarci sotto la pioggia.»
«Dovresti tornare a casa.» Insistete Joohyuk.
«Già. Torna a casa.» Disse Sungjae chiudendo gli occhi.
Joohyuk alzò lo sguardo sul cielo scuro per poi abbassarlo nuovamente su Sungjae.
«Torniamo a casa insieme?» Chiese Joohyuk e per un attimo il giovane sentì il cuore fermarsi e lo stomaco riempirsi di farfalle.
Sungjae aprì nuovamente gli occhi fissando Joohyuk. «Perché?» Chiese.
«Hmm... Beh...» Con un colpo di reni Sungjae si mise a sedere sulla panca.
«Sai cos'è la cosa più bella della pioggia?» Chiese poi fissando Joohyuk che scosse la testa. «L'arcobaleno.» Rispose Sungjae con un sorriso. «Non importa quando sia turbolenta la pioggia quando finisce spunta sempre un arcobaleno a schiarire il cielo.» Disse in tono dolce sussurrando poi: «Fosse così anche la vita.»

«Vuoi aspettare che piova per vedere l'arcobaleno?» Chiese Joohyuk sedendosi di fianco a Sungjae. «No, non serve. Andiamo!» Sungjae si alzo dalla panchina sorridendo a Joohyuk. «Torniamo a casa.» Disse poi allungando una mano verso l'altro che accettò di buon grado quella mano gentile.

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