sabato 14 maggio 2016

TSSFY: Capitolo 6




«Fai A~» Bogeom fissò Inguk porgergli il cucchiaio pieno di riso e si impose con fermezza di non ubbidire e di non aprire la bocca.
«Il mio polso è guarito adesso posso anche mangiare da--» Inguk approfittò del momento in cui Bogeom parlò per infilargli la cucchiaia in bocca.
«Posso facilmente fare il medico o l'infermiere... credo di essere portato nell'assistere gli altri.» Sorrise Inguk rifornendo il cucchiaio con altro riso.
«Non ti ho mai chiesto di assistermi.» Erano passate 2 settimane da quando Bogeom aveva avuto l'incidente e Inguk era diventata una figura onnipresente nella stanza di Bogeom. Conosceva tutte le infermiere, che per niente stupide si erano follemente innamorate di lui, gli altri pazienti del reparto e i loro famigliari. Questo perché Inguk trascorre ore intere in quella stanza. Escludendo le ore scolastiche si può dire che Inguk trascorreva il resto delle giornate con Bogeom.
«Non hai niente di meglio da fare?» Se all'inizio Bogeom era stato internamente felice adesso iniziava a stancarsi. Amava ancora il ragazzo, sempre in segreto ovvio, non avrebbe smesso tanto facilmente ma Inguk quando voleva diventava... Snervante.
Bogeom era lentamente guarito, il dolore era sparito, il polso guarito e il colore della sua pelle era tornato quello di prima, ma per Inguk Bogeom era un malato bisognoso di attenzioni continue.
«Apri la bocca!»
«Quando arrivano Jingoo e Luhan, hanno promesso di portarmi del pollo.»
«Hanno i corsi pomeridiani.»
«E perché tu sei qui? Non hai gli allenamenti di calcio?»
«Ho presso un permesso.» Bogeom lasciò andare un sospiro. «Apprezzo davvero il tuo aiuto, ma io adesso sto bene quindi puoi allentare un pò la pressa.»
«Fai A~»
«Non ho intenzione di fare A~» Nel momento in cui Bogeom aprì la bocca Inguk ci mise dentro il cucchiaio.

«Le infermiere dicono che quando non ci sono non fai ne colazione ne pranzo.»
«Parli con le mie infermiere?» Chiese Bogeom con la bocca piena.
«Sono loro a parlare con me.» Rispose Inguk con innocenza.
«Bugiardo.»
«I pasti sono importanti. Non puoi saltarli.»
«Io non salto i pasti, e solo che quello che portano non mi piace.»
«Il cibo dell'ospedale e nutriente e ti aiuta a stare meglio.»
«Perché non fai A~ e ti infili quel cucchiaio in bocca, poi vediamo se mi ripeti ancora di aprire la bocca.» Disse Bogeom incrociando le braccia al petto. Inguk lanciò uno sguardo di sfida in direzione di Bogeom riempi il cucchiaio di riso e se lo mise in bocca.
«Dio mio perché ha questo sapore?!» Chiese Inguk quando con forza mandò giù il boccone.
«Voglio del cibo vero!» Si lamentò Bogeom sdraiandosi sul letto. «Voglio tornare a casa!» Continuò coprendosi il volto con il lenzuolo facendo sorridere Inguk.


