sabato 23 luglio 2016

NMM: Capitolo 4



Quando quella mattina Luhan uscì da casa Son con Dongwoon e Junhyung, per dirigersi a scuola, trovò suo cugino Aaron ad attenderlo di fronte ai cancelli di casa.
«Cosa ci fai qui?» Chiese Luhan in cinese.
«Volevo vedere il mio adorato Lulu.» Rispose Aaron con un sorriso allargando le braccia e abbracciando il cugino. «Sembri ancora più sottile dell'ultima volta che ti ho visto.»
«Devo andare a scuola.» Protesto Luhan sciogliendo l'abbraccio del cugino.
«Lo so. Vi accompagno.» Disse Aaron con un sorriso.
«Il prossimo trimestre iniziamo il corso di Cinese.» Sussurrò Dongwoon e Junhyung annuì consenziente.
«Ragazzi mio cugino ci accompagna a scuola.» Disse Luhan tornando al coreano e voltandosi a guardare gli altri due.
«Allora chi di voi due è il fidanzato di Luhan?» Chiese Aaron una volta in auto.
«Gēge!» Lo richiamò Luhan imbarazzato.
«Non indicherò nessuno ma posso dirti che non sono io.» Disse Dongwoon con un sorriso.
«Yah!» Lo richiamò Junhyung fulminando l'amico con lo sguardo.
«Spero che tu non faccia soffrire il mio Luhan, non lo da a vedere ma ha un cuore che si ferisce facilmente.» Disse Aaron incontrando lo sguardo di Junhyung attraverso lo specchietto retrovisore.
«È così imbarazzante.» Si lamentò Luhan affondando nel sedile di fianco al guidatore.
«Quando tornerai in Cina?» Chiese Luhan sperando di cambiare argomento.
«Andrò in aeroporto subito dopo averti portato a scuola.»
«Di già?» Chiese Luhan deluso.
«Sono un uomo impegnato lo sai.»
«Lo so.» Luhan sospirò. «Dì a mamma e papà che mi mancano.»
«Ovviamente. Gli zii saranno felici di sapere che hai degli amici e anche un fidanzato.» Luhan arrossì alle parole del cugino ma non nego nessuna affermazione.
Quando giunsero a scuola Luhan si trattene dentro l'auto del cugino abbracciandolo stretto diverse volte e raccomandandogli di prendersi cura dei suoi genitori.
Quando stava entrando a scuola Luhan si trovò braccato, sì braccato era la parola giusta, da Bogeom, Inguk, Jingoo e Jonghyun.
«Dove sei stato tutta la notte? Chi era quel tipo in macchina? Chi erano quei ragazzi scesi dalla macchina? Perché non mi rispondi?» Chiese Bogeom tutto d'un fiato.

«Respira Bogie.» Ridacchiò Inguk appoggiando la mano sulla spalla del ragazzo.
«Ero molto preoccupato per te. Avevi una voce così strana ieri.»
«Oh.... quello in macchina è mio cugino. Hmm... quei ragazzi sono dei miei compagni di classe... ahmm siamo in un gruppo di studio e... dovevamo finire un progetto.» Bogeom aggrottò la fronte mentre fissava il maggiore di fronte a se. «Tu non me la racconti giusta.»
«Lascialo stare Bogeom, è un bene che Luhan faccia nuove amicizie.»
«Non è proprio così..» Sussurrò Luhan in difficoltà.
«Perché tuo cugino è in Corea?» Chiese Jingoo.
«Per lavoro. È arrivato ieri e oggi già riparte.»
«Che peccato potevamo invitarlo a cena nell'appartamento.» Sorrise Jingoo.
«Ah... quasi dimenticavo, il club di calcio ha un incontro prima delle lezioni.» Disse Inguk.
«Già, l'avevo quasi dimenticato. Andiamo!» Disse Luhan.
«Ci vediamo a pranzo.» Salutarono Luhan e Inguk, quest'ultimo aggiungendo un bacio sulla guancia di Bogeom.
«Mi piace il colore che prendono le guance di Bogeom quando lo bacio.» Confidò Inguk mentre lui e Luhan si dirigevano al campo sportivo.
«Siete una strana coppia.» Ridacchiò Luhan.
«Dopo il diploma, per la pausa estiva, ho intenzione di portare Bogeom in Cina dai miei genitori. Questo ci renderà una coppia ufficiale.»
«Pensavo che a rendervi una coppia ufficiale fosse tutto il sesso che fatte.» Ridacchiò Luhan facendo sorridere Inguk. «Io ho davvero intenzione di sposarlo in futuro, quindi è meglio che incontri presto i miei genitori, così da rendere tutto chiaro fin dall'inizio.»
«I tuoi sono a conoscenza delle tue intenzioni?» Chiese Luhan.
«Ne ho parlato ai miei genitori, e loro sono stati molto comprensivi.»
«Sul serio?»
«A quanto pare da bambino, prima del mio incidente, ripetevo spesso che avrei sposato Bogie. Quindi credo che un pò se l'aspettassero.»
«Anche i miei genitori mi hanno accettato senza problemi. Ho sempre pensato che forse così per tutti, l'essere accettati per quello che si è, ma non sempre è così.»
«Beh alla fine che importa se le persone non ti accettano per quello che sei, l'importante è che sei tu ad accettarti per quello che sei.» Inguk aprì le porte della palestra e insieme a Luhan si andò a sedere sulle gradinate dove se ne stavano gli altri giocatori della squadra di calcio.
«Ragazzi scusate se vi ho fatto venire qui ma avevo bisogno di parlare di qualcosa con voi.» Iniziò Taekwoon il capitano della squadra di calcio.
«Mancano due settimane prima che finisca quest'anno scolastico e ci restano solo due partite per finire il campionato. Sono orgoglioso di voi ragazzi per essere giunti fino a questo punto. Sò che sarebbe bello se vincessimo, ma è anche vero che va bene così sono soddisfatto dei nostri risultati insieme.» I membri della squadra applaudirono il capitano.
«Con la fine di questo campionato tre membri della squadra andranno via. Per me, Minseok e Inguk è l'ultimo anno, non andranno via solo dei membri della squadra ma anche un capitano e il suo vice.» Taekwoon diete il segnale a Minseok per parlare.
«Io e Taekwoon ne abbiamo discusso con l'allenatore e abbiamo deciso che i tre nuovi titolari saranno scelti all'inizio dell'anno in un amichevole con le nuove matricole interessate ad entrare in squadra. Per la scelta del capitano e del suo vice, abbiamo già fatto la nostra scelta.»
«Dopo la nostra ultima partita passerò in consegna la fascia di capitano a Choi Minho.» Il ragazzo in questione fu molto sbalordito e felice di sentire il suo nome.
«Siamo sicuri che Minho sarà un grande capitano, Il suo vice invece sarà Woohyun.» Un applauso partì dal capitano, e dal suo vice, che coinvolse il resto della squadra.
«Sono sicuro che sarete i migliori!» Affermò Taekwoon con orgoglio. «Adesso potete andare in classe. Discuteremmo dei dettaglio dopo durante gli allenamenti.» I ragazzi iniziarono a disperdersi e Luhan corse incontro a Minseok.
«Minseok, posso parlarti?» Chiese Luhan e il maggiore annuì. «Parliamo mentre andiamo in classe.» Aggiunse facendo strada al minore.

«Ieri ho baciato Junhyung!» Iniziò Luhan.
«Questo non me l'aspettavo.» Sussurrò Minseok sbalordito.
«Tralasciando inutili dettagli. La storia che è etero è tutta una balla.» Disse Luhan.
«Cosa? Di che parli?»
«Me l'ha detto Junhyung. A quanto pare lui si finge etero per il padre che non accetta il suo orientamento sessuale.»
«Ma lui ha una ragazza.»
«Già a quanto pare lei è lesbica.»
«Wow, è meglio di un drama! »
«Ha detto che gli piaccio molto.» Gongola Luhan arrossendo.
«Che significa? Che adesso siete una coppia?» Chiese Minseok e Luhan si rabbuio.
«Non credo. Quando mi ha detto che gli piaccio la sua voce aveva un che di strano come se ci fossero delle parole non dette.» Spiegò Luhan.
«Quindi in pratica gli piaci ma non vuole stare con te?»
«Non credo che sia neanche questo. È come se qualcosa lo bloccasse.»
«Magari è suo padre. Hai detto che non l'accetta.» Luhan lasciò andare un sospiro. «Quell'uomo non è del tutto normale. Tempo fa l'ho visto picchiare Junhyung nel parcheggio della scuola. Quale padre picchia il proprio figlio?»
«Non tutti i genitori sono di mentalità aperta come i tuoi o i miei genitori.» Disse Minseok serio. «Alcuni genitori non accettano i loro figli per quello che sono e glielo fanno pesare. Alla nostra età soprattutto è più difficile perché dipendiamo dai nostri genitori. »
«Vorrei poter fare qualcosa per Junhyung.... ieri quando mi parlava di suo padre la sua voce era così spenta.» Luhan lasciò andare un grosso sospiro.
«Luhan sei un bravo ragazzo, ma non sempre si può essere di aiuto agli altri. Questa è una faccenda che deve risolvere Junhyung.» Luhan abbassò lo sguardo abbattuto ma non ribatte le parole di Minseok perché dentro al suo cuore sapeva che il maggiore aveva ragione.


Junhyung e Dongwoon erano quasi giunti in classe quando la loro strada venne bloccata da Lee Hyeri, una bellissima ragazza dai corti capelli e lo sguardo infantile.
«Ehi Jun, possiamo parlare?» Chiese Hyeri docilmente.
«Cosa c'è?» Chiese Junhyung con un sorriso. Quella mattina si sentiva estremamente di buon umore ed era tutto grazie al suo bellissimo risveglio con Luhan tra le braccia.
«Da sola.» Chiese Hyeri lanciando uno sguardo a Dongwoon. «Io entro in classe.» Disse Dongwoon sorridendo alla ragazza e lanciando uno sguardo interrogativo a Junhyung che si ritrovò a fare spallucce.
«Jun mi dispiace ma non posso più fingermi la tua ragazza.»
«Cosa?» Junhyung era sorpreso da quelle parole. «Che vuoi dire?»
«Beh, i miei genitori mi hanno trovata in intimità con Minha così.. beh hanno scoperto che i ragazzi non sono il mio genere.» Spiegò la ragazza un pò timidamente.
«È andata bene?» Chiese Junhyung.
«Vivo con mia nonna adesso. I miei genitori non sembrano molto contrari ma sai mio fratello è il loro preferito e lui li ha messi contro di me.»
«Mi dispiace.»
«Sto bene. Onestamente mi sento un pò più leggera. Comunque sono preoccupata per te.»
«Per me?» Chiese Junhyung sorpreso.
«Ho sentito che tuo padre è in bancarotta.»
«Come fai a saperlo?»
«Un amico di mio padre era uno dei suoi finanziatori. Sembra che lentamente la voce si stia diffondendo. Mi dispiace.» Junhyung lasciò andare un sospiro e improvvisamente sentì che non era importante. Fin dall'inizio della notizia della bancarotta del padre aveva temuto che una volta che gli altri avessero scoperto la verità sarebbe stato imbarazzato e umiliante, ma in realtà non era così. Sentiva solo pietà per quell'uomo che ai soldi teneva molto più del suo stesso figlio.
«Va bene, è un suo problema, non voglio pensarci.» Sorrise Junhyung. «Congratulazione Hyeri, sono felice per te.»
«Sento di essere diventata una donna.» Rise Hyeri. «Adesso tocca a te. Trova qualcuno che ti faccia sfidare il mondo e diventare uomo.»
«Yah, io sono già uomo.» La campanella suonò sopra la risata di Hyeri.
«Andiamo in classe.»
«Vai avanti, adesso arrivo.» Hyeri annuì alle parole di Junhyung ed entrò in classe mentre Junhyung si appoggiò al muro in attesa di Luhan.
«Cosa ci fai qui fuori, l'insegnante arriverà a momenti.» Disse Luhan quando andò incontro a Junhyung che senza dire una parola abbracciò l'altro.
«Tutto bene?» Chiese Luhan sorpreso dal gesto di Junhyung che annuì affondando il naso nel collo dell'altro e inalando il suo profumo. «Mi sei mancato.» Sussurrò poi nell'orecchio di Luhan facendolo arrossire. «Mi sei mancato tantissimo.»

«Mi sei mancato anche tu...» Sussurrò a sua volta Luhan ricambiando l'abbraccio.

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