sabato 30 luglio 2016

NMM: Capitolo 5



«Vai Luhan, fai vedere chi sei!» Dongwoon era esaltato mentre faceva il tifo dagli asfalti del campo sportivo della scuola. Quel giorno si stava disputando la penultima partita della squadra di calcio. La Heaven High School si stava scontrando con la Woolee School e il loro punteggio era in parità. Luhan e Minho avevano presso il controllo della palla e tra un passaggio e una finta si scambiavano la palla correndo verso la porta avversari negli ultimi minuti di partita. Fu durante uno scontro uno contro uno che Luhan vide uno spiraglio di luce e passò la palla a Minho che segnò sul fischio di fine partita portando la sua squadra alla vittoria. I tifosi sulle gradinate era in festa e così anche i membri della squadra.
«È incredibile.» Sussurrò Junhyung fissando Luhan e gli altri ragazzi festeggiare con il sorriso sulle labbra. «Ti stai innamorando di lui ancora di più?» Chiese Dongwoon divertito e il giovane scoppiò a ridere nel momento in cui Junhyung annuì.
Luhan vide Bogeom e gli altri e li saluto sorridendo, ma il suo sorriso si allargò a dismisura quando incontro lo sguardo di Junhyung che ricambiò il saluto.
«Chi è quel tipo?» Chiese Bogeom notando lo strano sorriso che i due ragazzi si erano scambiati.
«Non è un compagno di classe di Luhan? L'abbiamo visto l'altro giorno scendere dalla macchina di suo cugino.» Disse Jingoo.
«Ah, vero è quel ragazzo. Chi sa che sta succedendo tra i due.»
«Vuoi che ti faccia un disegno?» Chiese Jonghyun lanciando un occhiata a Bogeom che sbuffò ignorandolo.
«Spero per quel tipo che non ferisca Luhan o gli faccio mangiare tutti i denti.» Sussurrò Bogeom fissando in cagnesco Junhyung.



Junhyung e Dongwoon stavano aspettando l'arrivo di Luhan all'ingresso della scuola, quando il telefono di Dongwoon vibrò l'arrivo di un messaggio. «Oh...» Esclamò Dongwoon dopo aver letto il messaggio.
«Che succede?» Chiede Junhyung.
«Il fidanzato di mia sorella, Kikwang, mi ha chiesto se possiamo vederci.»
«Perché?»
«Oh, beh tra qualche giorno è il compleanno di Jinah e lui vuole che io gli dia una mano per sceglierle un regalo.» Junhyung aggrottò la fronte.
«Perché ha proprio bisogno di te??» Dongwoon fece spallucce ignaro. «Tra l'altro come fa ad avere il tuo numero?»
«Gliela dato mia sorella. Yah Junhyung è normale che abbia questa strana sensazione nello stomaco!?»
«Stana sensazione? Che vuoi dire?»
«Non so come spiegarlo ma... Ho qualcosa che si agita nello stomaco.» Junhyung abbozzò un sorriso. «Ricordi quello che ti dissi tempo fa riguardo alla tua cotta per Kikwang?» Dongwoon si fermò a riflettere ma poi scosse la testa. «Lo sai com'è la mia memoria cancello tutto quello che è superfluo.» Junhyung sospirò poi si voltò ad affrontare il suo migliore amico e gli appoggiò una mano sulla spalla fissandolo negli occhi.
«Dongwoon tu sei geloso di tua sorella.» Scandì Junhyung.
«Yah che stai dicendo? Perché dovrei esserne geloso?»
«Hai creduto che lui fosse come tutti gli altri ragazzi e che nel giro di una settimana sarebbe stato scaricato da tua sorella. Ma non è così e il messaggio di poco fa ti ha fatto capire che la loro storia è più seria di quanto pensasi.» Dongwoon era sorpreso dalle parole dell'altro.
«Io so che tra noi due non potrà mai esserci nulla!» Disse Dongwoon con convinzione.
«Sì sono sicuro che la tua mente ne sia al corrente, ma ho i miei dubbi sul cuore. Il tuo cuore vivrà fino all'ultimo la speranza che tra voi possa succedere qualcosa.»
«Oh dio Jun che faccio?» Chiese Dongwoon in preda al panico.
«Ci sono due opzioni possibili. Puoi rispondere a quel messaggio e correre da Kikwang, approfittando di questa occasione per passare del tempo con lui oppure puoi ignorare il messaggio e fingere che non l'hai mai ricevuto.»
«Ma è crudele ignorarlo.»
«Ti ho dato due opzioni Dongwoon sta a te sceglierne una.»
«Quali opzioni?» Chiese Luhan arrivando alle spalle dei due ragazzi.
«Dongwoon ha ricevuto un messaggio da Kikwang, il fidanzato della sorella, gli ha chiesto se può aiutarlo a scegliere un regalo per il compleanno della fidanzata.»
«Ouch... questo deve fare male al cuore.» Commentò Luhan dando qualche pacca affettuosa sulla spalla di Dongwoon che fecce sorridere Junhyung.
«Visto te l'ho detto io, ignora il messaggio e falla finita. Metti una distanza tra te e lui e trova qualcun altro a cui dare i tuoi sentimenti, magari qualcuno gay.» Dongwoon sospirò abbassando lo sguardo.
«È così difficile.» Sussurrò Dongwoon.
«L'amore non è mai facile.» Sorrise Luhan.
Dongwoon abbassò lo sguardo sul cellulare fissando quel messaggio.
«L'hai detto anche tu che conosci i tuoi limiti in quest'amore impossibile. Quindi smettila di girarci intorno e cancella quel messaggio.» Dongwoon storse le labbra al tono di rimproverò di Junhyung ma accettò il consiglio dell'amico e cancellò il messaggio.
«Probabilmente la mia anima gemella è lì fuori nel mondo ad aspettarmi, giusto?»
«Ovvio!» Sorrise Luhan avvolgendo le spalle di Dongwoon con il braccio. «Devi solo cercarla.»
«Spera solo che sia nel perimetro di Seoul o sarà una lunga ricerca.» Disse Junhyung facendo storcere il naso a Dongwoon e Luhan.

