domenica 9 luglio 2017

Butterfly: Capitolo 2



Le vacanze estive erano iniziate da diverse settimane e Dongwoon aveva trascorse tutte le sue mattine a oziare. In quel momento il ragazzo si trovava sdraiato sul suo letto a fissare il soffitto in uno stato semi intontito.
Quando la porta della sua stanza si aprì Dongwoon si voltò appena a vedere la madre che apriva le tende alla sua finestra e raccoglieva i panni sporchi dal pavimento.
«Hai intenzione di restare a letto per tutta l'estate?!»
«L'idea mi allerta.» Dongwoon lanciò un occhiata alla madre e ghigno di fronte alla sua disapprovazione. «Resterò qui solo fino al ritorno di Jun.»
«Tua sorella sta andando in spiaggia, perché non vai con lei?»
«Preferisco morire!» Esclamò Dongwoon nascondendo il volto nel cuscino.
«Preferisci venire con me e i gemelli in piscina?» Dongwoon tolse il cuscino dal volto.
«Quella vicino al fiume Han o quella alle porte della città?»
«Quella al fiume Han.»
«Allora no. Quel posto è noioso.» Dongwoon tornò a coprirsi il volto con il cuscino.
«Allora alza quel cullo dal letto e vai in spiaggia con tua sorella.»
«Non voglio, fa troppo caldo.»
«Non era una richiesta giovanotto era un ordine.» Dongwoon si tolse il cuscino dal volto e si mise a sedere sul letto fissando incredulo la madre.
«Mamma, non puoi obbligarmi.»
«Lo faccio per il tuo bene, un giorno mi ringrazierai.» Detto questo la signora Son usci dalla stanza del figlio. Dongwoon si sdraio nuovamente sul letto e frustrato colpi il materasso coi piedi. Quando si fu calmato, e non maledisse più il suo migliore amico per essere andato in vacanza in Cina con la famiglia del suo ragazzo, Dongwoon spostò lo sguardo su un paio di scarpe blue che se ne stavano ordinatamente sistemate vicino alla sua scrivania. Mettendosi più comodo sul letto Dongwoon si ritrovò a sorridere.



Dongwoon era quasi fuori dai cancelli della scuola quando una mano lo blocco facendolo voltare. Dongwoon fu sorpreso di vedere un ragazzo che non conosceva.
«Chi sei?» Gli chiese aggrottando la fronte.
«Yoon Doo Joon. L'amico di Kikwang.» Doojoon allungò la mano verso Dongwoon ma questo la ignorò. «Cosa vuoi?» Chiese invece diffidente.
«Voglio uscire con te.»
Dongwoon rimase qualche momento interdetto da quelle parole.
«Perché dovresti? Perché siamo entrambi gay?» Chiese Dongwoon con una certa cattiveria nelle ultime parole.
«No, perché sei un tipo alquanto interessante. Certo il fatto che sei gay non guasta.» Dongwoon strinse gli occhi fissando o meglio studiando l'altro ragazzo. Aveva spalle larghe e un fisico sicuramente ben modellato. In quel momento stava indossando una camicia a quadri bianca e blu e dei jeans stretti con degli strappi su alcuni punti delle gambe. I capelli scuri erano ordinatamente pettinati all'indietro e il sorriso leggero che aveva sulle labbra gli illuminava gli occhi. Nel complesso, penso Dongwoon; è davvero il mio tipo.
Ma... c'era un ma grande quanto una casa, lui è amico di Kikwang.
«Mi dispiace non esco con gli amici dei fidanzati di mia sorella.»
«Perché no?»
«Sarà imbarazzante nel momento in cui mia sorella mollerà il tuo amico.»
«Lo dici come se fosse una cosa sicura.» Dongwoon fecce spallucce.
«Scusami ma adesso io andrei.» Dongwoon stava per andarsene quando ancora una volta Doojoon lo bloccò. «Cosa vuoi ancora?»
«Se cambi idea chiamami.» Doojoon consegnò a Dongwoon un biglietto da visita il tutto accompagnato da un sorriso luminoso.


