sabato 9 gennaio 2016

DH: Capitolo 5



Quando quella mattina la sveglia suonò Sungjae non aspettò molto per spegnerla.
Sungjae era già sveglio da ore a fissare il soffitto bianco con sguardo perso. Ripensava come un disco rotto alla sera prima al momento in cui Joohyuk lo aveva chiamato per poi baciarlo. Sungjae si sfiorò le labbra con un sorriso imbarazzato sulle labbra.
«Sungjae sei sveglio?» La voce della madre fecce scattare Sungjae a sedere.
«Sì.» Rispose il giovane perdendo il sorriso.
«La colazione è pronta.» Lo informò la madre prima di allontanarsi probabilmente diretta in cucina. Sungjae scese dal letto ed uscì dalla camera diretto alla piccola cucina dove la madre aveva già apparecchiato la tavola con la colazione.
Sungjae presse posto e poco dopo anche sua madre lo imitò.
«Devi lavorare fino a tardi anche oggi?!» Chiese Sungjae senza alzare lo sguardo dalla sua ciotola di riso.
«Sì, è il periodo più impegnativo dell'anno questo.» Sungjae non disse nulla e iniziò a mangiare svogliatamente. «Mi dispiace doverti lasciare ogni sera da solo Sungjae, ma ho bisogno di lavorare per permetterci la vita che abbiamo.»
«Perché non chiedi aiuto a quell'uomo?» Sussurrò Sungjae pieno di rabbia.
«Non posso Sungjae ho già rovinato abbastanza la sua vita...»

«Hai rovinato la sua vita?» Chiese Sungjae pieno di rabbia fissando finalmente la madre negli occhi. «E la tua di vita?! Eh!? Lui non ha rovinato la tua vita?» Urlò Sungjae.
«Come può averlo fatto quando mi ha dato te?!» Sorrise la donna e la rabbia di Sungjae ribollì dentro di lui.
«Sei così patetica.» Sussurrò Sungjae con sguardo freddo. «Dovevi sbarazzarti di me quando ne hai avuto la possibilità. Saresti stata molto più felice!»
«Sungjae!» Lo chiamò la madre afferrando la mano di Sungjae che si stava alzando dal tavolo. «So che è difficile per te crederlo ma io sono sul serio felice della vita che ho con te.»
«Beh io non lo sono. Io non sono per niente felice della vita che vivi.» Sungjae sì liberò della stretta della madre. «Ed è colpa mia se vivi questa vita.» Sussurrò Sungjae prima di lasciare la stanza.


«Mi stupisce che tu oggi non sia andato prima a nuotare?»
«Non ne avevo molta voglia.»
Joohyuk e Sohyun erano appena arrivati a scuola e camminavano per i corridoi diretti alla propria classe.
«Com'è andata ieri? Sei tornato a casa insieme a Sungjae?!» Joohyuk annui sorrido alle parole di Sohyun.
«Uh~~ dai racconta!» Esclamò Sohyun felice.
«Beh--» Joohyuk sussultò quando qualcuno gli andò a sbattere contro la spalla.
«Scusa.» Joohyuk rimase molto sorpreso di vedere Sungjae fermo a spolverargli la giacca della divisa. «Colpa mia.» Sungjae fece l'occhiolino prima di voltare le spalle ai due e scomparire tra la folla.
«Stai arrossendo.» Disse Sohyun.
«Y-Yah, non dire stupidaggini.» Balbettò Joohyuk sventolandosi con la mano.
«Quel ragazzo sa come conquistare il cuore di qualcuno.» Ridacchio Sohyun. «Ah già. Lo sai che non sarà più nella nostra classe, vero?!»
«Cosa?!» Chiese Joohyuk.
«La 3-D è stata sistemata. Oggi lui ritorna nella sua.»
«Ah...»
«Sei deluso vero? Non potrai più averlo sempre davanti agli occhi.»
«Non proprio.» Sorrise Joohyuk sfiorandosi la spalla che Sungjae aveva colpito. «Anche se non c'è lo vedo sempre davanti ai miei occhi.»
«Oush... così sdolcinato.» Ridacchio Sohyun facendo sorridere anche l'amico.


A metà mattinata quando la 3-D è nel corso di un intervallo, tra una lezione e l'altra, Sungjae se ne stava appoggiato al suo banco con Jaehwan e Wonsik a parlare tra di loro, mentre il resto della classe era nel caos più assoluto. «Come sono andati gli allenamenti ieri?!» Chiese Jaehwan rivolto a Sungjae.
«Bene.» Rispose il ragazzo monocorde.
«Sungjae è stato molto brava. Hai già giocato a calcio?» Gli chiese Wonsik e Sungjae scosse la testa. «Allora è talento naturale amico.» Sorrise Wonsik.
«Di cosa parlate?» Chiese Chanyeol loro compagno di classe avvicinandosi al gruppo.
«Di calcio.» Rispose Jaehwan.
«Ah, giusto Wonisik sei nella squadra di calcio vero?!» Chiese Chanyeol appoggiandosi al banco. «Anche Sungjae ne fa parte.» Si vantò Jaehwan tutto sorridendo.
«Sul serio?! Non sapevo facessi parte di qualche club.»
«Calcio sul serio? Sei nel club di calcio?!» Chiese Namjoon avvicinandosi al gruppo e con lui c'era anche Jungkook.
«Perché, non posso fare calcio?!» Chiese Sungjae in tono provocatorio.
«Yah, tu sei completamente imbranato, inciampi sui tuoi stessi piedi in continuazione.» Ridacchiò Namjoon.
«Non è vero!» Esclamò Sungjae indignato.
«Da bambini cadevi ogni volta che scendevi le scale. Era troppo divertente.» Risse Namjoon
«Adesso non mi succede più!» Esclamò Sungjae incrociando le braccia al petto.
«Sembra che voi due vi conosciate da molto tempo. Pensavo che vi odiasse.» Disse Chanyeol con un sorriso.
«Le apparenze ingannano.» Canticchiò Namjoon.
«Ehi Namjoon, racconta altre cose divertenti su Sungjae.» Gli chiese Jaehwan.
«Non ci provare Namjoon!» Lo minaccio Sungjae.
«Allora... Vediamo, ah ecco, in seconda elementare--» La porta della classe si aprì sbattendo interrompendo le parole di Namjoon.
«Guarda... guarda è questa la classe dei froci?» Chiunque stesse facendo qualcosa nella classe si fermò voltandosi verso la porta.
«Che cazzo vuole questo?!» Sì sentì dire da qualcuno.
«Avete anche invasato la squadra di calcio.» Wonsik si alzò dal suo posto fronteggiando il nuovo arrivato. «Che c'è Min Seokhun sei geloso di non farne più parte?!»
«In una squadra di malati come voi non voglio averci a che fare.» Min Seokhun si avvicinò a Wonsik fronteggiandolo. «Siete dei depravati.»
«Scommetto che il tuo micro cazzo te lo faresti succhiare volentieri da noi depravati.» Disse Sungjae alzandosi dal suo posto e avvicinandosi a Min Seokhun. «Reprimere la tua sessualità non ti rende più figo, solo più patetico.» Il pugno che Min Seokhun assesto a Sungjae lo mandò a terra trascinando con se qualche sedia.
«Yah, tu cogline chi ti credi di essere.» L'aggredii Namjoon tirando a sua volta un pugno a Min Seokhun che reagii a sua volta colpendo l'altro.
«Sei un uomo morto.» Sussurrò Sungjae scansando malamente la mano di Jaehwan e alzandosi da terra per poi atterrare su Min Seokhun e riempirlo di pugni. Sia Wonsik che Namjoon cercarono di separare i due ma Sungjae era come indemoniato e solo l'intervento di altre due persone placcò la situazione.

Joohyuk si trovava fuori dalla sua classe per una commissione quando aveva sentito degli schiamazzi provenire dalla 3-D, e così era stato anche per Lee Jonghyun solo che Jonghyun era in giro per la scuola saltando qualche lezione.
Sia Joohyuk che Jonghyun corsero verso la 3-D e mentre Joohyuk, preoccupato a morte, afferrava Sungjae allontanandolo da Min Seokhun al tempo stesso Jonghyun metteva un piede sulla gola di Min Seokhun facendolo soffocare. «Sembra che tu non impari mai la lezione.» Ad ogni parola il piede di Jonghyun pressava sulla gola di Min Seokhun.
«Hyung, così lo uccidi!» Intervenne Jaehwan allontanando Jonghyun e lasciando Min Seokhun libero di respirare. «Trascinati il più lontano possibile da questa scuola coglione o la prossima volta non ci sarà nessuno a fermarmi.» Lo minaccio Jonghyun sussurrando ad un centimetro dall'orecchio di Min Seokhun che se ne stava ancora sdraiato a terra.
Jonghyun si voltò verso Sungjae che si era calmato, rilassato nella stretta di Joohyuk, e si avvicino a lui colpendolo con uno schiaffo che fecce girare la testa di Sungjae.
«Hyung!» Strillarono sia Jaehwan che Joohyuk.
«Vieni con me, adesso!» Jonghyun afferrò Sungjae per il braccio separandolo da Joohyuk e trascinandolo fuori dalla classe.
Jaehwan e Joohyuk erano pronti a seguirli quando Namjoon li bloccò.
«Yah non seguiteli. Jonghyun non lo ucciderà.»
«Tu che ne sai?!» Gli disse Joohyuk in tono grave.
«Perché conosco entrambi da molto tempo e so che per Jonghyun Sungjae è molto importante.»


Jonghyun condusse Sungjae nell'aula vuota del secondo piano che in molti usavano per studiare o appartarsi.
«Sei completamente impazzito?!» Urlò Jonghyun spingendo Sungjae verso una sedia e facendolo sedere.
«Lasciami in pace!» Urlò Sungjae a sua volta.
«Yah!» Jonghyun afferrò Sungjae per il bavero della camicia sollevandolo dalla sedia. «Non ti azzardare a urlarmi contro!» Lo rimbeccò Jonghyun lasciandolo ricadere sulla sedia.
«Ho lasciato che facessi quello che volevi ma adesso basta torna in te o lo dirò a papà.»
«Vaffanculo!» Ghignò Sungjae e a quelle parole Jonghyun lo punì con uno schiaffo alla nuca. «Non sto scherzando Sungjae.»
«Neanch'io.» I due si sfidarono con lo sguardo. «Lasciami in pace.» Sungjae si alzò dalla sedia ma Jonghyun lo afferrò per la spalla e lo rimise seduto.
«Sei mio fratello come posso lasciarti in pace!»
«Semplicemente ignorami!» Urlò Sungjae alzandosi e spingendo Jonghyun lontano da se. «Tuo padre è bravo a farlo, quindi fallo anche tu e lasciami in pace.» Jonghyun diete a sua volta una spinta a Sungjae facendolo sbattere contro la sedia, dove precedentemente era seduto, facendola rovesciare a terra con un gran frastuono. «Scordatelo. Ti ho lasciato in pace e questo è il risultato.»
«Da che pulpito viene la predica. Non sembra che tu sia famoso per i buoni voti o la gentilezza che dimostri verso gli altri.»
«Me lo merito, alla fine sono un coglione associale. Direi che a questo punto; buon sangue non mente. Stai diventando come me, ma...» Sungjae incrociò le braccia al petto distogliendo lo sguardo da quello di Jonghyun. «La differenza tra me e te e che tu hai qualcuno che si preoccupa per te.» Sungjae volò lo sguardo confuso su Jonghyun.
«Jaehwan è venuto a cercarmi, è molto preoccupato per te, dice che sei un bravo ragazzo ma che ti comporti come se non ti importasse di niente e nessuno.»
«Quel tipo è troppo invadente...»
«No, è solo troppo buono. Lui riesce a vedere il meglio delle persone lì dove nessuno ci riesce. È un bene che sia tuo amico.»
«Non è mio amico. Io non ho bisogno di amici, non ho bisogno di nessuno. Sto bene da solo con me stesso.» Jonghyun si avvicinò a Sungjae che istintivamente fecce un passo indietro preoccupato di essere colpito, ma diversamente dalle aspettative di Sungjae, Jonghyun lo abbracciò. «A nessuno piace essere soli. La solitudine fa male.» Sussurrò Jonghyun stringendo di più l'abbraccio.
Sungjae fu sorpreso dal gesto e rimase immobile tra le braccia di Jonghyun fino a quando questo non lo lasciò andare.
«Puoi dire a te stesso che sei solo ma non è così... Semplicemente fingi di non vedere le persone affianco a te. Ti tengo d'occhio.» Disse Jonghyun con un sorriso fugace prima di lasciare la stanza.


Sungjae rimase dentro quella stanza vuota per le ore successive e solo al suono della campanella che segnava l'inizio dell'ora di pranzo Sungjae si decise ad uscire dalla stanza e a dirigersi in mensa.
Dopo aver presso il pranzo nella caffetteria adiacente entro nella mensa e lì si blocco guardandosi attorno e fu strano, quasi come ricevere una secchiata d'acqua fredda che gli schiariva finalmente le idee, rendersi conto che Jonghyun aveva ragione e lui non era solo.
Quando aveva messo piede in mensa Jaehwan aveva subito cercato di attirare la sua attenzione dal tavolo che divideva con i suoi amici e lo stesso aveva fatto Sohyun dal suo tavolo chiamandolo a gran voce e agitando la mano. Solo che Sungjae regalò loro solo un occhiata fugace, la sua attenzione era stata attratta da Jonghyun che se ne stava seduto ad un grande tavolo completamente da solo.
Sungjae strinse con forza il suo vassoio e si diresse al tavolo del maggiore scostando una sedia e sedendosi di fronte a lui. Jonghyun alzò lo sguardo dal suo pranzo puntandolo sorpreso su Sungjae. «Perché sei qui?» Gli chiese Jonghyun.
«L'hai detto tu. La solitudine fa male.... quindi cerchiamo di non essere più soli, hyung.»
Jonghyun sorrise felice mentre affondava le bacchette nel suo riso.
«Iniziavo ad essere stanco di sentirmi solo.»



NdA: Questo capitolo è pieno di errori, ne sono completamente cosciente mi dispiace farvi leggere qualcosa di così indecente... ma accontentatevi di questo perché al momento non ho tempo di renderlo migliore. Mi dispiace e grazie!


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