sabato 19 marzo 2016

HB: Capitolo 5



«Ma voi due state insieme?» Chiese Sungjae facendo la domanda che nessuno osava fare.
«Non ancora.» Rispose Jonghyun con un sorriso.

«Jingoo stai versando tutto il caffè sul bancone.» Jingoo tornò alla realtà sentendo la voce di Tiffany, una delle proprietarie del locale in cui lavorava.
«Mi dispiace, mi ero distratto.» Si scusò Jingoo dispiaciuto iniziando a pulire il bancone.
«Tranquillo Jingoo, gli incidenti succedono non si può sempre essere perfetti.» Tiffany si allontanò trottorellando via e Jingoo si ritrovò a sospirare fissando la macchia di caffè che aveva quasi del tutto asciugato.
Dopo le parole di Jonghyun, Jingoo era scappato dalla mensa rifugiandosi in classe e restando in uno stato semi-comatoso fino alla fine delle lezioni.
Era un comportamento infantile, Jingoo lo sapeva bene eppure... Eppure il ragazzo non riusciva a credere a quello che aveva sentito.
«Non ancora.»
Questo significava che Jonghyun lo vedeva per qualcosa più di un amico o un fratellino.
O forse quel "non ancora" era un modo carino per dire "No. Mai neanche nei miei sogni."
Jingoo non lo sapeva. Una parte di lui desiderava con tutto il cuore che Jonghyun provasse qualcosa per lui e una minuscola parta del cuore di Jingoo, la sua parte pessimista, lo metteva in guardia ricordandogli che non doveva sognare troppo in alto e che un tipo come lui doveva restare con i piedi ben piantati nella realtà.
Lo scampanellio della porta fece scattare Jingoo che si volto ad accogliere il nuovo cliente.
«Benv---» Jingoo si fermò a metà parola quando i suoi occhi incontrarono quelli di Jonghyun.
«Niente orecchiette da gatto oggi?» Chiese Jonghyun avvicinandosi a Jingoo indifferente della sua espressione sorpresa. «Voglio un tavolo.» Annunciò con un sorriso.
«Perché?» Chiese Jingoo riuscendo ad aprire bocca.
«Perché questa è una caffetteria ed io voglio un caffè. Mmm... Lo voglio freddo con ghiaccio a parte e una fetta di quella torta.» Jonghyun indicò una torta di panna con fragole.
«Ah! Quasi dimenticavo voglio che tu ti sieda al tavolo con me.»
Jingoo apri e chiuse la bocca più e più volte fino a quando si decise a parlare. «Sto lavorando.» Fu l'unica cosa che riuscì a dire.
«Cinque minuti non ti uccideranno.» Sorrise Jonghyun. «Io mi siedo a quel tavolo.» Annunciò poi indicando un tavolo poco lontano dal bancone. «Non farmi aspettare.» Aggiunse voltando le spalle al minore a andandosi a sedere al tavolo scelto.
Improvvisamente Jingoo si ritrovò in preda al panico e l'unica cosa che penso di fare fu scappare, ma la sua fugga fu bloccata dall'altra proprietarie del locale: Taeyeon.
«Stai scappando di nuovo.» Gli disse Taeyeon.
«Non sto scappando.» Si difese Jingoo arrossendo.
«Ho sentito tutto quello che ha detto quel ragazzo. Tu stai scappando.»
«Assurdo.» Disse Jingoo con una risata vuota.
«Infatti è assurdo, come puoi scappare da un ragazzo così bello?!» Jingoo sobbalzò quando Tiffany spuntò alle sue spalle. «I ragazzi non sono nel mio stile, ma anche io ho gli occhi.» Spiegò la donna scorgendo l'espressione contrariata di Taeyeon nonché sua fidanzata.
«Non è così semplice...» Disse Jingoo intimorito da quell'affronto.
«Le cose non sono mai semplice.» Disse in tono saggio Taeyeon.
«E poi le cose semplici non sono per niente divertenti.» Aggiunse Tiffany facendo l'occhiolino al minore.
«Non mi lascerete andare fino a quando non sarò andato da lui, non è vero?!»
«Esattamente!» Dissero le due donne insieme. Jingoo sospirò allontanandosi dalla porta del retro negozio e andando dietro al bancone dove si apprestp a preparare il caffè chiesto da Jonghyun.
«Hai detto che non è semplice, qualunque cosa sia, eppure se continui a scappare questa cosa non diventerà mai semplice.» Disse Taeyeon appoggiandosi al bancone. «Hai cinque minuti non uno di più.» Aggiunse poi con un sorriso agghiacciante che fecce annuire Jingoo.

