sabato 27 febbraio 2016

HB: Capitolo 2



«È inquietante entrare in questa stanza.» Jingoo alzò lo sguardo puntando i suoi occhi sulla figura di Park Bogeom che se ne stava appoggiato allo stipite della porta.
«Nessuno ti ha chiesto di entrare.» Gli rispose Jingoo sfidandolo con lo sguardo.
«Cena!» Sorrise Bogeom mostrando un grande sacchetto bianco.
«Luhan?!» Chiese Jingoo riferendosi al ragazzo, parte del programma di studio estero, che divideva l'appartamento con loro.
«È uscito con quell'altro ragazzo cinese della squadra di calcio.» Jingoo annuì alle parole dell'altro. «Possiamo mangiare nel salotto?! Ho troppi Lee Jonghyun che mi guardano qui ed è strano.» Disse Bogeom dando un ultima occhiata alla stanza dell'amico prima di voltargli le spalle e andare nel salotto. Jingoo guardò le foto appese su dei fili che percorrevano i muri della sua stanza e sospirò ammirando l'unico protagonista di quelle foto: Lee Jong Hyun.
«Sai dovresti frequentare il corso di fotografia.» Disse Bogeom quando Jingoo lo raggiunse in salotto.
«Fotografia non da punti extra.»
«Già... Dimenticavo la situazione in cui ci troviamo. Comunque grazie per i tuoi appunti dopo ti ridò il quaderno.»
«Non serve, puoi tenerlo per il momento.»
«Grazie.» Jingoo presse uno dei contenitori del take away del cibo cinese ed iniziò a mangiare. «Perché compri sempre cibo cinese ultimamente?!» Chiese Jingoo
«Per far sentire meno la mancanza di casa a Luhan.»
«Non è peggio così? Scommetto che la cucina di sua madre è migliore di questa.»
«Che c'è che non va? Io trovo che sia tutto buono.»
«Disse il ragazzo coreano.» Bogeom sorrise alla frecciatina dell'amico
«Sto solo cercando di essere gentile. Noi viviamo insieme già da tanto, e conosciamo tutto l'uno dell'altro, non voglio che si senta indesiderato.»
«Non e che lui passi tutto questo tempo qui, per sentirsi indesiderato.» I due coinquilini rimasero in silenzio mentre consumavano il loro pasto.
«Jonghyun ha una ragazza!» Esclamò a metà cena Jingoo rischiando di far soffocare Bogeom. «Cosa?» Chiese quest'ultimo dopo aver tossito diverse volte.
«Quella ragazza nuova della nostra classe.»
«Perché sei così calmo?» Chiese Bogeom.

«Cosa vuoi che faccia?» Chiese Jingoo guardando l'amico. «Sono gli inconvenienti di quando si vive un amore unilaterale, dovresti saperlo.» Jingoo prese le bacchette che aveva abbandonato e riprese a mangiare.
«Se non ti conoscesi bene penserei che sei del tutto indifferente. Sai nascondere così tanto le tue emozioni non ti fa bene.» Jingoo alzò lo sguardo su Bogeom. «Come va con il tuo primo amore che non sa neanche di essere il tuo primo amore?! Ah già in tre anni non gli hai mai rivolto la parola.»
«Coglione!» Commentò Bogeom lanciando un raviolo al vapore a Jingoo che lo presse al volo mangiandolo.
«Comunque è ancora valido quell'accordo per cui se compiuti i 30 anni saremmo ancora single ci metteremo insieme?» Chiese Bogeom.
«Paura di restare da solo?» Chiese Jingoo.
«Per come si stanno mettendo le cose?! Sì tanta.»