«Non sono mai stato così felice di rivedere casa come adesso.» Bogeom era uscito dall'ospedale dopo altri tre giorni di ricovero e il ragazzo ne era felicissimo. Le infermiere erano sembrate un pò deluse di non poter più rivedere Inguk, ma a Bogeom non importava nulla di loro, voleva solo dormire nel suo letto, mangiare il cibo che gli piace e rimettersi a dipingere.
«Mi sei mancato amore!» Disse sorridendo e abbracciando in cavalletto in mezzo alla sua stanza.
«Ti direi che la scena è romantica ma al momento riesco a pensare solo che è inquietante.» Bogeom si voltò verso la porta sorridendo a Luhan che se ne stava appoggiato allo stipite.
«Mi è mancando dipingere, è una fortuna che il polso non fosse rotto.» Sorrise Bogeom mostrando all'amico il polso che in precedenza si era slogato.
«Quel giorno ci hai davvero spaventato. Pensa che anche Jonghyun ha versato qualche lacrima.» Bogeom sorrise. «Non è colpa mia.» Disse poi il giovane andandosi a sdraiare sul letto. «Io ho attraversato la strada nel momento giusto è quell'auto che è venuta fuori dal nulla sbagliando.»
«Lo so, idiota ma ci siamo spaventati lo stesso!» Affermò Luhan sedendosi sul letto di Bogeom.
«Comunque dove sono tutti? Onestamente pensavo che sarebbe venuto Inguk a prendermi trascinandomi fuori dall'ospedale su una sedia a rotelle.» Luhan ghignò guardando Bogeom dall'alto. «Ti sarebbe piaciuto vero?» Scherzò il maggiore.
«Non lo so. Inguk in questi giorni è stato... Strano.»
«Io credo solo che si sia preoccupato per te, alla fine sembra che ti veda davvero come suo amico.» Luhan si sdraio di fianco a Bogeom fissando insieme a lui il tetto.
«Non riesco ad essere suo amico.» Disse Bogeom a voce bassa. «So che è una brava persona ma essere suo amico è... difficile.»
«Non puoi per forza essere il suo migliore amico, ma almeno puoi provare ad essere un pò più socievole.» Bogeom si volto a guardare Luhan con sguardo serio. «Ti piace?» Gli chiese senza sbattere ciglio. «Mi piaci di più tu.» Rispose di rimando Luhan con la stessa serietà facendo sorridere Bogeom.
«Comunque dove sono tutti?»
«Jingoo è al lavoro, Jonghyun probabilmente sta aspettando che Jingoo finisca di lavorare mentre Bogeom è agli allenamenti, l'allenatore è ritornato dal suo periodo di malattia e non accetta assenze ingiustificate.»
«E tu? La tua non è un assenza ingiustificata?»
«Non ho mai fatto nessuna assenza.»


«Razza di rammolliti cos'avete fatto mentre ero via? Datevi da fare se non volete finire tutti in panchina!» L'allenatore ufficiale della squadra se ne stava a bordo campo ad assistere agli allenamenti dei giocatori che con un pallone ai piedi correvano per tutto il campo dribblando gli ostacoli che apparivano loro di fronte.
«Ho sentito che Bogeom oggi torna a casa.» Disse Taekwoon affiancando Inguk nella corsa.
«Già, Luhan è andato a prenderlo in ospedale.» Rispose Inguk senza distogliere l'attenzione dal suo pallone.
«Le cose vanno bene tra voi?» Chiese Minseok affiancando Inguk dall'altro lato.
«Non lo so.» Rispose Inguk con sincerità. «In ospedale l'ho un pò costretto ad avere un approccio con me, ma adesso non so proprio come si metteranno le cose.»
«Magari Bogeom ha i suoi validi motivi per non voler esserti amico.» Suggerì Minseok. «Magari, dico solo magari, esserti amico è più difficile di quanto tu possa pensare.» Continuò Minseok.
«Perché dovrebbe essere difficile? Io sono una persona piacevole, giusto?!»
«Forse troppo piacevole!» Sorrise Minseok.
«Devo essere meno gentile?» Chiese Inguk.
«Non è una questione di gentilezza Inguk e solo che tu per lui sei troppo...»
«Troppo cosa?» Chiese Inguk.
«Troppo e basta!» Esclamò Minseok concludendo la sua frase.
«Ah~~ Ti riferisci a quel genere di troppo.» Disse Taekwoon che aveva, con solo una frase, capito tutta la situazione.
«A cosa vi riferite?» Chiese Inguk confuso.
«Non è qualcosa che possiamo dirti noi.» Sorrise Taekwoon.
«Ehi voi tre siete qui per fare salotto o per allenarvi.» Urlò l'allenatore rivolgendosi a Minseok, Inguk e Taekwoon che si sentirono mortificati.