«Ecco il tuo ordine.» Jingoo cercò di essere il più naturale possibile mentre serviva Jonghyun. «La torta è per te.» Disse Jonghyun spingendo il dolce in direzione di Jingoo che si era seduto di fronte a lui. «Odio i dolci.» Spiegò il maggiore aggiungendo alcuni cubetti di ghiaccio al suo caffè freddo.
«Grazie...» Sussurrò Jingoo improvvisamente timido. «Ho solo cinque minuti.» Aggiunse.
«Sono più che sufficienti.» Garantì Jonghyun sorseggiando il suo caffè. Jingoo sentì una fitta allo stomaco sentendo quelle parole. «Allora...»
«So che ti piaccio.» Jingoo sgranò gli occhi di fronte a quella dichiarazione, ma cercò di simulare la sorpresa e il disaggio con una risata forzata. «Che cosa dici?» Chiese il minore con un sarcasmo che non provava.
«Ti ho sempre visto osservarmi o scattarmi delle foto.» Jingoo sentì il mondo cadergli addosso. «Allora per tutto questo tempo ti sei divertito a prenderti gioco di me?!»
«Dipende, alcune cose erano divertenti.» Rispose Jonghyun con un sorriso.
«Cosa vuoi?» chiese Jingoo con un improvvisa rabbia.
«Perché non sei mai venuto da me a confessare i tuoi sentimenti?»
«Eh?»
«Perché non mi hai detto che mi ami?»
«Io... P-perché avrei dovuto?»
«Perché sarebbe stato tutto più facile.»
«Mi stai confondendo...» Sussurrò Jingoo in preda al panico.
«Okay facciamola più facile.» Disse Jonghyun con un tono divertito. «Dimmello.»
«Dirti cosa?» Chiese Jingoo confuso.
«Dimmi che mi ami.»
«Senti io non credo che questo sia proprio il momento per fare scherzi del genere e---»
«Stai zitto e fallo!» Esclamo Jonghyun fermando il monologo di Jingoo.
Ci furono degli attimi di silenzio prima che Jingoo riuscisse a trovare il coraggio di parlare.
«Jonghyun io... Provo qualcosa per te. Da un pò. Forse più di un pò. Comunque la cosa non cambia poi molto. Mi piaci... Sei contento?»
«Molto, perché mi piaci anche tu.»