Quando Doojoon uscì dalla sua stanza diretto in cucina per fare colazione, resto sorpreso di vedere Kikwang riverso a terra che fissava assente il soffitto.
«Perché sei lì?» Chiese Doojoon avvicinandosi con cautela all'altro
«Aspetto che la morte venga a prendermi.» Doojoon aggrottò la fronte ma non si lasciò intenerire dall'altro e inaspettatamente tirò dei leggeri calci al sedere dell'altro.
«Yah, prima di morire cerca di darmi i soldi dell'affitto.»
«Non vedi che sto male?»
«Non vedi che non me ne importa nulla?»
«Sei davvero cattivo!» Kikwang puntò lo sguardo su quello di Doojoon e il maggiore fu quasi certo di vedere due orecchie da cucciolo abbassarsi insieme allo sguardo di Kikwang.
«Qual è il problema?» Si rassegnò a chiedere Doojoon.
«Sono stato molato.» Piagnucolò Kikwang.
«Wuah aveva ragione.»
«Cosa?»
«No niente. Perché ti ha molato?»
«È tutta colpa tua.»
«Mia?»
«Sì. Dice che non servo a niente se non sono stato capace neanche di far uscire il mio migliore amico con il suo fratellino.» Doojoon mise su un ghigno a quelle parole.
«Se è stata capace di molarti per così poco, vuol dire che lei per te non ha mai provato vero interesse.» Doojoon superò il corpo di Kikwang e si diresse in cucina.
«Come puoi dire una cosa del genere?» Gli urlò dietro Kikwang restando comunque sdraiato sul pavimento. In cucina Doojoon si preparò una tazza di latte e cereali per se e una per il coinquilino. Con le due ciotole in mano tornò in salotto una la consegno a Kikwang, che si mise seduto, e l'altra la portò con se fino al divano dove si mise seduto.
«Non vedo perché te la prendi tanto, non e che poi lei ti piacesse.»
«Lei mi piaceva!» Doojoon mise in bocca una manciata di cereali ma questo non diminuì la sua espressione di diffidenza.
«Okay forse non ero innamorato di lei, ma mi piaceva stare con lei.»
«Perché il sesso è piacevole sempre e comunque e con chiunque.»
«Perché devi dire queste stronzate quando sto da schifo?»
«Finisci di mangiare poi andiamo in spiaggia.»
«Perché dovrei andare in spiaggia quando ho il cuore a pezzi.»
«È stato Dongwoon a chiedermi di venire.»
«Cosa?! Voi due....»
«Ci frequentiamo.»
«COSA??»


Le vacanze estive erano iniziate da qualche giorno. Junhyung e Luhan erano in Cina da due giorni e Dongwoon sofferente della sindrome di distacco dal suo migliore amico se ne andava trascinato in giro dalla madre che non poteva vederlo sempre chiuso in camera sua. Fu in una di quelle occasioni che incontrò di nuovo Doojoon.
Si trovava al centro commerciale con la madre, ad acquistare nuovi vestiti per i gemelli, e mentre la donna era impegnata in una lunga conversazione con una vecchia amica, Dongwoon era sgattaiolato dentro un negozio di scarpe perdendosi con lo sguardo tra gli scaffali stracolmi di diversi modelli e colori di scarpe. Fu in quel momento che Dongwoon notò Doojoon fermo ad ammirare un paio di scarpe. Dongwoon fu svelto a voltarsi dall'altro lato e a prepararsi ad una fuga d'emergenza ma Doojoon lo vide ugualmente.
«Guarda un po' chi si rivede.» Esordì Doojoon in tono allegro. Dongwoon si morse le labbra cercano di non mostrargli la smorfia che nacque sul suo viso.
«Non sembri molto felice di vedermi.»
«Infatti non lo sono.» Sbuffò Dongwoon fallendo miserabilmente nel tentativo.
«Queste o queste?» Chiese Doojoon ignorando le parole di Dongwoon e mostrandogli lo stesso modello di scarpa ma di due colori differenti.
«Mi stai prendendo in giro?»
«No voglio solo un consiglio sincero. Non so quale scegliere.»
«Sono le stesse cambia solo il colore.»
«Quelle sono scarpe per le coppie.» Li informò una delle commesse del negozio avvicinandosi ai due ragazzi. «Possiamo aggiungere le iniziali o una scritta al lato della scarpa.» Continuò a spiegare la commessa indicando il lato della scarpa.
«Capisco. Avete altri colori?»
«Oh si per questo modello ci sono diverse tonalità di colore.» Doojoon annuì ammirando le scarpe. «Che colore preferisci?» Chiese poi guardando Dongwoon che si ritrovò inaspettatamente ad arrossire. «P-perché lo chiedi a me?» Balbettò il giovane facendo sorridere Doojoon.
«Voglio fare un regalo ai miei dipendenti per l'ottimo lavoro svolto negli ultimi due anni, Mi hanno detto che le scarpe erano un buon regalo.» La commessa sorrise alle parole di Doojoon al contrario Dongwoon si maledisse per lo stupido pensiero che gli aveva attraversato la mente.
«Sul lato della scarpa potremmo inserire il logo della sua compagnia.» Suggerì la commessa.
«È un regalo per loro non per me.»
«Fai incidere il loro nome o lasciale così come sono.» Disse Dongwoon.
«Che colore?» Chiese poi mostrando nuovamente le scarpe a Dongwoon che indicò quelle nere con rifiniture color crema.
«Mi dia 7 paia di questo modello e due di questi.» Disse Doojoon indicando entrambi i modelli.
«Subito!» La commessa era abbastanza felice mentre prendeva i due modelli di scarpe dalle mani di Doojoon e andava a completare l'ordine.
«Sei qui da solo?» Chiese Doojoon quando la commessa si allontanò.
«Me lo chiedi adesso?» Chiese Dongwoon aggrottando la fronte. «Quindi sei da solo?»
«No.» Rispose di getto Dongwoon anche perché tecnicamente al centro commerciale non era venuto da solo.
«Sei ad un appuntamento?»
«No.» Rispose Dongwoon ancora una volta di getto facendo sorridere Doojoon e maledire se stesso.
«Ti va di prendere un caffè con me?» Chiese Doojoon appoggiando il braccio sulle spalle di Dongwoon che si irrigidì al contatto.
«Non credo che sia---» Dongwoon venne interrotto dall'arrivo della commessa.
«L'ordine è pronto, paga in contati o carta di credito?»
«Carta di credito.» Rispose Doojoon allontanandosi da Dongwoon. «Fatte consegne?»
«Sì ovviamente.» Sorrise la commessa.
«Allora i 7 modelli uguali li mandi a questo indirizzo.» Doojoon consegno il suo biglietto da visita alla commessa. «Gli altri due li prendo con me.»
«D'accordo, mi segua.»
«Aspettami qui non ti muovere.» Disse Doojoon rivolto a Dongwoon che si ritrovò ad annuire senza neanche rendersene conto.
Qualche minuto dopo Doojoon tornò e sorridendo consegnò una delle buste del negozio a Dongwoon.
«Vuoi che ti aiuti a portare le buste?»
«No. È un regalo per te, per l'aiuto che mi hai fornito.»
«Non e che ti sia stato proprio di grande aiuto.»
«Prendilo è un regalo, i regali non dovrebbero mai essere rifiutati.» Dongwoon accettò il sacchetto facendo sorridere Doojoon.
«Allora tu lo bevi il caffè?»