«Mia mamma ha detto d'invitare Luhan a cena.» Disse Dongwoon mentre con gli altri si dirigeva fuori da scuola.
«L'ha detto sul serio?» Chiese Luhan.
«Sì. Mia madre è cresciuta in una famiglia numerosa quindi è felice quando ha la casa piena di persone di cui occuparsi.»
«E poi la signora Son cerca di far restare vive le amicizie di Dongwoon, se non fosse stato per la sua gentilezza non sarei stato suo amico.» Dongwoon lanciò un occhiataccia a Junhyung che rise divertito.
«Che sta succedendo? Perché c'è l'auto della polizia?» Chiese Luhan quando oltrepassarono i cancelli della scuola.
«È morto qualcuno?» Chiese Dongwoon con circospezione.
«Yah l'avremmo saputo se fosse morto qualcuno.» Disse Junhyung facendo annuire Dongwoon.
Quando le porte dell'auto si aprirono due agenti, uno in divisa e l'altro in abiti civili, si avvicinarono ai i tre amici che rimassero paralizzati. «Ho come l'impressione che siano qui per noi.» Sussurrò Dongwoon con agitazione.
«Yong Jun Hyung?» Chiese l'agente in abiti civili rivolgendosi direttamente a Junhyung che annuì con un sì. «Devi seguirci alla centrale di polizia.»
«Cosa?» Chiesero Dongwoon e Luhan sorpresi.
«Perché? Non ho fatto nulla.» Si difese Junhyung con uno strano presentimento nello stomaco
«Dobbiamo solo farti alcune domande.» L'agente appoggiò una mano sulla spalla di Junhyung spingendolo verso l'auto.
«Ehi non potete farlo!» Esclamò Luhan andando dietro l'agente e fermandolo afferrandolo per un braccio. «Junhyung è minorenne non potete prelevarlo senza l'autorizzazione di un genitore.» L'agente si scrollò di dosso la mano di Luhan. «Non ho bisogno di lezioni civiche da un ragazzino. Vattene a casa e lasciami fare il mio lavoro.» Luhan rimasse sorpreso dal tono dispregiativo che l'agente aveva usato con lui.
«Tu entra in auto.» Disse poi l'agente spingendo Junhyung nei sedili posteriori e chiudendo con forza la porta.
«Questa è violazione dei diritti umani!» Esclamò Luhan con sguardo di fuoco.
«Fammi causa.» Ironizzò il poliziotto con un ghigno.
«Non sfidarmi stronzo.» Disse Luhan furente ricevendo un occhiata agghiacciante dal poliziotto.
«Luhan...» Lo richiamò Dongwoon strattonandolo per il braccio.
«Se ci tieni tanto al tuo amico, vieni a trovarlo alla centrale di polizia. Ma se fossi in te starei lontano da ragazzi del genere.» Disse l'agente per poi voltarsi e salire sull'auto della polizia.
«Che diavolo sta succedendo?» Chiese Luhan furente a Dongwoon quando l'auto della polizia si allontanò. «Non ne sono sicuro, ma credo sia colpa del padre di Junhyung.»