Jingoo finì puntuale il suo lavoro alla caffetteria e quando usci nella tarda serata rimase sorpreso di trovare Jonghyun fermo di fronte all'ingresso. «Che ci fai qui? Pensavo fossi andato via.»
«Ti accompagno a casa.» Rispose Jonghyun.
«Non serve---»
«Andiamo!» Jonghyun avvolse un braccio intorno alle spalle di Jingoo spingendolo vicino a se. «Dove vivi?» Chiese il maggiore ignorando o fingendo d'ignorare il nervosismo che percorreva il corpo di Jingoo.
«Q-qui v-vicino.» Balbettò il minore sentendo le guance riscaldarsi.
Jingoo e Jonghyun camminarono in silenzio e per tutto il tragitto Jonghyun non si allontanò dal minore.
«Lì!» Disse improvvisamente Jingoo quando giunsero di fronte al palazzo dove si trova il suo appartamento.
«Tu non condividi la camera con il piromane giusto?!»
«Cosa?» Chiese Jingoo.
«So che vivi insieme a Bogeom, e mi chiedevo se condividevate la camera.»
«Ah~ Bogeom. Io e lui abbiamo camere separate. Ma ogni tanto dorme nella mia camera.»
«Perché?»
«Ha paura dei temporali. Anche alla casa famiglia ogni volta che c'era un temporale correva dentro il mio letto.» Jingoo sorrise ricordando i vecchi tempi con l'amico.
«Siete davvero molto vicini.» Constatò Jonghyun facendo annuire Jingoo.
«Bogeom è stata la prima persona ad avvicinarsi a me quando sono arrivato alla casa famiglia. Da quel momento non ci siamo mai separati. È come il fratello che non ho mai avuto... Una parte di me.»
«I tuoi genitori sono morti?» Chiese Jonghyun con delicatezza.
«Mia madre mi ha abbandonato. Per quel che ricordo una notte presse tutte le sue cose e scappò via. Mio padre invece credo che faccia avanti e indietro dalla prigione. Avevo sette anni quando mio padre mi abbandonò alla casa famiglia.»
«Non ti ha mai cercato.» Jingoo scosse la testa. «Onestamente è meglio così, sono più felice adesso di quando vivevo con lui.» Sorprendendo il minore Jonghyun lo abbraccio, dopo il primo momento di confusione Jingoo ricambiò l'abbraccio.
«Che cosa state facendo?» Jingoo si separò bruscamente dall'abbraccio del maggiore voltandosi verso la fonte di quella voce.
«Niente!» Esclamò subito riconoscendo l'intruso.
«Quando fatte cose del genere chiudetevi in una stanza.»
«Scusami ma tu chi sei?» Chiese Jonghyun un pò infastidito.
«Ah, lui è Luhan l'altro ragazzo che condivide l'appartamento con me e Bogeom.»
«Ah quindi tu e il piromane non vivete da soli.»
«No. Luhan è uno studente trasferitosi dalla Cina, è con noi da poco.»
«Tu sei il famoso Jonghyun... Sei bello!» Jonghyun sorrise alle parole di Luhan. «Sono famoso eh?» Chiese divertito guardando Jingoo che arrossì.
«Non per quel che pensi. A scuola ho sentito delle voci che dicono che sei un tipo violento tutto qui.»
«Ah... Quel tipo di voci.»
«Tranquillo non do molto ascolto alle voci.» Si affrettò a dire Luhan con un sorriso gentile. «Ho molto da studiare, io vado di sopra.»
«Ci vediamo.» Lo salutò Jonghyun mentre Luhan ricambiava il saluto con un gesto della mano.
«In quanti vivete in quell'appartamento?» Chiese Jonghyun quando rimase da solo con Jingoo.
«Solo noi tre.» Rispose Jingoo.
«Meglio così.» Sussurrò Jonghyun.
«Cosa?!» Chiese Jingoo che non aveva sentito.
«Niente. Si è fatto tardi, sarà meglio che adesso vada. Ci vediamo domani.»
«Okay, ci vediamo domani.» Jonghyun fecce ancora una volta una mossa che sorprese Jingoo quando gli presse il volto tra le mani e lo baciò delicatamente sulle labbra.
«Buonanotte.» Sussurrò Jonghyun separandosi dal minore.


La mattina dopo al Haven High School tutti seppero che Jingoo e Jonghyun stavano insieme quando quest'ultimo nel bel mezzo del corridoio avvolse le spalle del minore con il suo braccio e lo bacio sulle labbra.
«Lo sapevo!» Fu l'esclamazione d'eccitazione di Jaehwan che si trovava ad assistere alla scena facendo sorridere Jonghyun e arrossire Jingoo

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