«Ah-Choo!» Joohyuk tossì un paio di volte per poi stramazzare stesso con la testa sul tavolo della mensa. «Queste sono le conseguenze del non asciugarti mai i capelli quando sono bagnati.» Commentò Sohyun mentre Sungjae accarezzava la schiena del fidanzato.
«Sto bene... ho solo mal di testa.» Commentò Joohyuk a bassa voce.
«Questo è l'inizio di una brutta influenza.» Commentò Jonghyun.
«Non posso ammalarmi adesso.» Gracchiò Joohyuk nascondendo il volto nel collo di Sungjae che lo abbraccio stretto.
«Dovresti portarlo in infermeria.» Commentò Jingoo con l'approvazione di tutti attorno al tavolo.
«Per la prima volta Sungjae andrà in infermeria per un motivo serio.» Commentò Jaehwan ricevendo un gestaccio dall'altro ragazzo.
«Ti serve una mano?!» Chiese Jonghyun al fratello che scosse la testa.
«C'è la facciamo.»
«Sto bene.» Commentò Joohyuk quando si alzò dal tavolo ma comunque rimase ben stretto al suo fidanzato e non perché sentiva freddo e voleva il calore dell'altro ragazzo ma perché gli piaceva stare accanto a Sungjae.
«Non facevo Joohyuk così testardo.» Disse Sohyun guardando l'amico allontanarsi.
«Si sta solo dando un pò di arie per non farsi vedere debole di fronte a Sungjae.» Commentò Jonghyun.
«Ciao a tutti.» Salutò Park Bogeom arrivando silenziosamente e prendendo posto di fianco a Jingoo.
«Tutto bene?» Gli chiese Jingoo e in tutta risposta Bogeom si appoggiò al tavolo nascondendo il volto tra le braccia il tutto con un sonoro lamento.
«Che gli prende?!» Chiese Jaehwan.
Bogeom farfuglio parole a caso nascosto ancora nel suo braccio. «Che cosa hai detto?» Chiese Sohyun avvicinandosi a Bogeom.
«Hanno detto che è un tipo strano.» Disse Jingoo tranquillamente.
«Quella troia!» Scattò Bogeom tirando su la testa e colpendo il tavolo con i pugni per lo sgomento di tutti. «Ho una borsa di studio non la peste.» Bogeom digrignò i denti mentre si rivolgeva a Jingoo. «Gli ha detto che sono solo un tipo strano con una borsa di studio!»
«È vero sei solo un tipo strano con una borsa di studio.» Bogeom puntò un dito contro Jingoo. «Fuoco. Sì mi serve del fuoco!» Bogeom scattò all'impiedi allontanandosi velocemente.
«Non è un piromane vero?» Chiese Taekwoon preoccupato.
«Parlava di pittura.» Spiegò Jingoo. «Quando qualcosa lo sconvolge incanala tutte le sue emozioni nella pittura.»
«Bogeom è bravissimo. L'insegnante loda sempre i suoi lavori, dice che sono vivi di emozioni.» Spiegò Jaehwan che con Bogeom frequentava il club di arte.
«Tu e il pazzo piromane sembrate molto vicini.» Commentò Jonghyun puntando lo sguardo su Jingoo. «Lo siamo.» Rispose Jingoo tranquillamente
«Più dettagli.» Chiese Jonghyun.
«Cosa?» Chiese Jingoo sorpreso.
«Dammi più dettagli.» Jonghyun appoggiò i gomiti sul tavolo e il mento sulle mani aperte fissando il minore di fronte a se. Jingoo si guardò attorno tra gli altri commensali in cerca di aiuto.
«Jingoo e Bogeom vivono insieme. In un appartamento fornito dalla scuola, per via della borsa di studio, quindi è normale che si conoscano così bene.» Disse Sohyun sorridendo a Jingoo che ricambiò il sorriso.
«Vivere insieme significa conoscere le abitudini dell'altro non i sentimenti dell'altro.» Disse Jonghyun.
«Siamo cresciuti insieme, nello stesso orfanotrofio, è l'unico amico che ho, l'unica famiglia che ho, lo conosco meglio di quanto conosca me stesso e lo stesso è per lui. Siamo l'unica famiglia l'uno per l'altro. Ecco perché siamo così vicini.» Disse Jingoo arrabbiato per poi alzarsi dal tavolo prendere le sue cose e andarsene.
«Tu non sai cos'è la sensibilità vero?!» Chiese Taekwoon fulminando con lo sguardo Jonghyun.
«Quando ti piace qualcuno cerchi di scoprire ogni cosa di lui, anche usando metodi poco ortodossi. E comunque non è questione di sensibilità ma di gelosia.» Sorrise Jonghyun alzandosi dal tavolo con un lieve sorriso sulle labbra.
«Ha appena detto che gli piace Jingoo?» Chiese Sohyun rimasta al tavolo insieme a Jaehwan e Taekwoon.
«Oh mio dio... Questa è una notizia incredibile!» Esclamò Jaehwan felicissimo.


«Sono a casa!» Jingoo entrò in casa togliendosi stancamente le scarpe.
«Bentornato.» Lo salutò Luhan che se ne stava sdraiato sul divano.
«Sei tornato presto oggi.» Gli fece presente Jingoo sedendosi sul lato libero del divano.
«No. Sei tu che sei tornato tardi.» Jingoo si lasciò sfuggire un lamento coprendosi gli occhi con il braccio. «Bogeom ha detto che tre volte a settimana lavori in un locale strano.»
«Strano?!» Chiese Jingoo confuso.
«Non ho detto che il locale è strano ma che lo sono le proprietarie.» Intervenne Bogeom uscendo dal bagno con i vestiti macchiati di vernice.
«Hai dipinto?» Chiese Jingoo alzando lo sguardo sull'amico.
«Ho avvolto una donna di fiamme eterne di dolore e sofferenza. E poi ho lavorato a qualche ritratto a matita.» Bogeom sorrise sedendosi tra i due coinquilini.
«Al corso d'arte vi fanno lavorare a cose... Interessanti.» Disse Luhan un pò sconcertato.
«Libera ispirazione.» Chiarì Bogeom con distrazione. «Com'è andata a lavoro?» Chiese poi rivolto a Jingoo.
«Uno schifo!» Esclamò Jingoo in tono tragico.
«È successo qualcosa?» Chiese Bogeom preoccupato dal tono dell'amico attirando anche l'attenzione di Luhan.
«Lee Jonghyun è venuto al Sone.»
«E la cosa è tragica perché...?» Chiese Luhan confuso.
«Perché Jingoo lo ama.» Rispose Bogeom. «Che c'è non è un segreto di stampa.» Disse poi quando vide l'occhiataccia di Jingoo.
«È stato imbarazzante!» Esclamò Jingoo.
«Cosa c'è d'imbarazzante? Omo non dirmi che era uno di quei giorni in cospley.» Jingoo non rispose ma Bogeom non aveva bisogno di risposte per ridere a crepapelle.
«Sono confuso, Potreste spiegarmi per favore.» Chiese Luhan.
«Già spiegaci un pò Jingoo come sono andare le cose con Jonghyun.»