Quando Luhan e Dongwoon arrivarono alla centrale di polizia trovano Junhyung seduto ad una delle scrivanie di fronte all'agente di polizia in abiti civili che l'aveva prelevato a scuola ed ad un altro agente anche lui in abiti civili.
«Non vi avevo detto di tornarvene a casa?» Chiese l'agente quando incontrò lo sguardo di Luhan.
«Mi ha chiesto di farle causa. Sto aspettando il mio avvocato.» Rispose Luhan trascinando una sedia libera di fianco a Junhyung e prendendo posto.
Junhyung si voltò sorpreso a guardare Luhan, che era impegnato a scambiarsi sguardi di sfida con l'agente, e poi si voltò a guardare Dongwoon che con un sospirò imitò Luhan trascinando una sedia dall'altro lato di Junhyung prendendo posto. «Non chiedermelo, dopo che sei stato portato via dalla polizia ha fatto una telefonata ed ha parlato come una furia in cinese. Dobbiamo proprio farlo quel corso di cinese.»
«Ragazzini questo non è una sala giochi dove potete ammazzare il tempo. Tornate a casa.» Disse l'altro agente rivolgendosi a Dongwoon e Luhan.
«Tornate a casa.» Sussurrò a sua volta Junhyung.
«No.» Risposero Dongwoon e Luhan.
«Junhyung non è un ragazzo cattivo e voi non potete trattarlo come tale solo a causa degli errori degli altri.» Disse Luhan e Dongwoon annuì. «Non potete privarlo dei suoi diritti umani ne arrestarlo senza una giusta motivazione.» Continuò Luhan appoggiato dall'annuire di Dongwoon.
«Ragazzi non sono stato arrestato.» Disse Junhyung. Dongwoon e Luhan si voltarono a guardarlo confusi. «Mio padre ha sottratto dei soldi ad alcune società per cui lavorava e li ha depositati in banche offshore.»
«Tuo padre non era in bancarotta o qualcosa del genere?» Chiese Dongwoon sorpreso.
«Qui in Corea forse, ma all'estero no.»
«Bancarotta o appropriazione indebita. Che vuoi che importi. Perché prendersela con te perché non sottoporre sotto interrogatorio tuo dare?» Chiese Luhan scocciato.
«È scappato. Mio padre è andato a nascondersi insieme a quei soldi.»
«Adesso che sapete il motivo per cui il vostro amico è qui, lasciateci fare il nostro lavoro, andate a casa.» Chiese l'altro poliziotto in tono gentile.
«No!» Rispose Luhan con sicurezza. «So come funzionano queste cose. Quando una persona contrae un debito o si appropria del denaro di una terza persona. Se questa persona muore o sparisce spetta alla prole o al famigliare più prossimo ripagarne il debito.»
«Questa è una questione finanziaria, noi ci occupiamo di criminali. Stiamo solo ponendo delle domande a Yong Junhyung su suo padre.»
«Bene allora se è una questione così semplice non vi dispiacerà aspettare l'arrivo del nostro avvocato.» Disse Luhan incrociando le braccia al petto e accavallando le gambe.
«Yah sei persistente.» Sbuffò l'agente che aveva prelevato Junhyung.
«È nei diritti di Junhyung richiedere un avvocato lì dove lo richiede la situazione.»
«Wah~ Perché non lo fai tu il suo avvocato sembra che sei molto informato.» Scattò l'agente di polizia nervoso.
«Quello che dici è giusto, e visto che noi difendiamo i diritti dei cittadini Coreani aspetteremo l'arrivo del suo avvocato.» Disse l'altro agente di polizia appoggiando una mano sulla spalla del collega e cercando di calmarlo..
«Quanto arriverà questo dannato avvocato?» Chiese l'altro agente. Luhan controllò l'orologio al polso. «Probabilmente al momento si trova in volo. Direi due ore.» Rispose Luhan per lo sgomento di tutti.