«Sono a casa...» Inguk si trascinò dentro l'appartamento sussurrando quelle parole con un filo di voce.
«Sembri un cadavere.» Inguk alzò lo sguardo incontrando quello di Bogeom che se ne stava sulla porta, che conduceva in cucina, con un bicchiere di latte in mano.
«Sei ancora sveglio?» Chiese Bogeom abbandonando il borsone con le sue cose da lavare all'ingresso e strisciando verso il divano dove si lasciò cadere di pancia.
«Perché sei tornato così tardi? È quasi mezzanotte.»
«L'allenatore ha trattenuto alcuni di noi perché ritiene che eravamo fuori allenamento.» Sussurrò Inguk chiudendo gli occhi.
«Può fare una cosa del genere?!»
«Hmm...»
«Hai mangiato?»
«Hmm...»
«Stai dormendo?»
«Hmm...»
«Hai davvero intenzione di dormire sul divano?»
«Sono troppo stanco...»
«Pensavo mi avresti risposto con un altro "Hmm"»
«Hmm...»
«Oh beh... Buona Notte Inguk.»
«Hmm... Buonanotte Bogie.» Bogeom sgranò lo sguardo fissando Inguk. «Come mi hai chiamato?» Chiese ma Inguk stava già dormendo e non rispose alla domanda.
Bogeom resto a lungo fermo a fissare l'altro dormire mentre quel nomignolo che Inguk gli aveva affibbiato quando erano solo dei bambini gli rimbombava nelle orecchie.
Bogie... Era così che Inguk chiamava Bogeom nel periodo in cui vivevano entrambi alla casa famiglia.


Il giorno dopo Inguk si sveglio sul divano, le osa completamente a pezzi per l'esagerato esercizio finisco e la schiena dolorante per la posizione scomoda in cui si era addormentato. Era sabato mattina la scuola era chiusa, mentalmente Inguk tiro un grosso sospiro di sollievo, e la casa era completamente silenziosa. Inguk andò in bagno fecce quello che doveva fare e poi si preparò una tazza di cereali e latte, quando finì di mangiare e ripuliva la scodella che aveva utilizzato sentì il rumore di una sedia che veniva trascinata sul pavimento.
Allora non sono solo. Si disse Inguk uscendo dalla cucina. Tutte le stanze della casa avevano la porta aperta solo una era chiusa ed era la stanza di Bogeom, ma Bogeom teneva sempre la porta chiusa eppure le altre erano aperte. Fiducioso di non sbagliarsi, Inguk andò alla porta della stanza di Bogeom aprendola delicatamente e sbirciando al suo interno. Inguk non si era sbagliato, al centro della stanza impegnato a dipingere c'era Bogeom intento a muovere la testa a ritmo con qualunque canzone stesse ascoltando dalle cuffie.
Spinto dalla curiosità di sapere cosa il minore stesse dipingendo, Inguk entrò nella stanza, senza preoccuparsi di non fare rumore, tanto l'altro non l'avrebbe sentito in ogni caso, e si avvicinò a Bogeom spiandolo alle sue spalle.
Bogeom era impegnato nella realizzazione di un dipinto primaverile, dove troneggiava una grande quercia un prato verdissimo un cielo azzurro e due bambini sdraiati sul prato a fissare il cielo. Inguk ebbe un senso di deja vu mentre fissava quel dipinto. Sentendosi osservato Bogeom si volto sussultando quando si ritrovò a fissare Inguk. «Che ci fai qui?» Chiese il minore spegnendo la musica e togliendosi le cuffie.
«Scusami non volevo entrare in camera tua, e che ho sentito un rumore e sono entrato...» Balbetto Inguk un pò scosso.
«Tranquillo non devi farne un dramma, però la prossima volta dimmi che sei entrato.»
«Scusa. Il tuo dipinto è molto bello... Cos'è un ricordo?»
Bogeom fissò il dipinto con sguardo critico. «Non so... manca qualcosa per renderlo un ricordo.»
«Cosa?» Chiese Inguk.
«Che qualcuno se ne ricordi...» Sussurrò Bogeom mettendo via il pennello e asciugandosi le mani sui jeans. «Il coordinatore della mia mostra ha detto che sarebbe stato utile un tema generale per collegare i quadri, così ne ho scelto uno...»
«L'infanzia?»
«I ricordi.»
«Quindi quale sarà il titolo della mostra? Ricordi?»
«Le stelle brillano per te.» Sorrise Bogeom.
«È un titolo un pò strano per questo tema.»
«Questa frase è il ricordo più bello che ho.» Inguk aggrottò la fronte perplesso di fronte all'espressione felice e sognante di Bogeom, ma allo stesso tempo sentì il cuore battere forte.

1 commento:

  1. Aaaaaaaaaaaaw *.* bello bello!!!! Nn vedo l'ora k Inguk si ricordi tutto!!! K cicciniiiiiii!!!!!!

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