«State scherzando vero?» Chiese Jingoo fissando i vestiti che una bellissima donna gli stava mostrando.
«Non è magnifico?!» Chiese la donna spingendo i vestiti sotto il naso di Jingoo. «Li ha cuciti Bora!»
«Che cosa dovrei essere?!» Chiese Jingoo.
«Sei un gattino cameriere.» Sorrise la donna. «Gattino?!» Chiese Jingoo disgustato.
«Dovresti accogliere i clienti dicendo "Miao, benvenuto al Sone Caffe, padrone!"» Disse una seconda ragazza dai lisci capelli biondi affiancando l'altra donna.
«Hai anche un collarino con campana.» La bionda gli mostrò l'oggetto in questione facendo tintinnare la campana. «Ho sedici anni, non dovrei fare queste cose.»
«Non lamentarti vieni pagato per fare queste cose!» Esclamò un pò rudemente la bionda stappando i vestiti di mano all'altra donna e spingendoli in quelli di Jingoo. «Apriamo tra 5 minuti.»

Le campanelle sopra la porta suonarono tintinnando allegre e Jingoo si trascinò pesantemente a sguardo basso di fronte la porta. «Miao, benvenuto al Sone Caffe, padrone !» Recitò Jingoo svogliatamente.
«Che strana coincidenza, ho sempre amato i gatti.» Jingoo alzò di scattò la testa riconoscendo all'istante la voce del cliente appena entrato.
«Lee Jonghyun...» Sussurrò Jingoo.
«Non ero padrone due secondi fa?» Chiese Jonghyun accarezzando con le dita la campanella appesa al collare di Jingoo e facendola suonare.
«Che ci fai qui?» Chiese Jingoo ignorando la domanda superflua di Jonghyun.
«Questo è un caffee shop e io sono qui per un caffè. Prendi la mia ordinazione qui o mi accompagni ad un tavolo bel gattino?!»
Jingoo strinse le mani a pugno pronto ad urlare a Jonghyun di andare via quando vide le proprietarie guardare i due con fin troppo interesse. Conoscendo il carattere invasivo delle due donne Jingoo preferì imporsi di calmarsi. «La prego padrone mi segua al suo tavolo.»
«Grazie gattino.»
«Non chiamarmi così.» Disse Jingoo tra i denti allungando il passo verso il primo tavolo disponibile lontano dallo sguardo delle due proprietarie.
«Cosa ti 

porto.» Chiese Jingoo prendendo il taccuino e una penna dal grembiule nero legato in vita.
«Un caffè latte macchiato al caramello e vorrei anche... le tue fusa.» Jingoo stava scrivendo l'ordinazione quando la penna si bloccò a mezz'aria.
«Io non... non faccio le fusa!» Esclamò il giovane arrossendo. «N-non è sul menù...» Aggiunse poi abbassando lo sguardo sul taccuino.
«Okay... allora miagola per me.» Il rossore sulle guance di Jingoo si intensificò.
«Ti porto il tuo caffè!» Esclamò Jingoo voltando le spalle a Jonghyun e allontanandosi velocemente.


«Tutto qua?!» Chiesero Bogeom e Luhan.
«Sono scappato subito dal retro del locale.» Confidò Jingoo.
«Tu cosa?!» Chiese Bogeom divertito.
«Il mio turno sarebbe comunque finito da li a poco.» Disse Jingoo facendo spallucce.
«Se le cose sono andate come dici tu allora c'è solo un motivo per il suo comportamento.» Disse Luhan appoggiandosi una mano al mento con fare pensieroso.
«Lo so anch'io che voleva solo prendersi gioco di me.» Disse Jingoo sbuffando.

«Io non credo.» Disse Luhan guardando il coinquilino. «Io credo ci stesse provando con te.»


2 commenti:

  1. Bello bello bello!!! Grande l'idea del cafe cosplay ;)

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  2. Miaooo (=^_^=)
    Attendo con impazienza il seguito! *-*

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