«Non dovevi chiamare tuo padre.» Disse Junhyung quando rimase da solo con i suoi amici, seduto ancora in quelle sedie alla scrivania, mentre gli agenti di polizia si erano allontanati per prendersi un caffè e fumare una sigaretta.
«Lui è l'unica persona che può tirarti fuori da questo guaio.» Rispose Luhan facendo sospirare Junhyung.
«C'è una cosa che non capisco Junhyung. Se tuo padre aveva intenzione di scappare, perché ti ha spinto così disperatamente a sposare Lee Hyeri?» Domandò Dongwoon.
«Credo che in qualche modo volesse risolvere le cose qui in corea, ma quando è stato evidente che il mio matrimonio con Hyeri non sarebbe mai avvenuto ha preferito scappare.»
«Hyeri... Stavi per sposare Hyeri?» Chiese Luhan sorpreso.
«No che non stavo per sposarla. Era mio padre che voleva che la sposasi per avere l'appoggio del denaro di suo padre.»
«Denaro... Hyeri è ricca?» Domando Luhan.
«Suo padre ha una società di telecomunicazioni, se non sbaglio.» Luhan fece un suono di beffa mentre incrociava le braccia al petto. «Io sono più ricco di lei.» Disse il giovane gongolando.
«Questa non è una sfida a chi è più ricco.» Disse Junhyung.
«Ovvio che no. Ma tra me e lei, io sono quello da cui avresti più benefici in un matrimonio.» Dongwoon trattene una risata quando vide l'espressione sorpresa di Junhyung.
«Mio padre è Lu Xie Yu. L'uomo più ricco di tutta la cina.»
«Non dire stronzate.» Lo ammonì Junhyung.
«Ma è vero!» Esclamò Luhan.
«Yah perché il figlio dell'uomo più ricco della cina dovrebbe vive in un dormitorio scolastico?» Chiese Dongwoon storcendo il naso.
«Siamo una famiglia umile.»
«Non ci prendi in giro.» Disse Junhyung offendendo Luhan che gonfiò le guance e mise il broncio.

«Allora questo famoso avvocato? Due ore sono già passate.» Disse tempo dopo l'agente di polizia riprendendo il suo posto insieme al collega.
«Xiao Lu.» Luhan scattò in piedi come una molla quando riconobbe quel soprannome e voltandosi si ritrovò facci a faccia con un uomo altò dai capelli scuri, gli occhi grandi e un volto dai marcati lineamenti. «Papà! Che ci fai qui?»
«Hai detto che avevi bisogno di aiuto. Quale genitore non viene ad una richiesta del genere?!»
«Papà sei il migliore.» Sorrise Luhan felice.
«Ehi, ci sono anch'io!» Di fianco al padre di Luhan se ne stava un sorridente Aaron perfetto nel suo completo scuro.
«Sono Lu Xie Yu. Il padre di Luhan.» Si presentò il padre di Luhan porgendo una mano ai poliziotti che rimasero sorpresi nel sentire quel nome proprio come Dongwoon e Junhyung.
«Ve l'avevo detto io.» Sussurrò Luhan riprendendo posto.
«Lui è il nostro avvocato di famiglia Aaron. Saremmo noi adesso ad occuparci delle questioni legali di Yong Jun Hyung.»
«Mi scusi signore mi è d'obbligo fare questa domanda. Che grado di parentela ha con il ragazzo?»

«Lui è il mio futuro genero.» 

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