«Brutto traditore bastardo! Hai detto che non saresti uscito con un liceale.»
«Dongwoon ha un fascino tutto suo.»
«Maledetto perché non me l'hai detto prima?»
«Non credevo fosse importante per te saperlo.»
«Lui è il fratello della mia ragazza.»
«Ex-ragazza.» Kikwang fulminò con lo sguardo Doojoon che si limitò a sorridere e fare spallucce.
«Come hai potuto farmi questo.» Kikwang lasciò perdere la sua colazione e sdraiandosi sul pavimento iniziò a agitare le gambe rilasciando dei versi infantili e incomprensibili.
«Vuoi venire in spiaggia si o no?»
«NO!! Non voglio fare il terzo incomodo fra di voi.»
«Come vuoi, non ho intenzione di pregarti.» Doojoon riporto la sua scodella vuota in cucina e la lavò.
«È stato Dongwoon a chiederti d'invitarmi?» Chiese Kikwang apparendo sulla soglia della cucina.
«No.» Rispose Doojoon senza prendersi la briga di voltarsi verso l'amico.
«Allora non vengo!» Esclamò il giovane tornandosene in salotto e facendo scuotere la testa a Doojoon che iniziò a chiedersi cosa ci fosse di sbagliato nella testa del suo amico.
«È importante chi ha invitato chi?» Chiese Doojoon quando tornò in salotto e trovò nuovamente Kikwang stesso per terra.
«Sì!» Rispose Kikwang mettendosi seduto. «Io non credo di piacere molto a Dongwoon, così è importante per me sapere se lui mi ha invitato o meno.» Doojoon sospirò.
«Sei traumatico Kiki completamente traumatico.» Doojoon prese il cellulare dalla tasca dei suoi pantaloni e compose velocemente un messaggio.
«Ho chiesto a Dongwoon se puoi venire anche tu. Sei contento?!»
«Perché lo fai sembrerò un tipo completamente patetico!» Esclamò Kikwang offeso.
«Yah sono io quello che esce con lui perché sei tu quello che si fa tutti questi problemi?»
«Perché lui---»
«Non dire che è il fratellino della tua ragazza perché lei non è più la tua ragazza.» Kikwang incrociò le braccia al petto mise il broncio e si voltò dall'altro lato.
«Dongwoon ha risposto!» Disse Doojoon quando il suo cellulare vibrò.
«Che cosa dice?» Chiese Kikwang agitato voltandosi a guardare l'amico.
«Questo non ti piacerà.» Commentò Doojoon dopo aver letto il messaggio.
«Non vuole che venga?» Chiese Kikwang pieno di sconforto.
«Lui credeva che tu venissi con Jinah. Ma a quanto pare il suo ragazzo è un altro ragazzo.» Kikwang sbatté gli occhi e aggrottò leggermente la fronte.
«Sono confuso.»
«Yah lei ieri ti ha mollato e oggi ti ha già sostituito.» Disse Doojoon cercando di trattenere le risate.

«Ho bisogno di bere.»

1 commento: